A dodici stelle

DOPO LA GMG 2005

Da quasi quindici anni le bandiere blu con le dodici stelle, tra i simboli più conosciuti dell’Europa unita, partecipano alle Gmg. Portate a spalle da ragazzi provenienti dai diversi angoli del Vecchio Continente, si sono timidamente mischiate tra gli stendardi nazionali dopo la caduta del muro di Berlino, per poi crescere di numero e di “carattere”. La prima Giornata mondiale della gioventù in cui l’Europa intera poteva essere presente, non più lacerata dalla “cortina di ferro”, fu quella del 1991, a Czestochowa. Quella svoltasi a Colonia quest’anno si può forse ritenere la Gmg della consacrazione dell’Europa quale soggetto geografico, culturale e forse anche spirituale.

Lo stesso tema dell’integrazione europea è più volte risuonato a Colonia: nelle parole di Benedetto XVI; durante gli incontri e i dibattiti organizzati per i partecipanti, la maggior parte dei quali era giunta sul Reno proprio dai Paesi del Vecchio Continente. Uno stand dell’Ue è stato allestito durante la “kermesse” giovanile.

Occorre poi segnalare che l’Ue è risultata tra i sostenitori della XX Gmg, con uno stanziamento votato all’inizio di quest’anno, non senza problemi politici, dal Parlamento di Strasburgo. In totale dal bilancio comunitario sono giunti al Comitato organizzatore un milione e mezzo di euro, per finanziare “gli aspetti della manifestazione che rispondono ai valori dell’Ue” e in particolare “la solidarietà e la cittadinanza attiva”.

Sul tema della “casa comune” è intervenuto mons. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux: “Qui a Colonia – ha spiegato in un briefing con i giornalisti – abbiamo sotto gli occhi un esempio di come si può realizzare una vera unità europea, che passa dall’incontro delle persone. Questi giovani possono insegnarci molte cose. Alla Gmg c’è tutta l’Europa, l’Est e l’Ovest assieme. L’Europa di oggi vede già la condivisione di valori forti, ma questi hanno bisogno di rinnovarsi ed essere costantemente alimentati. Quindi di una sorgente, quale può divenire la fede in Cristo, il radicamento nel Vangelo”.

Dal canto suo mons. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, in una dichiarazione rilasciata al Sir, ha affermato: “Mi auguro veramente che i politici europei prestino attenzione a ciò che è accaduto a Colonia. Centinaia di migliaia di giovani si sono ritrovati assieme in un grande clima internazionale. La costruzione dell’Europa unita passa anche da questa strada”. Aggiungendo: “Il presidente tedesco Horst Köhler ha parlato, nell’incontro con il Papa, dei cittadini come di fratelli e sorelle. Ma non si può essere tali se non esistono un padre e una madre… Il valore della fratellanza universale prende forma se si pone la questione della paternità trascendente”.

Le annotazioni dei due prelati francesi rimandano al tema delle “radici cristiane” e a un’integrazione profonda dei popoli europei che si costruisce non solo attraverso l’economia, la politica o la cultura, ma anche valorizzando il “cuore religioso” del continente.

Gianni Borsa

(22 agosto 2005)