Giornali con la gente

SETTIMANALI DIOCESANI

“I settimanali delle diocesi italiane come segni di speranza”. È il tema del contributo che la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) – cui aderiscono circa 160 testate per oltre 1 milione di copie settimanali – ha preparato in occasione del IV Convegno ecclesiale nazionale. Ma in che modo un giornale diocesano può essere “segno vivo” di speranza cristiana? “Il settimanale cattolico locale – spiega don Giorgio Zucchelli, presidente della Fisc – è segno di speranza, perché propone la visione cristiana del mondo e della vita, alternativa a quelle imperanti, ricercando costantemente la verità e il bene dell’uomo. Inoltre, essendo giornali del territorio, i settimanali cattolici locali danno voce a coloro che non hanno voce; portano a conoscenza di tutti le innumerevoli testimonianze d’amore e di solidarietà; privilegiano le buone notizie anche nelle vicende complesse. Infine, i nostri giornali sono testimoni di speranza, perché propongono la dimensione spirituale della vita, intervenendo sui tre gap tipici della società di oggi: la perdita dell’interiorità, l’incontro superficiale e la sostituzione della verità con l’opinione”.

Quali sono i punti di forza che fanno dei settimanali diocesani i “segni” della speranza cristiana nei rispettivi territori?

“I settimanali diocesani sono innanzitutto giornali d’informazione di una diocesi, in stretto rapporto, quindi, con le rispettive comunità ecclesiali, di cui fanno trasparire la vitalità e lo slancio della missione. Ma non si chiudono all’interno di una comunità ecclesiale. Sono, infatti, giornali legati a un territorio di cui raccontano la storia e la vita, facendosi soggetti attivi all’interno di esso, solidali con il popolo che vi abita. La loro presenza informativa pone in essere una rete di collegamenti che contribuisce alla costruzione sia della comunità ecclesiale sia della comunità civile. I settimanali diocesani diventano così strumento di auto-identificazione di uno specifico territorio che sente il giornale come proprio e indispensabile al suo esistere. Tutto ciò è un forte segno di speranza per un ambiente sociale”.

Uno degli ambiti di riflessione del Convegno è dedicato al tema della cittadinanza. Si tratta di un tema familiare per i settimanali diocesani…

“I nostri giornali si propongono come soggetti attivi di cittadinanza nei singoli territori, strumenti tramite i quali si esprime e si realizza la dimensione dell’appartenenza civile e sociale degli uomini. I settimanali diocesani diventano soggetti attivi di cittadinanza, informando in modo corretto; svolgendo un’opera di controllo sociale; rendendosi luogo di presenza e promozione attiva dei vari soggetti sociali; sollecitando la partecipazione alla gestione della cosa pubblica; diventando areopaghi, cioè luoghi di confronto e di opinione, sia a livello ecclesiale sia a livello civile.”

In che modo i settimanali diocesani hanno raccontato il cammino di preparazione al Convegno ecclesiale delle singole diocesi? Come racconteranno nei propri territori le giornate di Verona?

“Ciascun settimanale ha curato dei propri progetti di approfondimento. Senz’altro, tutti i giornali diocesani hanno raccontato le diverse iniziative che hanno animato il cammino preparatorio compiuto da ogni singola diocesi. Rilievo è stato dato ai contributi che le diocesi hanno presentato al Comitato preparatorio, di cui sono stati pubblicati i tratti principali. Per quanto riguarda le giornate di Verona, ogni giornale cercherà di presentare al proprio territorio i lavori dell’appuntamento ecclesiale. In questo, un aiuto verrà dato dall’Agenzia SIR”.

Qualcuno recentemente ha lamentato scarsa informazione sul Convegno…

“Non è vero che c’è stata scarsa informazione. Chi ha lamentato ciò, non si è informato. Il SIR cura una segnalazione stampa, aggiornata settimanalmente, che raccoglie gli articoli pubblicati sui settimanali diocesani, sulle riviste culturali, teologiche, associative. Tra gli articoli, oltre 160 sono dei settimanali diocesani. Si tratta di commenti e note delle Chiese locali, cui bisogna aggiungere i servizi diffusi dallo stesso SIR e la cronaca delle iniziative organizzate in ogni Chiesa. L’informazione, dunque, è stata notevole”.

Il Convegno ecclesiale viene celebrato alla vigilia del 40° di fondazione della Fisc (Roma, 23-25 novembre). Una “felice coincidenza” che pone i giornali diocesani in stretta sintonia con il cammino presente e futuro della Chiesa italiana…

“È una coincidenza che ci fa molto piacere. Il 40° ci pone la responsabilità di un rilancio della nostra Federazione e dei nostri giornali. Vorremmo che ci fossero in tutte le diocesi e noto, al proposito, un fermento positivo. Il contributo che noi abbiamo dato al Convegno di Verona va proprio in questo senso: prendere coscienza dell’importanza dei nostri settimanali come segni di speranza nei singoli territori e la volontà di rilanciarli. I nostri giornali sono delle diocesi, quindi è nel nostro dna una stretta e forte sintonia con la Chiesa italiana”.

(29 settembre 2006)