FONDAZIONE CENTESIMUS ANNUS
Il presidente Domingo Sugranyes Bickel: ”Il buon comportamento delle singole persone non è sufficiente: il movimento per un’economia al servizio dell’uomo dev’essere più ampio, condiviso da credenti e non credenti; dev’essere sostenuto da correnti d’opinione e con capacità politica”” “
Far diventare la solidarietà e la fraternità parti integranti delle decisioni di business. È l’obiettivo che si sono posti i circa 350 partecipanti dell’annuale congresso internazionale della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice su "The good society and the future of jobs: can solidarity and fraternity be part of business decisions?", svoltosi nell’aula nuova del Sinodo in Vaticano dall’8 al 10 maggio. Comportamenti da privilegiare. Giornate di studio e confronto, durante le quali i membri della Fondazione hanno cercato di unire la riflessione teorica con l’elaborazione di proposte pratiche. Dai lavori di gruppo è emersa, seppur con accenti diversi, una visione comune che tende a porre in primo piano il valore della persona nelle relazioni; l’anteporre la scelta verso la cooperazione piuttosto che la competizione; vivere il mondo degli affari mettendo in campo anche i beni relazionali costituti dalla gratuità, dal dono, dalla fraternità e dalla reciprocità, ricostruendo legami di fiducia e di dialogo all’interno del mondo economico e finanziario. Tutti comportamenti questi, che vanno nella direzione di far entrare nelle decisioni di business la solidarietà e la fraternità. "Questa è la strada indicata che la Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice intende percorre", ha detto il presidente Domingo Sugranyes Bickel. "Non stiamo parlando di qualcosa di utopico – ha aggiunto -, ma è un fatto concreto quello di riconoscere che solidarietà e fraternità non sono qualcosa di esterno all’impresa; stiamo parlando di uomini, non di macchine". Bisogna cambiare il modo fino ad ora usato per interpretare l’economia, troppo legato alla convinzione che solo perseguendo il proprio interesse si possono raggiungere i migliori risultati collettivi. "Questa maniera di vedere le cose è una parte della realtà, ma non è la totalità di essa", ha osservato il presidente. "Negli ultimi anni, in particolare, nel mondo finanziario c’è stato un eccessivo sviluppo di attività legate al breve termine, finalizzate alla massimizzazione del risultato immediato. Questo comportamento ha dato luogo a manipolazioni o a comportamenti fraudolenti. Fatti questi, ben conosciuti, che però necessitano, di essere capiti in profondità e corretti". Nuovi cammini. Per cambiare rotta, secondo Sugranyes Bickel occorre "scoprire cammini nuovi rappresentati dal coraggio di persone virtuose che con le loro decisioni fanno la differenza rispetto alle realtà che si comportano in modo sbagliato: che separano, come dice la parabola, il grano buono dalla gramigna". In realtà, ogni vera idea imprenditoriale contiene sempre un elemento di solidarietà, perché chi decide di realizzarla ha un progetto a lunga scadenza che comporta un lavoro in comune. "La Fondazione per accompagnare questi comportamenti virtuosi – ha spiegato il presidente – continuerà a lavorare sull’educazione dei futuri responsabili in diverse parti del mondo, collegando i principi della dottrina sociale della Chiesa con la pratica reale, per non far rimanere la teoria una cosa vuota". È in questa prospettiva, che nel messaggio di saluto rivolto a Papa Francesco, il presidente della Fondazione ha ricordato che "il buon comportamento delle singole persone non è sufficiente: il movimento per un’economia al servizio dell’uomo dev’essere più ampio, condiviso da credenti e non credenti; dev’essere sostenuto da correnti d’opinione e con capacità politica"; a questo rovesciamento di priorità, a questo allargamento della prospettiva "la parola e l’esempio di Vostra Santità contribuiscono in modo potente", ha affermato. "Crediamo – ha concluso – che questo movimento si deve far sentire con forza in tutti i centri economici e politici, per esempio anche nel presente dibattito sui nuovi obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite".