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La presentazione ufficiale del IV Convegno nazionale della Chiesa italiana ha trovato pronte le istituzioni veronesi. A pieno ritmo il ruolino di marcia dei preparativi, l’assise in terra veneta accoglierà i 2.700 partecipanti con diverse aspettative sul tavolo e un particolare sguardo al mondo dei laici. “I lavori riguarderanno il mondo religioso, ma un ruolo fondamentale l’avranno uomini e donne impegnati nella vita civile – ha affermato mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa di venerdì 27 maggio -. Con le loro introduzioni ai singoli ambiti daranno un indirizzo alla discussione dei delegati e, nel programma degli incontri di approfondimento culturale, ci aiuteranno nel confronto con la cultura europea”. Quattro appuntamenti. Saranno quattro gli appuntamenti affidati a intellettuali, come Andrea Riccardi, ordinario di storia contemporanea, Margaret S.Archer, docente di sociologia all’Università di Warwick e membro della Pontificia Accademia delle scienze sociali, Michel Camdessus, presidente delle Semaines sociales de France, e Ján Figel, commissario dell’Unione europea per l’istruzione, la formazione, la cultura e il multilinguismo.
“Il Convegno nazionale – ha spiegato mons. Giuseppe Betori – servirà a maturare insieme le scelte del cammino che le nostre Chiese avranno davanti nei prossimi anni. I precedenti appuntamenti di Roma, Loreto e Palermo hanno segnato non solo la storia del cattolicesimo, ma anche la società civile nel suo percorso. Oggi viviamo in un’epoca intrisa di a-progettualità, in cui la precarietà e la mancanza di punti di riferimento rendono incerto il futuro. Ma è dovere dei cristiani riprendere il ruolo di testimoni, dando uno scopo alla nostra vita con un progetto personale e sociale. Dobbiamo, perciò, incarnarci in questo mondo secondo un modello di speranza che sia contagioso”. Il programma. Alla luce del tema guida, “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”, si svilupperanno, dal 16 al 20 ottobre, i cinque ambiti, dalla vita affettiva al lavoro e la festa, dalla fragilità alla tradizione, fino alla cittadinanza. Fitto l’elenco delle personalità della cultura e della scienza che prenderanno parte, in momenti di approfondimento, al dibattito. Tra questi, Paola Bignardi, coordinatrice nazionale di Retinopera, per la dimensione spirituale; Lorenzo Ornaghi, rettore magnifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per l’approfondimento culturale; per quello sociale Savino Pezzotta, già segretario generale della Cisl.
La cerimonia di apertura, nel pomeriggio di lunedì 16 ottobre in Arena, vedrà l’ingresso processionale dei 2.700 delegati, seguito dalla celebrazione eucaristica tenuta dal vescovo di Verona, padre Flavio Roberto Carraro. Quindi ci sarà la prolusione al Convegno, tenuta dal cardinale Dionigi Tettamanzi, presidente del Comitato preparatorio, seguita da una cornice musicale curata dalla Fondazione Arena di Verona, con arie di soggetto religioso espunte dal repertorio operistico. Martedì 17 inizieranno i lavori assembleari nelle strutture della fiera, con l’introduzione agli ambiti e l’avvio dei gruppi di studio.
Il programma di mercoledì 18 si aprirà con una preghiera ecumenica, per concludersi in serata con una conferenza, in cui si discuterà di radici e futuro della cultura europea. Giovedì 19 vedrà la presenza del Santo Padre, che parteciperà alla preghiera comune con l’assemblea dei delegati, in fiera, aperta dal presidente della Cei, card. Camillo Ruini. Nel pomeriggio, Benedetto XVI celebrerà nello stadio comunale la messa. A conclusione del convegno, venerdì 20 ci saranno le relazioni per ogni ambito, quindi il discorso conclusivo del card. Ruini e la lettura del messaggio alle Chiese particolari in Italia. Arte, musica e poesia. Il Convegno non sarà solo per i delegati. “Con i linguaggi dell’arte, della musica e della poesia il tema guida attraverserà numerose iniziative culturali aperte a tutti”, ha affermato mons. Domenico Mogavero, sottosegretario della Cei. Si darà perciò spazio all’arte contemporanea con la mostra “Dio è bello”, con lavori di Warhol, Fontana, Burri, Capogrossi, Lewitt, Santoli, accanto a un’esposizione sul tema della Resurrezione, in collegamento con la XIII Biennale di arte sacra e curato dalla fondazione Staurós. Lo stesso soggetto radunerà opere provenienti dalle diocesi del Triveneto nel museo della fondazione Miniscalchi Erizzo, fino al gennaio 2007.
Di centrale importanza sarà la rappresentazione dell’oratorio per coro e orchestra “Resurrexi”, su testo di Roberto Mussapi e musiche di Alberto Colla, commissionato dalla Cei appositamente per il Convegno. “Le recite saranno il 17 e 19 ottobre al teatro Filarmonico – ha spiegato mons. Mogavero – ma pensiamo già di portare l’oratorio in altre città, magari anche in Europa. L’intenzione è che opere nuove aiutino a migliorare di molto la musica per la liturgia. Ma questa iniziativa, legata a una tradizione di Chiesa committente, è anche un segno di attenzione alla cultura del nostro tempo”.
(28 maggio 2006)