Il convenire di un popolo

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Un grande pellegrinaggio delle Chiese che sono in Italia. Un cammino durante il quale la Chiesa intercetta tutte le problematiche della vita quotidiana delle persone e delle comunità.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi vede così il Convegno ecclesiale di Verona. Lo ha confidato giovedì 13 ottobre al Comitato preparatorio dell’evento, di cui è presidente, indicando come vivere il tempo che ci separa dalla sua celebrazione, nell’ottobre del prossimo anno.

“Il tema: testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo – ha spiegato l’arcivescovo di Milano – si inserisce naturalmente nella pastorale ordinaria delle Chiese locali”. Il Convegno, infatti, non si pone in alternativa, né vuole sovrapporsi al cammino quotidiano delle comunità cristiane.

Intende semmai essere un elemento di conferma e di stimolo per un’impostazione pastorale sbilanciata sulla comunicazione del Vangelo. Il riferimento alla persona di Gesù Cristo nella sua Pasqua – ha proseguito il cardinale – “è centrale e irrinunciabile. Questo riferimento essenziale non deve essere dato per scontato, ma è da riscoprirsi continuamente per non perdere il cuore dell’esperienza cristiana autentica”.

Quello di Tettamanzi è anche un invito alla concretezza. “La nostra speranza è un fattore di rinnovamento del cammino storico delle nostre comunità, dei popoli, del mondo intero”, ha affermato, sottolineando che il Convegno “è destinato a farci riscoprire in maniera ancora più luminosa e carica d’urgenza la missione, in primis dei fedeli laici”.

Manca un anno all’apertura del Convegno, ma la preparazione è già entrata nel vivo. Mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, mette l’accento sul dinamismo delle realtà locali in questa fase di avvicinamento a Verona.

“La Traccia predisposta ha trovato una buona accoglienza”, rileva. “Ora è molto importante affrontare le questioni che essa pone, far circolare le esperienze e valorizzare i gesti esemplari contenuti nel cammino preparatorio”.

Una delle novità rispetto al passato è proprio il percorso itinerante che precede il Convegno, pensato per far emergere le proposte locali e coinvolgere il territorio. Si tratta di alcuni momenti di sensibilizzazione organizzati dal Servizio nazionale della Cei per il progetto culturale insieme con realtà significative, ecclesiali e non, lungo tutta la Penisola.

Si parte il prossimo 24 novembre da Palermo – là dove ci si era lasciati dieci anni fa – per una tre giorni promossa dalla Facoltà teologica di Sicilia e intitolata: “Ricorda, racconta, cammina”.

Nella prima domenica d’Avvento, un gesto simbolico avvierà il percorso: la consegna della prima lettera di Pietro, testo guida del Convegno di Verona. Un’edizione speciale, contenente il testo nella nuova traduzione della Cei, sarà presto a disposizione nelle librerie.

Potrà servire per la lectio divina e la preghiera, individuale e comunitaria. “Solo l’amore fa vivere” è il titolo del secondo appuntamento, che si terrà a Terni dal 10 al 19 febbraio 2006. Relativo all’ambito della fragilità umana è il terzo, promosso dal gruppo diocesano di Novara per il progetto culturale dal 24 marzo al 7 aprile 2006. Ad Arezzo e a Rimini si terranno gli ultimi due, rispettivamente sul tema della cittadinanza, in maggio, e su lavoro e festa, nel mese di giugno.

Se questi saranno alcuni momenti di particolare sensibilizzazione, l’approfondimento sistematico della Traccia di preparazione è affidato alle Chiese locali e alle varie realtà ecclesiali.

Nelle Regioni sono già iniziati gli incontri per gli incaricati diocesani e non mancano le iniziative in programma: nelle Marche i ritiri del clero saranno sul tema della speranza, mentre la Calabria ha coinvolto i monasteri di clausura e le scuole, con un concorso rivolto agli studenti.

In Campania è allo studio un gruppo itinerante per favorire il coinvolgimento delle Chiese locali; la Sicilia punta in particolare sui giovani con due seminari sulla fede e la speranza. Intanto, da ogni diocesi sta arrivando la segnalazione di un santo rappresentativo della propria storia; insieme ai testimoni del Novecento, indicati dalle Regioni, costituiranno un percorso di santità indicativo per i lavori del Convegno.

Anche le associazioni e i movimenti si stanno coinvolgendo. Non soltanto singolarmente, ma insieme: la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali ha avviato nelle scorse settimane cinque gruppi di studio, composti dai rappresentanti delle singole realtà.

Saranno presto disponibili, infine, un dvd multimediale e un sito Internet dedicati a Verona 2006, con una sezione dedicata esplicitamente ai giovani.

Ernesto Diaco
(14 ottobre 2005)