CATTOLICI E LAICI
Pubblichiamo una nota del teologo moralista Marco Doldi sull’articolo di Giovanni Sartori che appare oggi (28 febbraio 2005) sul Corriere della Sera Vorrebbe far chiarezza Giovanni Sartori sui compiti della ragione e quelli della fede, ma lascia perplessi. Scrive oggi su il “Corriere della Sera” che vi sono questioni che sono materia di fede e questioni che sono materia di ragione: “Se Dio esiste è materia di fede”. Colpisce questo semplicismo perché condanna la ragione ad occuparsi solo di quello di cui noi oggi abbiamo coscienza e dimentica che l’uomo con le sue forze è capace di giungere all’esistenza di Dio.
San Tommaso docet. Se l’ateismo e il secolarismo hanno condotto oggi a ritenere che il discorso su Dio sia inutile, non per questo si deve screditare il lavoro che la ragione compie per mettere in evidenza i postulati fondamentali della religiosità e per rendere la fede maggiormente consapevole. Anche a riguardo della vita. Avendo perso il senso di Dio, l’uomo perde anche il senso su se stesso.
Ne sono prova le riflessioni di Sartori, il quale si domanda che differenza ci sia tra la vita di una zanzara e quella umana. Ora, se non si è capaci di rispondere, non si può, però, accusare la Chiesa di avere le idee confuse. Affermando gratuitamente che la “Chiesa di Papa Wojtyla” evade il problema. Solo per rimanere in questi giorni, sarebbe sufficiente leggere la Lettera del Papa alla Pontificia Accademia per la vita (21/02/2005), per ritrovare affermato chi è l’uomo e perché debba essere rispettato più di una zanzara. Una risposta che felicemente sintetizza i dati della scienza e quelli della fede e che riconosce la dignità dell’uomo dal suo concepimento alla morte naturale, indipendentemente dalla capacità di riflettere su stesso.
Proprio il “rendersi conto” sarebbe secondo Sartori la prova dell’esistenza dell’uomo. Una prova quantomeno soggettiva ed escludente tanti uomini e donne. Al di là di queste osservazioni, colpisce l’atteggiamento preconcetto con il quale ci si pone davanti alla Chiesa: sì, perché si ritiene che la Chiesa sia il Papa e al massimo qualche vescovo. Quando si vorranno prendere sul serio tutti quei laici che riflettono con le proprie competenze sul tema della vita umana?