La risposta della coscienza

Dopo il voto

“Ha vinto un’astensione lucida, argomentata e consapevole, frutto della maturazione di un pensiero democratico che ritiene che maternità e paternità possano essere l’aspirazione di ogni donna e di ogni uomo, ma che tale desiderio, pur di altissimo profilo etico, non possa assurgere a diritto. Ringraziamo tutti gli italiani che hanno sostenuto questa tesi”. Così PAOLA BINETTI, neuropsichiatra e presidente con Bruno Dallapiccola del Comitato “Scienza e vita”, commentando subito dopo la chiusura dei seggi, in una conferenza stampa promossa dal Comitato a Roma il 13 giugno, il mancato raggiungimento del quorum (solo il 25,9% dei cittadini si è recato alle urne) che ha invalidato la consultazione sulla procreazione medicalmente assistita. STRAORDINARIA MOBILITAZIONE. Per Binetti la maggioranza schiacciante degli astenuti (pari al 74,1% degli aventi diritto al voto) “chiude la bocca a chi definiva l’astensionismo una scelta tattica”, perché “il non voto, sostenuto dal Comitato con una capillare campagna di informazione che ha consentito a ognuno di decidere in modo consapevole, è il risultato della maturazione di un pensiero etico e politico”. “Una battaglia che deve restare viva nelle coscienze e nei cuori – ha aggiunto CARLO CASINI, presidente del Movimento per la vita e consigliere esecutivo del Comitato, mentre nella sede centrale di “Scienza e vita” nessuno nascondeva la soddisfazione per il fallimento del referendum – “perché la questione della vita è il nodo centrale della democrazia”. LUISA SANTOLINI, presidente del Forum delle associazioni familiari e anch’essa consigliere del Comitato, ha espresso apprezzamento per “l’impegno di migliaia di volontari, molti giovani, che si sono mossi in modo capillare sul territorio per portare la nostra voce ovunque fosse possibile”. Alla domanda sull’ammontare dei fondi raccolti per la campagna, “abbiamo avuto molti aiuti da tutti i movimenti e associazioni – ha risposto – ma l’impegno delle persone è stato certamente superiore a quello economico”. COSCIENZA CIVILE. Un impegno che si esprime nei numeri: “4.500 adesioni spontanee fin dai primi giorni di costituzione del Comitato; 140 sottoscrizioni al ‘manifesto’ delle donne, 103 a quello dei giuristi, 185 a quello dei medici – illustra Santolini -. E poi 313 Comitati locali costituitisi spontaneamente sul territorio; 1.000 incontri pubblici gestiti direttamente da noi e altrettanti organizzati a livello locale”. Per ANTONIO BAGGIO, docente di etica politica e consigliere esecutivo del Comitato, “nonostante l’ostracismo della grande stampa, migliaia di cittadini hanno deciso di scendere direttamente in piazza. Si è creata, inoltre, una rete di competenze, di persone credenti e non credenti che hanno imparato a lavorare insieme in una sinergia di professionalità diverse. È soprattutto cresciuta la coscienza civile del Paese rispetto ai diritti umani e del concepito. Risorse importanti per il futuro, perché – ha concluso – le cose non finiscono qui”. NO ALL’INDIVIDUALISMO SFRENATO. “Il dato del 25,9% dei votanti dice che l’astensione attiva proposta in maniera trasparente fin da gennaio è stata premiata. Ora è davvero arduo tentare di dimostrare che è una scelta di qualunquismo quella fatta dal 74,1% degli italiani!”. A confermare il pensiero di Paola Binetti è il quarto consigliere esecutivo del Comitato, EDO PATRIARCA. “Oggi offriamo al nostro Paese la ricchezza di credenti e non credenti che su questo tema hanno deciso di lavorare insieme trovando delle convergenze. Anche se può apparire strano – ha proseguito Patriarca – questa battaglia è stata anche a difesa della nostra Costituzione, in particolare degli articoli 2 e 3”. “La questione non si chiude qui – è intervenuto ancora Baggio -; occorre continuare a combattere contro la strisciante spinta ideologica che fa dell’individuo puro il soggetto di riferimento di ogni politica e legislazione. Occorre aiutare a riscoprire i valori della giustizia e della solidarietà che nulla hanno a che fare con questo individualismo sfrenato”. Per il presidente del Comitato, il genetista BRUNO DALLAPICCOLA, “ha vinto la vita, ma anche la scienza, quella realmente a servizio dell’uomo”. “Abbiamo una legge – ha proseguito -: lasciamola funzionare e verifichiamone i risultati. Solo con un adeguato periodo di sperimentazione sarà possibile valutare l’esigenza di eventuali modifiche”. “La ricerca – ha chiarito inoltre – non subisce alcuna penalizzazione (dalla legge 40, ndr), poiché è privo di fondamento scientifico affermare che senza le cellule staminali embrionali sia impossibile arrivare alle cure per diverse malattie”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Dallapiccola ha evidenziato “gli enormi interessi economici legati alla ricerca sulle staminali embrionali e ai relativi possibili brevetti” e il volume d’affari “che ruotava intorno ai 30mila centri per la fecondazione assistita attivi sul territorio prima della legge 40”. “È giusto – ha concluso – che ora la legge tuteli in ogni senso le coppie che decidono di affrontare un intervento così delicato e complesso”.