Costituzione dei comitati locali

COMITATO “SCIENZA E VITA”

Premessa Lo scopo e la struttura del Comitato “Scienza & Vita” risultano dall’atto costitutivo e dallo Statuto rogato in Roma il 23 febbraio 2005, Lungotevere dei Vallati n. 10. Una sintesi ulteriore degli obiettivi e della metodologia scelta risulta dal documento sottoscritto dai 121 membri del Comitato, pubblicato sui principali quotidiani nazionali e reperibile sul sito Internet www.comitatoscienzaevita.it   E’ giunto il momento di organizzare su tutto il territorio nazionale il lavoro di informazione. A questo scopo è opportuno costituire Comitati locali (con la denominazione di cui all’art. 2 dell’allegato Regolamento) in stretto collegamento con il Comitato Nazionale. A questo scopo vi facciamo presenti i criteri che dovranno essere seguiti per la loro costituzione.   Indicazioni per la attivazione dei Comitati locali 1) E’ opportuno attivarli a livello regionale, provinciale e comunale, rispettando così la struttura omologa all’organizzazione dello Stato   2) Occorre scegliere le formule più agili e semplici. Non è necessario un atto formale di costituzione di un ente, essendo detti Comitati locali articolazioni in sede locale del “Comitato Scienza & Vita” .   3) Detti Comitati locali, quali articolazioni locali del “Comitato Scienza & Vita”; non avranno una propria soggettività giuridica e fiscale e dunque non avranno un proprio Codice Fiscale né la tenuta di registri vidimati o materiale del genere (vedi art. 3 dell’allegato Regolamento).   4) E’ sufficiente che un primo nucleo di persone decida di costituirsi in Comitato locale e comunichi tale fatto, unitamente al nominativo del “Coordinatore locale designato dal Gruppo”, con lettera (anche via fax o e-mail) al “Comitato Scienza & Vita” a Roma agli indirizzi di cui all’art.1 dell’ allegato regolamento,   5) Naturalmente la partecipazione attiva a tale Comitato locale è aperta anche ad altre persone che non hanno potuto partecipare inizialmente al patto associativo.   6) E’ molto importante cercare di ottenere una partecipazione simile a quella realizzata dal Comitato nazionale: presenza di personalità del mondo scientifico, professionale e culturale (particolarmente medici, giuristi, docenti riconosciuti e stimati in ambito locale); presenza dei responsabili dell’associazionismo cattolico; presenza di esponenti “laici” e di rappresentanti di altre religioni; presenza di esponenti dei partiti sia del centro sinistra che del centro destra, a condizione che tale presenza sia rigorosamente equilibrata ; in caso contrario è preferibile non inserirli all’interno del Comitato;   7) Sul piano operativo, per promuovere i Comitati locali, sarebbe opportuno che l’iniziativa partisse dai responsabili di una associazione/ movimento con una sede o un punto di riferimento sufficientemente stabili sul territorio. Il Comitato non dovrà essere la “copia allargata” di organizzazioni o strutture già esistenti vocate e specializzate sui temi della bioetica; piuttosto andrà perseguito l’obiettivo di garantire una vasta pluralità di presenze. La rappresentanza esterna del Comitato locale dovrà essere scelta tra le persone più autorevoli e stimate dalla Comunità locale e non necessariamente tra le più “specializzate” sul tema.   8) I Comitati locali sono diretta emanazione del Comitato Nazionale, così che l’azione sia coordinata e unitaria, senza peraltro soffocare la fantasia e l’iniziativa locale.
A questo scopo alleghiamo a queste note un regolamento che va rispettato in ogni sua parte, nell’interesse reciproco. Sono “regole” che consentiranno al Comitato Nazionale di seguire il lavoro dei Comitati locali e di supportarli con materiale, persone e fondi, ove sia necessario. I Comitati “Scienza & vita” che si costituiranno dovranno (come detto nell’allegato) darci notizie precise della loro costituzione e inviarci il nominativo del Coordinatore locale, che non necessariamente dovrà coincidere con il Presidente del Comitato stesso.   9) E’ indispensabile la costituzione del Comitato Regionale, il cui compito è quello di assicurare che in tutta la Regione nascano i comitati provinciali e comunali. Esso dovrà anche mobilitare personalità in grado di partecipare ai dibattiti televisivi e/o di scrivere articoli sui giornali, sempre a livello regionale. Dovrà fornire relatori per incontri ove non disponibili personalità del Comitato Nazionale. Potrà promuovere anche iniziative regionali.   10) I Comitati provinciali e comunali hanno in particolare il compito: di garantire al più presto una formazione/ informazione precisa e corretta in tutti gli ambienti; di distribuire il materiale preparato dal Comitato Nazionale, già reperibile sul nostro sito; di chiedere al momento opportuno gi spazi per l’affissione dei manifesti. A questo riguardo si ricorda che la legge attribuisce gli spazi in pari misura ai promotori del referendum e ai partiti. Una quota (certamente minore) è affidata agli organismi collaterali, quali siamo noi: bisognerà quindi assicurarsi gli spazi in tutti i Comuni; di promuovere una presenza sui mezzi televisivi, radiofonici e di informazione locale.

11) E’ indifferente che la sede del Comitato sia autonoma rispetto ai singoli movimenti e associazioni; è importante invece che possa consentire, nel modo più semplice e rapido possibile, il lavoro comune e il ricevimento di tutto il materiale che stiamo allestendo.

12) Ciascun movimento, associazione o ente, è tenuto ad utilizzare i propri mezzi di informazione (giornali etc.) secondo il proprio stile e la propria storia; è però auspicabile che si proponga la comune visione antropologica fondata sul personalismo, così che anche dopo l’impegno referendario, continui nel nostro Paese un’azione di promozione della cultura della vita, della famiglia e dei diritti inalienabili della persona umana.