Il territorio per la vita (1)

DIOCESI

La Chiesa italiana, impegnata sul versante della “formazione delle coscienze riguardo alla dignità della vita umana fin dal suo inizio, alla tutela della famiglia e al diritto dei figli di conoscere i propri genitori”, è “decisamente a favore del progresso delle scienze e delle tecnologie, in particolare di quelle che curano e prevengono le malattie, e proprio per questo si oppone a quelle forme di intervento che ledono e sopprimono la vita umana nascente”. Nella prolusione allo scorso Consiglio permanente della Cei (7-10 marzo), il card. Ruini ha motivato in questi termini la “mobilitazione” della comunità ecclesiale sui temi del referendum. Si moltiplicano, intanto, le iniziative a livello diocesano: ne segnaliamo alcune.   “ISTRUZIONI PER L’USO”. Una sorta di “vademecum” sul referendum, fatto di “istruzioni per l’uso” ben documentate e approfondite, è con un linguaggio chiaro, che evita accuratamente il gergo da “addetti ai lavori”. Sono le “indicazioni orientative per il referendum sulla legge 40/2004” elaborate dall’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi di TREVISO. Si parte dal “che cos’è la procreazione medicalmente assistita”, con il “dato medico” e la “valutazione etica”, fino ad un’informata “spiegazione” del merito della legge: dalle condizioni per accedervi alle misure adottate a tutela dell’embrione, per arrivare ad un giudizio sulla legge 40 contestualizzata nel panorama europeo. Ultima parte dello strumento pastorale offerto ai fedeli trevigiani, quella relativa ai quattro quesiti referendari: quesito per quesito, previa spiegazione iniziale del merito di ciascuno di essi, se ne rendono esplicite le conseguenze in caso di abrogazione della legge attuale.
NO ALL'”EUGENISMO”. “Nascere figlio” è il titolo del convegno promosso dalla diocesi di BERGAMO, in cui ci si è interrogati sui “problemi nuovi posti dalle tecniche procreative”. “Non è accettabile l’utilizzazione di embrioni umani come materiale biologico”, ha detto ad esempio Luciano Eusebi, mettendo in guardia dalla “prospettiva eugenetica” insita nelle tecniche di fecondazione artificiale, progressivamente passate da tecniche utilizzate “in rapporto a situazioni di infertilità o sterilità in senso proprio” a tecniche utilizzabili “per consentire lo ‘screening’ precoce circa le caratteristiche del generato, o meglio della pluralità di embrioni generati”.   LONTANI DAI RIFLETTORI. E proprio la “sete di chiarezza” sulla Fivet farà da sfondo al convegno organizzato dalla diocesi di BOLOGNA, il 19 marzo, sul tema: “La fecondazione extracorporea, pro o contro l’uomo?”. “Esistono tecniche di riproduzione artificiale rispettose del concepito? Come cambia la concezione di figlio ottenuto con queste modalità? Quali sono le terapie alla sterilità umana, oggi purtroppo così diffusa? Le terapie vere e non ingannevoli, soddisfacenti e rispettose di tutti i soggetti coinvolti?”. Questi, informa la diocesi, alcuni interrogativi che faranno da sfondo all’iniziativa, che ha la peculiarità di volersi porre “lontano dall’influenza degli attuali dibattiti massmediatici, spesso condizionati da interessate logiche politiche contrapposte, incapaci purtroppo di aprire una riflessione seria. Tanti e forti sono infatti gli slogan mirati a spingere la maggioranza degli italiani a decisioni senza appello su delicate questioni di vitale importanza”.   PARROCCHIE IN PRIMA FILA. Il cristiano “non può fare altro che difendere ad oltranza la vita, perché è un dono di Dio che solo a lui appartiene e di cui lui, l’uomo, è custode”. È questo lo “spirito” con cui la diocesi di PALESTRINA affronta l’impegno di sensibilizzazione dei fedeli alle questioni legate al referendum. In prima fila, ci sono i gruppi parrocchiali, che organizzano dibattiti e conferenze. La diocesi ha organizzato un convegno sul tema: “Figlio: diritto o dono? Fecondazione artificiale: principali interrogativi e prospettive di impegno”, organizzato dall’Azione Cattolica e dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile alla presenza di mons. Eduardo Davino, vescovo di Palestrina. “Il diritto alla vita – ha detto Olimpia Tarzia, segretario generale del Movimento per la vita – non ha e non deve avere colore né religioso né politico. Il piccolo bambino non è un ‘fatto politico’ e neanche un”invenzione della Chiesa’: è un figlio. Il più piccolo, il più debole, il più indifeso figlio della comunità cristiana”.   PARTIRE DALLA FAMIGLIA. “L’uomo via della Chiesa” è il tema che accomuna gli appuntamenti promossi dall’Ufficio famiglia dell’arcidiocesi di SORRENTO-CASTELLAMMARE per aiutare i fedeli a capire le questioni poste dal referendum sulla legge 40 e altre questioni bioetiche. “Il dibattito sulla procreazione assistita e gli altri problemi di bioetica – spiegano i direttori dell’Ufficio famiglia diocesano, Graziella e Luigi Formicola – dove, in verità, noi cristiani siamo poco o male informati, ci chiama ad uscire allo scoperto, come famiglie cristiane, per difendere la cultura della vita secondo l’insegnamento della Chiesa”. Per raggiungere tutti i fedeli, sono stati organizzati incontri in diverse zone della diocesi. Il primo appuntamento è stato il 5 marzo, a Capri, dove si è discusso di “Ragione e fede per l’inviolabilità della vita umana”. Con l’appuntamento del 20 marzo, organizzato in collaborazione con la parrocchia Nostra Signora di Lourdes, a Sorrento, si entra nel vivo degli incontri sulla legge sulla fecondazione. Il tema sarà: “Difendere la vita. Procreazione assistita, legge 40/2004, referendum: aspetti medici, etici, giuridici”. A concludere il ciclo degli appuntamenti sarà, il 29 aprile, a Castellammare di Stabia, Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, in un incontro presieduto dall’arcivescovo, Felice Cece.   PER UNA “CULTURA DEL LIMITE”. Le ragioni e le obiezioni dei cattolici sul dibattito in corso sulla fecondazione assistita: se n’è parlato a TRANI, in un convegno sul tema: “Identità dell’embrione. Procreazione medicalmente assistita”, alla presenza del vescovo, Giovanni Battista Pichierri. “Il rischio – ha detto Michele Nardi, presidente dell’Unione giuristi cattolici – è nel modificare i concetti di paternità e maternità e della famiglia, non più cellula vitale e cardine della società. Vittima inesorabile il nascituro, conteso dalle contrastanti concezioni giuridiche. L’amore materno, fra istinti che assurgono a legittimazione, è contrabbandato nella sua inconfondibile identità da uno sfrenato individualismo. Una cultura del limite è tanto più necessaria in questo marasma di posizioni, e i cattolici come non mai si appellano alla dottrina sociale della Chiesa e all’insegnamento del magistero per rivendicare la dignità della persona sin dal suo concepimento, difendendo l’esercizio della responsabilità comune”.

Anche la diocesi di SAN SEVERO ha promosso un incontro-dibattito sul tema: “La legge sulla fecondazione artificiale: un primo passo nella giusta direzione”. “Il dibattito innestato dal referendum sulla legge 40/2004 – ha detto don Mario Francescano, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della salute – non può essere interpretato come il sintomo di un sistema egemonico che vuole imporre una sua particolare visione dell’uomo e una sua etica a partire dai dettami evangelici e magisteriali”.   “QUANDO COMINCIO IO?”. “Offrire un quadro di riferimento di carattere scientifico ed etico che possa correttamente informare sulla materia”: questo, spiegano gli organizzatori, lo scopo principale dell’incontro-dibattito sulla legge 40/2004, promosso dall’arcidiocesi di PERUGIA-CITTÀ DELLA PIEVE sul tema: “Quando comincio io?”. Due i protagonisti: Carlo Casini, presidente del Movimento italiano per la vita e membro del Comitato nazionale di bioetica, e mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale umbra. Il comportamento dalla società civile di fronte al referendum sarà diverso da quello tenuto per i referendum sul divorzio (1974) e sull’aborto (1978)? “Dire che non ci sono dei timori di una terza sconfitta sarebbe una bugia – ha commentato Casini – però la situazione è diversa sia per quanto riguarda l’aborto sia per quanto riguarda il divorzio. C’erano due leggi che non piacevano e che quindi bisognava abbattere. Oggi, viceversa, la situazione è rovesciata, perché c’è una legge che va difesa”.   IL FUTURO TRA “RISCHI” E “RESPONSABILITÀ”. “Termini come padre, madre, figlio, generare… potranno ancora conservare il significato simbolico che finora hanno avuto, dopo un utilizzo non accorto della scienza e della tecnica?”. Ad interrogarsi sulla bioetica con responsabilità “non solo nei confronti del presente, ma anche del futuro” è stata la diocesi di VICENZA, nell’incontro su: “La procreazione assistita: un problema complesso che esige di essere chiarito”. “Non possiamo illuderci che l’introduzione di novità sconvolgenti come quelle rese oggi possibili dalla scienza e dalla tecnica possano lasciare inalterato l’orizzonte simbolico tradizionale”, si legge sul settimanale della diocesi, “La Voce dei Berici”, in un articolo in cui si mette in guardia dai “rischi nei quali possono cadere una scienza e una tecnica quando vengano assolutizzate o siano strumenti di potere in mano solo di alcuni e non usati per il vero interesse di ogni uomo”.   LA DIGNITÀ DELLA VITA UMANA. “Sospinti dalla fede, dialogando con la ragione. Referendum e dignità della vita umana”. Questo il tema scelto dall’Ufficio famiglia della diocesi di POZZUOLI, di concerto con l’associazione “Puteoli pro vita”, per il corso di formazione di bioetica, che inizierà il prossimo 26 aprile presso il seminario maggiore di Pozzuoli “Redemptor Hominis”. Il corso, spiegano i responsabili dell’Ufficio famiglia, mons. Luigi Saccone e i coniugi Lucia e Rodolfo Giordano, “è un’opportunità concreta di approfondimento delle questioni poste dal referendum sulla legge 40/2004. È necessario diffondere un’informazione corretta e chiara al fine di creare le condizioni per scelte consapevoli e responsabili”. In tutto sono previsti sei incontri: il primo, il 26 aprile, sul tema “Legge 40/2004. Norme in materia di procreazione medicalmente assistita. I quattro referendum ammessi dalla Corte; l’ultimo, il 31 maggio, su “Diagnosi prenatale e diagnosi reimpianto: verso la selezione eugenetica”. Per informazioni: tel. 081/5265716 o info@diocesipozzuoli.org.