5/GIOVANI, PERIFERIE ESISTENZIALI
Diego Buratta e Valentina Di Maggio, con Rossana Galiandro e Augusta Perticoni, hanno dato vita, lo scorso marzo ad Assisi, alla cooperativa sociale “Con Francesco”. Obiettivo: la promozione del turismo sociale e religioso. Ma con uno sguardo tutto nuovo che non esclude i poveri e gli emarginati. Tutto grazie al Progetto Policoro e alla sinergia tra le diocesi di Assisi e Perugia
Quando la crisi colpisce, ferisce ma non abbatte, anzi diventa una sfida da vincere, un volano per stimolare creatività e coraggio per ripartire con idee nuove. Potrebbe riassumersi così la storia di Diego Buratta e Valentina Di Maggio, perugino il primo e di origine napoletana la seconda ma assisana di adozione, che con Rossana Galiandro e Augusta Perticoni, hanno dato vita, lo scorso marzo ad Assisi, alla cooperativa sociale "Con Francesco". Obiettivo dei quattro giovani, poco più che trentenni, è la promozione del turismo sociale e religioso, la conoscenza della città attraverso l’esperienza e la vicinanza ai più poveri ed emarginati, la valorizzazione di case di ospitalità e case per ferie per gruppi parrocchiali ed oratori, la gestione di ex conventi che possano diventare luoghi di aggregazione sociale e risorsa per la comunità locale, la promozione di nuovi percorsi e itinerari turistici. In questo modo la cooperativa intende anche creare nuove opportunità di lavoro per i giovani del territorio e per le fasce svantaggiate che soffrono fortemente questo periodo di crisi.
La crisi come trampolino. Impiegato presso un’azienda edile, Diego, con una laurea in economia e commercio in tasca, è in cassa integrazione dal marzo del 2013: "Sono stato messo in cassa integrazione un mese prima di sposarmi. Mi convocarono in ditta e mi dissero ‘da domani stai a casa’ – ricorda -. Mia moglie non lavorava e ancora adesso è disoccupata, così e mi sono ritrovato in un attimo a ripensare tutta la mia vita, ai miei progetti ai miei sogni. Dovevo rimboccarmi le maniche e così sono tornato a fare il cameriere, ad aiutare nei traslochi. Ho cercato di fare della crisi economica un trampolino per ripartire nella vita. Grazie al Progetto Policoro e alla sinergia tra le diocesi di Assisi e Perugia, ho avuto l’opportunità di partecipare alla fondazione di questa cooperativa con la quale speriamo di dare lavoro ad altre persone. Sembra paradossale – dice sorridendo – un cassa integrato che intende dare lavoro ad altri. Ma è così…". Valentina ha una laurea in sociologia conseguita alla East London University, da oltre dieci anni vive ad Assisi, ha una figlia da seguire e tanti lavori alle spalle, come quello di cameriera in una casa di accoglienza diocesana dove tutti la ricordano per la sua maglietta con il logo del progetto Policoro che incuriosiva non poco gli ospiti. "A quel tempo – ricorda – ero animatrice del Progetto Policoro in Umbria e cercavo di far conoscere a quanta più gente possibile questa iniziativa della Cei volta ad aiutare i giovani a compiere i primi passi nel mondo del lavoro. La crisi ha inciso molto nella mia vita e sono stata sul punto di fare la valigia ed emigrare per cercare fortuna all’estero. Ho sempre desiderato lavorare nel sociale e la cooperativa mi sta offrendo questa possibilità".
Impresa di comunità. Per tutti e quattro i giovani la cooperativa "Con Francesco" è il frutto di un’idea "carezzata e protetta come tutte le cose preziose, da far fruttare per il vantaggio di molti". "Non sappiamo come andrà, siamo solo all’inizio – dicono con una buona dose di realismo Valentina e Diego – siamo ben coscienti delle difficoltà che ci attendono. La burocrazia è una di queste. Ci conforta la ricchezza religiosa, storica, culturale, sociale, ambientale del territorio del quale stiamo analizzando i bisogni per individuare nuove strade di valorizzazione". Qualcosa già si sta muovendo come testimonia la prima assunzione di una giovane ragazza madre ex detenuta, in grave difficoltà economica, all’interno di una casa diocesana e l’incarico dato alla cooperativa di segreteria organizzativa del primo convegno nazionale dei notai cattolici che si terrà proprio ad Assisi il 9 e 10 maggio. "Fondamentale è stato il supporto dato dalle nostre diocesi che ci hanno incoraggiato su questa strada, spronandoci quando eravamo titubanti e incerti sul da farsi". Cosa ci riserverà il futuro? "Non lo sappiamo – rispondono in coro Valentina e Diego – ma coltiviamo la speranza che questo potrebbe essere il nostro futuro. Sentiamo la fiducia delle diocesi in questa avventura. Hanno investito su di noi e ora vorremmo poter investire sugli altri, come abbiamo fatto assumendo questa giovane ragazza madre. Sappiamo anche di poter contare sulla condivisione delle nostre esperienze e competenze, sulle nostre relazioni. Credo sia questo il valore aggiunto della nostra iniziativa. Non è un’impresa del singolo ma della comunità". Il tempo corre e la crisi non aspetta. Diego, Valentina, Rossana e Augusta hanno un’impresa da compiere, in soli due mesi gli impegni di lavoro crescono, ci sono proposte e progetti da elaborare clienti e contatti da trovare. Il coraggio e la speranza non mancano, così come le competenze. "Fuori di qui – dicono salutando – ci sono altri giovani che aspettano e che cercano di costruirsi una vita. Il nostro impegno è anche per loro".