Una pagina nuova di storia

DOPO LA GMG 2005

La Gmg di Toronto era stata la prima del terzo millennio. Veniva dopo il Grande Giubileo, era collocata nel nuovo mondo plurietnico e pluriculturale canadese, una immagine del mondo futuro, anche se le tragedie di questi ultimi anni, che nessuno più crede che siano scontri di civiltà, ma disegno perverso di mondo soggiogato dalla paura, sembrano farci credere che si può tornare indietro. Era stata celebrata dopo l’insulto all’umanità perpetrato dall’attentato alle Torri Gemelle. Era presieduta dal vecchio condottiero di tante battaglie morali, religiose, civili ed ecclesiali: Giovanni Paolo II, l’iniziatore delle Gmg. Possiamo dire che aveva del nuovo, ma che tutto sommato portava avanti ancora la tradizione consolidata. Poteva sembrare ancora senza soluzione di continuità una delle vecchie care Gmg legate al progetto pastorale degli ultimi anni del secolo scorso. A Colonia con la XX si può dire che sia iniziato il nuovo.

Papa Benedetto raccoglie l’eredità e sfida il nuovo

L’abbiamo visto e sentito tutti, quando dal battello o dalla collina di Marienfeld parlava ai ragazzi: con un sorriso disarmante, un gesto spesso timido, una voce più convincente che possente; un discorso tutto d’un pezzo, quasi senza spazi per introdurre assenso o applausi, orientato ad andare al cuore della fede, a condurre i giovani a lasciarsi incontrare da Dio, non da qualche proiezione di se stessi o da qualche ipotesi velleitaria di autosufficienza. È una solenne difesa di Dio, come di un mistero grande e assicurazione che solo così ogni umanità si realizza e vive felice. Le “vecchie sentinelle del mattino” e le nuovissime leve sono invitate a diventare rivoluzionari. È rivoluzionaria oggi una fede che non si costruisce un Dio privato, facendo della religione un consumismo, ma che offre la possibilità di ristrutturare la propria vita in una vera adorazione, una scelta totale, definita, libera, piena. Adorare é spostare in Dio il centro della vita, conoscerlo, accogliere, dedicarsi totalmente.

Si può essere rivoluzionari di questo tipo solo entro una Chiesa che si rivela come processione vivente che mostra non ragionamenti, ma vite cambiate e felici. E qui Papa Benedetto smentisce ancora una volta la descrizione di severità, quasi di mancanza di umanità, con cui certa stampa lo ha sempre fatto passare. I giovani si sentono chiamati a vivere nella Chiesa, in cui c’è buon grano e zizzania. Meno male che ci sta la zizzania, ci possiamo stare tutti con i nostri difetti e sperare ancora di seguire Cristo. Un giovane ha bisogno di mete alte, ma anche di sapere che può partire sempre di nuovo anche dai suoi ultimi tradimenti.

I giovani sono, come sempre, segno di una nuova sete

Se c’era bisogno di rendersene conto anche concretamente bastava vedere la partecipazione intensa, desiderata, attiva, progettata alle catechesi. Questi momenti intensi di riflessione, preghiera, scambio, comunione sono passati dall’essere spesso visti, anche dagli stessi educatori, come un modo per riempire la mattinata in attesa di divertirsi nel pomeriggio, a un appuntamento con il bisogno di chiarezza nella propria vita. Questi giovani hanno bisogno di un annuncio chiaro di sapere come si può dare vera felicità, bellezza e valore alla propria esistenza, al proprio mondo di relazioni. Si dirà che sono cose di sempre; forse! ma hai la netta sensazione che i giovani sono diventati più esigenti e noi, gli adulti, continuiamo ancora a pensare che occorre blandire.

Il canto, che va ascoltato come un grido, di tanti giovanissimi: non ci abbandonate

Accanto ai carissimi veterani delle Gmg c’era una forte iniezione di giovanissimi, la generazione dei pantaloni bassi, la chiamo io. Sono i nuovi giovani, gli adolescenti che non vogliono essere sottovalutati, che hanno fragilità impensabili, entro intuizioni e desideri puliti. Sono purtroppo sempre più abbandonati e soli, in mano ai predatori del loro tempo libero. Qualcuno deve cogliere la loro sfida. La Chiesa ha tutto per poterlo fare, non da sola.

Domenico Sigalini – vescovo di Palestrina

(22 agosto 2005)