QUALE PRIMO MAGGIO?

Oltre i Concertoni” “ci sarebbe di più…

Celebrato il Primo Maggio, festa del lavoro, cosa resta nelle cronache? Purtroppo, solo parole molto aggressive. A Roma la tirata del cantante di turno, Piero Pelù, in versione grillina: "Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro". E ancora contro il premier Renzi: "Il non eletto, ovvero il boy-scout di Licio Gelli, deve capire che in Italia c’è una grande guerra interna, e si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra, ‘ndrangheta". A Taranto l’anatema dell’attore Michele Riondino: "Signor presidente del Consiglio, signori ministri, signor presidente della Regione, signor sindaco e signori sindacalisti, non dimenticate che continueremo a maledirvi ogni giorno per tutto ciò che potreste fare e non fate, per ciò che avreste potuto fare e non avete fatto. Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che avete soffocato".
Domande senza retropensiero ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Sino a quando affiderete la linea sindacale a cantanti e attori? Condividete la loro deriva aggressiva e conflittuale? Perché vi prestate a questo gioco ambiguo? Non sarebbe ora di sposare una linea di corresponsabilità e di solidarietà più consona a un Paese plurale che ha un bisogno disperato di coesione sociale per tornare a crescere?
Ovviamente, arrivederci ai prossimi Concertoni!