L'OPINIONE DEL TERRITORIO

Occhi puntati sul voto” “Le prime pagine ” “dei giornali diocesani

Ancora le elezioni europee al centro dei settimanali cattolici, in uscita in questi giorni. “Come credenti – sostengono le testate Fisc – non possiamo chiamarci fuori dall’idea di Europa come futuro imprescindibile: se ci siamo battuti con legittima fierezza per ricordare ai poteri forti della tecnica e della finanza che essa ha radici cristiane, quanto più è necessario impegnarsi oggi perché quelle radici siano riconosciute dai frutti”

"Andiamo a votare" perché "non si può rinunciare al sogno europeo". È l’invito che si legge sui giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, all’avvicinarsi delle elezioni europee e amministrative del 25 maggio. "Come credenti – sostengono le testate Fisc – non possiamo chiamarci fuori dall’idea di Europa come futuro imprescindibile". Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: l’incontro del mondo della scuola con Papa Francesco, gli scandali legati a Expo 2015, la cronaca e la vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

Elezioni europee. "C’è sfiducia e malcontento e gli euroscettici ne approfittano". È l’analisi che accomuna le diverse riflessioni sull’attualità politica, in vista delle prossime elezioni. "Come credenti non possiamo chiamarci fuori dall’idea di Europa come futuro imprescindibile: se ci siamo battuti con legittima fierezza per ricordare ai poteri forti della tecnica e della finanza che essa ha radici cristiane, quanto più è necessario impegnarsi oggi perché quelle radici siano riconosciute dai frutti", osserva Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla). "Votare è il modo minimale per tutti di partecipare direttamente alla vita pubblica e offrire il proprio contributo alla realizzazione del bene comune", ricorda William Casanova, delegato vescovile Commissione Gaudium et spes, sulle pagine del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina). Per Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), "in giro abbiamo visto poche idee e tanto baccano, soprattutto a livello nazionale, dove si vorrebbe dare a questa consultazione un valore, esageratamente, politico fuori da ogni logica di relazione con la volontà di perseguire azioni volte a consentire l’affrancamento del bene comune". Il voto per l’elezione dell’Europarlamento, ammette Gianni Borsa in una nota del Sir, rilanciata dalla Voce dei Berici (Vicenza), "presenta contorni ben delineati accanto a questioni aperte e, persino, ‘zone grigie’". Secondo Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), "è inutile nascondere il clima di sfiducia e malcontento che sale dall’area del Mediterraneo, Grecia e Italia in particolare, per un’Unione europea che nei fatti sembra essersi concretizzata solo per la tutela degli interessi forti". In realtà, sostiene Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), "le elezioni europee sembrano andare molto al di là del loro vero ruolo, diventando una sorta di cartina di tornasole degli umori politici italiani". Ma votare per l’Europa, avverte Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), "ha senso solo se c’è la volontà di dare una forma comune di vita a questo insieme di nazioni che sono sempre andate per la propria strada precipitando spesso in immani tragedie". Una volontà c’è, "ma è ancora debole e spesso è sopraffatta da interessi particolaristici". Dal momento che "la crisi economica ha picchiato duro in Europa e specialmente in alcuni stati", è il parere di Cammino (Siracusa), "si è indotti a pensare che meno-Europa sia meglio. Vedremo se i partiti e i candidati convinti che più-Europa significhi restare con i piedi per terra, convinceranno più elettori degli altri". Ma, evidenzia Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), "se è vero che un’Europa così non va, è ancor più vero che uno sfaldamento dell’Ue avrebbe conseguenze nefaste per tutti i 28 membri, che resterebbero isolati proprio nell’epoca della globalizzazione. Dunque l’alternativa dovrà essere un’Europa politicamente più integrata, economicamente meno rigida e più incentivante, socialmente più solidale. Bando perciò all’euroscetticismo come pure all’astensionismo!". Per Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), le elezioni europee 2014, "tra rivincite nazionaliste e spinte di ritorno al passato, rappresentano il varco per il passaggio, qualora lo si voglia, da una nativa idea di unione tra Governi d’Europa ad un concreto sistema di interdipendenza tra Nazioni". Partendo dall’ultimo naufragio nel Mediterraneo, che ha causato la morte di diversi migranti, Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), esprime un auspicio: "In questi ultimi giorni che ci separano dal voto, per l’Europa e per i sindaci, nessuno tenti di raccattare voti sulla pelle dei migranti. I temi su cui discutere non mancano. Su questo, sarebbe utile una moratoria". Certo, rilancia Alberto Margoni, direttore di Verona Fedele (Verona), "la civiltà di un Paese si misura nella capacità di affrontare e contribuire a risolvere queste situazioni, ma non dovremmo farlo da soli, visto che le nostre frontiere sono anche quelle europee".

Le scuole dal Papa. Tante riflessioni hanno avuto al centro l’incontro del Papa con il mondo della scuola. "La manifestazione popolare – una vera festa della scuola – è stata un atto di speranza, che si rinnoverà nella misura in cui daremo seguito all’impegno dimostrato. Ho sentito profondamente la sintonia di un popolo con la Chiesa e con la scuola; ho avvertito la sintonia di un popolo con il Papa, che ha espresso pieno sostegno alla scuola in quanto istituzione, al di là dell’aspetto confessionale", ha sottolineato monsignor Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola, sul giornale diocesano Il Nuovo Diario Messaggero. "La testimonianza offerta da Papa Francesco al mondo della scuola nella giornata di sabato scorso resterà ben salda nella nostra storia", "anche per il clima che si è creato e per gli stimoli di riflessione che il Papa ha suscitato". Ne è convinto Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri). Oggi, infatti, sottolinea Coccia, "spesso si parla di scuola solo per criticarla, per farla diventare parafulmine di tutti i mali sociali. Il Papa inverte completamente questa rotta e dirige l’attenzione di tutti verso l’amore per la scuola". Per Roberto Piredda, direttore del Portico (Cagliari), l’incontro del Papa con il mondo della scuola ci insegna "due cose fondamentali. La prima è che esiste, ed è sotto gli occhi di tutti, una domanda fortissima di una scuola e di un’educazione di qualità. La seconda è che nel nostro Paese sono presenti delle grandi energie da spendere in questo campo. Lo testimoniano i ragazzi e i docenti che ogni giorno, dentro le mura delle aule, non smettono di cercare e comunicare il bello, il vero e il bene". La Gazzetta d’Asti (Asti) riprende un’intervista del Sir a monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei, che dice: "La scelta della Chiesa di prendersi cura di un tema nevralgico – come lo è la scuola – è un modo per ricordare che il suo servizio è a beneficio di tutta la collettività". "Nel clima del disfattismo imperante", Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), invita a "cercare ‘buone pratiche’, trovare tracce d’impegno e di servizio, evidenziare il bicchiere mezzo pieno, rifarsi al meglio e non sempre al peggio. Il che non equivale a… falsare la realtà. Significa prestare l’attenzione dovuta al ‘Bene’ che alla lunga può venire a galla. Sarà, il ‘Bene’, mimetizzato fin che si vuole, ma è una componente corroborante nell’umanità di tutti. Trascurare questo dato è un peccato, anzi è ingiusto, anzi fa male. C’è da crederci e provarci".

Expo. recenti arresti per la "nuova saga di tangenti, imbrogli e furti legati all’Expo 2015" offrono lo spunto a diversi editoriali. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), sottolinea: "L’Expo è un immenso piatto di affari dove girano milioni, miliardi, interessi infiniti, lotte per la conquista di spazi, di appalti, di tangenti. Una gallina dalle uova d’oro. Conoscendo la nostra storia non si poteva illudersi che la corruzione non ci saltasse dentro a piè pari, con tutte le sue forze, le sue potentissime corazzate, anche mafiose. "Le recenti cronache giudiziarie, in particolare sulle vicende legate all’Expo 2015, hanno fatto evocare una nuova Tangentopoli", ma per Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), "questo Paese ha ancora un significativo giacimento di risorse materiali, culturali e morali che potrebbe spendere con successo. Risorse positive, generose e capaci. Il punto è allora il discernimento, il saper scegliere bene. Occorre indicare queste positività come bussola e riferimento, come modello antropologico per ridare fiato e slancio ad una società che altrimenti rischia di cadere in una spirale di psicodramma collettivo". Anche Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), si occupa dell’"Expo degli scandali, della corruzione, delle tangenti, delle inchieste e di coloro che, dopo lunghi periodi di intercettazioni e indagini, sono finiti in galera. Queste vicende che hanno coinvolto numerosi personaggi della macchina organizzativa rischiano di mettere a repentaglio, per l’ennesima volta, l’immagine di una nazione che dovrebbe essere caratterizzata da legalità e trasparenza". Dopo vent’anni da Mani Pulite, denuncia Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), "l’Italia è ancora lì. Si è fatto un gran parlare di moralità nella politica, ma tutto sembra essersi fermato. E non sarà neanche una nuova legge elettorale a rendere possibile il cambiamento. Ormai non ci crede nessuno. È incredibile che proprio l’Expo, l’opera-simbolo del riscatto dell’Italia della crisi, oggi sia preda di nuovi scandali". Per Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), "sarebbe un grave errore, giunti a questo punto, far saltare l’Expo: ma, per favore, facciamo in modo che la ‘malapianta’ della corruzione non ci faccia perdere anche questa occasione". In realtà, evidenzia Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), "non tutto è negativo, certo, ma sugli scenari che contano, quelli che delineano le fisionomie della società, non c’è mai chi fa semplicemente il bene, chi cerca di servire il prossimo, chi cerca di vivere onestamente. Questi si dice che sono la ‘maggioranza silenziosa’ o la parte ‘non fanatica o non violenta’, ma intanto questi sono degli apolidi, dei tutti e nessuno che non contano nulla".

Cronaca. Diversi editoriali si occupano di cronaca. Commentando il possibile rischio di chiusura della sede Rai del Friuli-Venezia Giulia, Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), esprime "solidarietà ai colleghi e a tutte le maestranze della Rai regionale", ma aggiunge la "forte richiesta di un riequilibrio dell’informazione (che significa spostamento di risorse giornalistiche e tecniche) a favore del Friuli". Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), tra tante notizie "negative", vuole riportare una positiva: "Il Centro Mamma Rita compie cinquant’anni ed è una tra le realtà di Monza che più mi affascinano, a cui sono grato" perché rappresenta la "Monza del bene". Spunti per gli editoriali anche da eventi di cronaca nera. Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano) ricorda così Silvana Allasia, la maestra d’asilo uccisa dal compagno: una "donna con lo sguardo brillante, con il sorriso pronto ad aprirsi", che "metteva al primo posto i figli, i bambini, sempre pronta a ‘mettere bene’ a spendersi per la vita, per ciò che è positivo. Cercando il positivo anche laddove pareva non ci fosse". C’è spazio anche per una riflessione economica. "Per competere a livello globale, dobbiamo innovare prodotti e lavorazioni, allargare il marketing, conoscere i mercati, allargare le spalle per affrontare il mondo": è il suggerimento di Nicola Salvagnin, in una nota del Sir, ripresa dal Popolo (Tortona).

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale, con notizie dalle diocesi e riflessioni sulla fede. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) si occupa dell’ingresso del nuovo vescovo, monsignor Marco Arnolfo, ricordando che c’è stata una grande partecipazione popolare: "Oltre duemila persone ai vari momenti dell’ingresso del nuovo pastore". La Voce Alessandrina (Alessandria) racconta dell’omaggio alla "Clementissima Patrona" con la processione per le vie della città: "Uscire per le strade è un segno del cammino del popolo di Dio e di una Chiesa in uscita", ha sottolineato il vescovo Guido Gallese. Parlando della festa della famiglia, che la diocesi celebra domenica 18 maggio, Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), evidenzia: "Nella nostra diocesi nascono e si consolidano esperienze di condivisione e accoglienza che hanno come protagoniste, nel dare e nel ricevere, proprio le famiglie. Famiglie solidali, la decima delle famiglie, famiglie tutor, famiglie di sostegno, rete di famiglie… non sono solo buoni propositi, ma solidarietà vissuta". Ricordando la convocazione diocesana della famiglia a Genova, il 4 maggio scorso, la presidente del Forum famiglie della Liguria, Anna Maria Panfili, evidenzia sulle pagine del Cittadino (Genova) che al termine della Messa è stato lanciato "un accorato appello al dialogo rivolto ai rappresentanti e agli amministratori della cosa pubblica, perché maturino ed esprimano una adeguata sensibilità verso il grande compito della famiglia e riconoscano che il suo ruolo è insostituibile, sempre e comunque. In sintesi, si è invocato uno ‘sguardo familiare’ nella gestione della cosa pubblica". Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), ricorda che il "17 maggio ricorre il bicentenario di un evento storico avvenuto a Tolentino. L’incoronazione di due immagini della Vergine venerate nel nostro territorio, cioè a Caldarola. Il Papa era Pio VII reduce dalla prigionia francese. Il Papa nella sosta a Tolentino incoronò ben sei immagini della Madonna. La cerimonia avvenne nella chiesa di s. Nicola, che in quel periodo fungeva da cattedrale". Dal 20 maggio a Tolentino ci sarà una mostra su quelle immagini. Voci e Volti (Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo), invece, ricorda lo svolgimento del convegno ecclesiale diocesano sul tema "Passione per il Vangelo corresponsabilità e ministerialità". Uno sguardo alla realtà locale, dal punto di vista del credente, la offre Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce): "Per riportare alla luce il meglio della vicenda storica salentina, rinnovare la comunità civile e recuperare lo specifico cristiano, è urgente dedicarci tutti insieme alla formazione del cittadino e del credente, contrapponendoci alle ingiustizie e ai non di rado ingiusti criteri del profitto egoista, sostenendo il valore della legalità, testimoniando l’esperienza della gratuità e del volontariato: riscoprendo il valore del servizio". Una riflessione sulla fede è quella che offre Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) trattando dei "sacramenti: dono e responsabilità, dono gratuito della libera iniziativa di Dio, bellezza che offre e interpella la nostra libertà, e stimola la nostra volontà suscitando desideri di risposta e di responsabilità. Questa è la bellezza della fede che ogni giorno interpella i credenti invitandoli ad un incontro dal sorprendente sapore della novità che li consacra, per le vie e periferie del mondo, annunciatori del Vangelo". Giordano Frosini, direttore di Vita (Pistoia), invita, infine, le nostre comunità "a svestirsi dell’abito comodo della delega e del dolce far nulla e rivestire i panni della partecipazione responsabile e della corresponsabilità. La Chiesa appartiene indistintamente a tutti".