ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI
In questo delicato momento in cui il mondo cattolico nel suo complesso è chiamato a riflettere su questioni capitali che riguardano il mistero della vita e della morte, mi torna alla mente ciò che affermava Giovanni Paolo II davanti ai membri della Pontificia Accademia della Vita: la ricerca scientifica, che “oggi raggiunge le strutture più elementari e profonde della vita, come i geni, e i momenti più delicati e decisivi dell’esistenza di un individuo umano, come il momento del concepimento e della morte, (…) ha bisogno della luce dell’etica razionale e della rivelazione cristiana”. Anche davanti alle sfide riguardanti la bioetica poste oggi alla nostra società, mi convinco sempre di più che una cultura ispirata ai valori cristiani può colmare, con un supplemento di riflessione le insufficienze di tutte quelle concezioni che esplorano la natura e il destino dell’uomo. La questione di ciò che è bene per l’uomo riceve luce proprio da una visione integrale della persona umana, che non riduca quest’ultima alle sole sue manifestazioni esterne, né alle sole sue espressioni più elevate di autocoscienza e di autodeterminazione. La Chiesa, ricorda la Gaudium et spes, può contribuire a umanizzare di più la famiglia degli uomini e la sua storia, risanando ed elevando la dignità della persona e consolidando la società. Nel fare ciò, la Chiesa “desidera unire la luce della Rivelazione alla competenza di tutti” e contribuisce così a illuminare la strada sulla quale cammina l’umanità. La fede getta una luce nuova su ogni cosa, manifesta il disegno di Dio per la vocazione totale dell’uomo e così orienta la mente verso soluzioni che sono pienamente umane. L’Azione Cattolica, in fedeltà intelligente alla sua scelta religiosa, non può non riconoscersi in questa missione umanizzante, che si rifà allo stesso insegnamento di Gesù. Egli, infatti, ha messo al centro del suo messaggio e della sua azione il riconoscimento della dignità umana a favore di quelle persone e gruppi sociali esclusi per motivi religiosi, sociali, politici, etnici o sessuali: i malati, i poveri, le donne… E lo ha fatto con parole e azioni. Quando si produce un conflitto tra la legge e la dignità dell’uomo, egli ha preso le difese di quest’ultima. Ciò lo ha portato a correggere la legge e perfino a non ottemperare ad essa se in gioco c’è la vita. Anche oggi ci sono esseri umani cui non viene riconosciuta la dignità di persone o che vengono di fatto privati dei diritti fondamentali. Davanti a questa considerevole porzione di umanità non possiamo restare muti, né ci accontentiamo di seguire l’etica cristiana senza spiegarne le ragioni e confrontarci con chi ha posizioni diverse dalle nostre. In questo senso, l’attuale dibattito sui temi della vita sarà per noi occasione utile per affrontare questioni di fondo; per impegnarci come cattolici, come aggregazioni ecclesiali e come comunità cristiane, ad affrontare il compito di una maggiore consapevolezza del senso originale della nostra visione della vita, per verificarne l’attualità e la comunicabilità, in un confronto aperto e libero con tutti. Il nostro assillo resta, oggi come sempre, il Vangelo: il Vangelo della vita!
29 gennaio 2005
Paola Bignardi
presidente nazionale Ac