Attesa tra le righe

COMMENTI

Un mondo vivace e ricco, impegnato ad accompagnare il Convegno di Verona con articoli, approfondimenti, dibattiti. Mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, aveva definito così la realtà delle riviste a carattere religioso e teologico, incontrandone i direttori nel gennaio scorso.

Il volume crescente delle rassegne stampa gli sta dando ragione: sono centinaia gli articoli sul prossimo Convegno ecclesiale pubblicati su periodici d’informazione, pubblicazioni associative, testate d’opinione appartenenti al mondo cattolico. Se i settimanali diocesani offrono uno spaccato del lavoro preparatorio nelle Chiese locali, le riviste di ispirazione religiosa affrontano i temi del Convegno da diverse angolature: culturale e teologica, spirituale e pastorale. SIR cura e aggiorna per entrambi una segnalazione sul proprio sito www.agensir.it.

Non manca l’approccio biblico, favorito dalla scelta del Convegno di mettere al centro dei lavori la prima Lettera di Pietro. Un testo scritto in un frangente storico molto simile al nostro, nota Salvatore Priola sulle pagine di “La vita in Cristo e nella Chiesa” , secondo cui la pagina biblica mette in guardia i credenti dalla tentazione della rinuncia e dell’arroccamento su posizioni difensive.

Un approccio originale al tema della speranza cristiana emerge dall’analisi di Giacomo Canobbio che, sulle colonne di “La Rivista del Clero” , parla di questa virtù “difficile” come antidoto “alla rinuncia di cercare ragioni ulteriori per l’esistenza umana, una volta constatato che sono cadute quelle che sembravano plausibili perché immediatamente comprensibili”. Su “Vita e pensiero” , dell’Università Cattolica del S.Cuore, Paola Bignardi affronta il tema della testimonianza. Urgente, per l’autrice, far emergere un profilo di cristiani significativi, capaci di testimoniare il Vangelo con convinzione e mitezza. Un tema, questo, presente anche nell’editoriale della “Civiltà cattolica” del novembre 2005: i cristiani sono chiamati a essere “testimoni credibili”, traducendo la speranza escatologica nell’oggi della storia umana.

Anche il mondo catechistico si sta interrogando. “La fede in Gesù Risorto sostiene davvero la nostra speranza?”, si chiede Gabriella Collesei su “Catechisti” di aprile, mensile delle edizioni Paoline. Raccontare la speranza – annota l’autrice – è in primo luogo il compito del catechista. E “narrare la speranza” è anche il titolo della rubrica offerta da “Note di pastorale giovanile” , che suggerisce due sfide: aiutare la persona a ricostruire un senso alla propria esistenza e a promuovere nuovi rapporti tra le generazioni. Particolarmente ricchi anche gli studi e i dossier pubblicati da “Orientamenti pastorali” , la rivista diretta dal vescovo Domenico Sigalini.

Tra le pubblicazioni associative, grande spazio al Convegno è dedicato dalle riviste dell’Azione Cattolica. Da alcuni mesi, “Nuova responsabilità” , il mensile degli educatori, ha avviato una serie di dossier sugli ambiti della testimonianza, mentre “Dialoghi” , sull’ultimo numero, individua nei processi culturali in atto nuove opportunità per testimoniare la speranza. Anche “Segno nel mondo” ha dedicato diversi servizi a Verona.

Numerosi gli articoli sul Convegno di Verona ospitati dalle riviste dehoniane. “Il Regno” , a firma di Lorenzo Prezzi, evidenzia le attese rivolte all’evento: dalla promozione di una matura opinione pubblica nella Chiesa a un cristianesimo che respiri “a due polmoni”, cioè con una consapevole dimensione ecumenica: “Testimoni” sottolinea come tra i più qualificati “testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”, per vocazione, ci dovrebbero essere i consacrati, mentre su “Settimana” Brunetto Salvarani riconosce nell’aria “un diffuso bisogno di dialogo, quotidiano e concreto, che non sempre le istituzioni ecclesiali riescono a intercettare”.

Sul mensile paolino “Jesus” , che a Verona riserva diverse pagine ogni mese, prende la parola Enzo Bianchi. Il priore di Bose, in un articolo pubblicato nel dicembre scorso, invita la comunità cristiana a un esame di coscienza sul proprio percorso e mette in guardia dal rischio di declinare il cristianesimo come una religione civile, con la mera funzione sociale di fornire un supplemento d’anima alla società. Giorgio Campanini scrive, invece, su “Aggiornamenti sociali” , rilanciando la proposta di un Consiglio nazionale dei laici, mentre Claudio Gentili (“La Società” ) invita a prepararsi a Verona alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Bartolomeo Sorge, infine, rilegge su “Aggiornamenti sociali” la vicenda della Chiesa italiana dal Convegno di Roma, nel 1976, ad oggi.

Ernesto Diaco

(16 giugno 2006)