CHIESE IN BREVE" "
Portogallo: i vescovi dal Papa in visita “Ad limina”
Lunedì 7 settembre è iniziata la visita Ad limina apostolorum dei vescovi portoghesi, durante la quale i prelati hanno presentato a Papa Francesco “un ritratto della vita delle diocesi e del Paese”. Al primo incontro in Vaticano il pontefice ha ricevuto separatamente dapprima i vescovi delle province ecclesiastiche di Lisbona e di Évora e in seguito i prelati dell’arcivescovato di Braga. Infine, “Papa Francesco ha accolto l’intero gruppo, formato da 38 vescovi, con grande amicizia, rivolgendo loro un discorso volto a orientare il futuro della vita della Chiesa cattolica portoghese”, secondo quanto ha riferito il segretario della Conferenza episcopale, padre Manuel Barbosa. “L’episcopato portoghese ha intrapreso e interpretato questo viaggio come uno speciale momento di grazia, ed esattamente come un’opportunità per ripensare le linee pastorali che lo dovranno guidare nei prossimi anni”, ha aggiunto il portavoce. Il Papa ha sin dal primo discorso sollecitato la Chiesa lusitana a una riflessione sulla propria realtà, affermando tra l’altro: “Oggi la nostra proposta di Gesù non convince”. “Gesù cammina con i giovani… Sfortunatamente il pensiero dominante attuale che vede l’essere umano come apprendista-creatore di se stesso, totalmente ubriaco di libertà, trova difficile accettare il concetto di vocazione, nel senso più alto di una chiamata che arriva alla persona dal Creatore del proprio essere e della vita”. Perciò il Papa invita i catechisti e l’intera comunità cristiana “a passare dal modello scolastico a quello catecumenale: non solo conoscenze intellettuali ma incontro personale con Gesù Cristo, vissuto in una dinamica vocazionale secondo la quale Dio chiama e l’essere umano risponde”. “La Chiesa portoghese ha bisogno di giovani capaci di rispondere alla chiamata di Dio, per costruire famiglie cristiane stabili e feconde, e per avere consacrati e consacrate che lasciano tutto per il tesoro del Regno di Dio”.
Paesi nordici: mons. Kozon alla guida dei vescovi
La Conferenza episcopale dei Paesi nordici, riunita nella sua assemblea d’autunno dal 4 all’8 settembre a Copenaghen, ha rinnovato le sue cariche interne. Dopo dieci anni di presidenza del vescovo di Stoccolma, mons. Anders Arborelius, la guida è passata per i prossimi quattro anni al vescovo di Copenaghen, mons. Czeslaw Kozon. Del consiglio permanente, oltre a Kozon e Arborelius, farà parte il vescovo di Helsinki, mons. Teemu Sippo. I sette vescovi dei cinque Paesi che appartengono alla Conferenza episcopale (Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Islanda) hanno inoltre rinnovato il mandato per altri quattro anni a suor Anna Mirijam Kaschner, segretario generale della Conferenza in carica dal 2009.
Croazia: Stepinac e il salvataggio degli ebrei
La rivista scientifica “The Catholic Historical Review” presenta nel nuovo numero un articolo della storica americana di origine ebraica, Esther Gitman, che intende “contribuire al dibattito in merito al ruolo dell’arcivescovo Alojzije Stepinac di Zagabria durante gli anni difficili nella seconda guerra mondiale”. Ne dà notizia l’Università cattolica Croata. Il titolo dell’articolo è “L’arcivescovo Alojzije Stepinac di Zagabria e il salvataggio degli ebrei, 1941-1945”. Nell’articolo, l’autrice “mostra come l’arcivescovo di Zagabria ha intrapreso l’azione di salvataggio di centinaia di persone associate con la comunità ebraica della Croazia”, e si sia adoperato per salvare “più di mille ebrei sposati con matrimoni misti, come pure molti altri per i quali il regime nazista rappresentava un pericolo”. “Con l’utilizzo di fonti di vari archivi, delle testimonianze dei sopravvissuti membri delle famiglie e di altri documenti”, l’autrice mostra come Stepinac abbia “risposto alla politica del regime ustascia che era sotto il patrocinio nazista e fascista, e come abbia usato la sua posizione nella Chiesa per promuovere il salvataggio degli ebrei”.
Spagna: studio della dottrina sociale della Chiesa
Si conclude il 9 settembre a Madrid, presso la Fondazione Paolo VI, il XXII corso di formazione in dottrina sociale della Chiesa che ha come filo conduttore “Logica economica e lotta contro la disuguaglianza”, promosso dalla Commissione episcopale della pastorale sociale della Conferenza episcopale spagnola (Cee). Nei giorni scorsi si sono approfonditi temi come “La disuguaglianza in Europa e in Spagna. Sue conseguenze economiche e sociali”, “Bene comune e bene pubblico nella lotta contro la povertà” o “Morale sociale samaritana, oggi: riferimenti valoriali ed esigenze pratiche per la Chiesa”. All’incontro hanno partecipato relatori come Jorge Nuño Mayer, segretario generale di Caritas Europa, Pedro José Gómez Serrano, economista, Francisco Lorenzo Gilsanz della Fondazione Foessa, Fernando Fuentes Alcántara, direttore del Segretariato della Commissione della pastorale sociale della Cee.