Rispettare i tempi

AGGREGAZIONI LAICALI

“Lavorare in verità per il bene comune secondo giustizia e carità” attraverso “lo sviluppo responsabile dell’impresa nel rispetto dei principi del primato della persona, focalizzato su innovazione e sviluppo perseguiti con onestà, professionalità, disponibilità a rischiare in nuove iniziative, e finalizzati alla creazione di valore economico-sociale nel lungo termine a beneficio di tutte le categorie di operatori e della comunità”.

È questo il passaggio centrale dell’appello dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid), diffuso in occasione del Convegno nazionale svoltosi nei giorni scorsi a Genova. La due giorni, dal titolo “Verso il Convegno di Verona: il lavoro e la festa, la centralità della famiglia”, è stata indetta in vista dell’evento ecclesiale che si svolgerà in ottobre ed è stata organizzata con la collaborazione dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana. Come imprenditori e dirigenti cristiani, i rappresentanti dell’Ucid hanno voluto fornire il proprio contributo per diffondere, anche nel mondo del lavoro, l’idea della centralità e del primato della persona umana, al fine di conciliare il lavoro, la festa e la famiglia.

Grande scommessa di civiltà. “La famiglia non può prescindere dalla vita dell’impresa: mantenere uno stretto collegamento tra queste due sfere di aggregazione è indispensabile. Noi cristiani, in quanto persone di sintesi, dobbiamo essere gestori di questa possibilità”. Questo il commento del presidente dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti, Angelo Ferro.
Nel rapporto tra mondo del lavoro, esigenze della persona umana e della famiglia – ha affermato mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro – “è implicita una grande scommessa di civiltà: dobbiamo prendere coscienza che non dobbiamo lavorare per consumare e consumare per lavorare. Dobbiamo, invece, creare modalità di lavoro rispettose dei tempi della vita umana, e una logica per la quale il tempo della festa, dedicato a Dio e agli affetti, diventa strategico”.

Una strategia vincente. Per le aziende, bilanciare correttamente le esigenze delle imprese e dei lavoratori e prestare un’attenzione particolare alle tematiche ambientali si rivela alla fine una strategia vincente. “Le imprese che investono di più in sostenibilità sociale e ambientale – ha affermato Giovanni Scanagatta, segretario generale dell’Ucid – sono riconosciute sul mercato dai consumatori in forza del patrimonio accumulato di reputazione e di fiducia”. Questo fatto, ha aggiunto, si traduce nel lungo periodo “in una maggiore domanda da parte del mercato che è in grado di distinguere e selezionare le proprie scelte indirizzandole verso le imprese eticamente responsabili”.

Il giorno della festa. Nel contempo è necessario smettere di ragionare in termine di etica delle aziende ma capovolgere l’attenzione sulle persone che le costituiscono (“le aziende non vanno in paradiso”). Infatti, come ha affermato Pompeo Piva, docente all’Università pontificia Antonianum di Roma, al giorno d’oggi è molto alto “il rischio di vedere la morale ridotta a mera funzione sociale, apprezzata soltanto per la sua utilità o la sua efficacia”. Vista in quest’ottica la morale “tende ad avvicinarsi sempre più al diritto” divenendo “l’espressione di un consenso sociale maggioritario”.
Anche l’arcivescovo di Genova, cardinale Tarcisio Bertone, ha sottolineato l’importanza di salvaguardare la domenica quale “giorno della festa, il momento in cui le famiglie devono avere la possibilità di riunirsi; se manca il riposo – ha aggiunto – l’incontro diventa scontro e la famiglia rischia di indebolirsi ulteriormente”.

“Buone pratiche”. Il convegno è stato anche l’occasione per far conoscere la realtà di alcune aziende italiane, quali Erg, Marcegaglia, Selex, Grecav, Nord 2000, che già applicano “buone pratiche di conciliazione tra lavoro e famiglia” applicando misure volte a questo scopo. Tra le testimonianze riferite da alcuni rappresentanti di queste imprese italiane vi sono, tra gli altri, concorsi a punti per i dipendenti che usano meno l’auto per andare al lavoro; il ricorso al part-time e alla flessibilità di orario fino all’inserimento del figlio alla scuola materna; progetti di integrazione dei dipendenti immigrati, con corsi di lingua, consulenza legale, fiscale, appoggio nei rapporti con le banche e con la scuola; disponibilità di alloggi di proprietà dati in affitto; operazioni di microcredito e prestiti antiusura a soggetti in difficoltà per protesti e pignoramenti.

(14 giugno 2006)