AGGREGAZIONI LAICALI
Si avvicina l’appuntamento del Convegno ecclesiale nazionale di Verona (16-20 ottobre 2006) e nelle diverse realtà ecclesiali coinvolte nel cammino preparatorio si dà spazio alle sintesi propositive. Proponiamo una sintesi del lavoro svolto all’interno di due realtà aggregative: il Movimento dei Focolari e l’Unione cattolica artisti italiani. Alla ricerca di “vie nuove”. Una “mission” poliedrica, ma tutta incentrata e motivata dal “carisma dell’unità”: è questo il percorso che il Movimento dei Focolari ha sviluppato, a livello nazionale e attraverso tutte le proprie articolazioni, in vista di un approfondimento del cammino preparatorio verso il Convegno ecclesiale di Verona 2006. Partendo da quel “E noi abbiamo creduto all’amore”, che fu uno dei pensieri-guida di Chiara Lubich e delle sue prime compagne che dettero vita ai “Focolari” in piena seconda guerra mondiale, il movimento ha riproposto – nel documento offerto alla Cei come proprio contributo verso Verona – il fondamento teologico del proprio essere a disposizione della comunità cristiana: “Dio ti ama immensamente” furono le parole che la Lubich si sentì dire da un giovane sacerdote 60 anni fa, in pieno conflitto, e le stesse parole vengono rilanciate oggi a tutto il nostro Paese, attraverso le diverse realtà “focolarine”.
Per la “vita affettiva”, uno dei cinque ambiti indicati dalla Cei, il movimento ha messo in campo l’esperienza di “Famiglie Nuove” che in gruppi locali svolgono in tante parti d’Italia una formazione che si ispira alla spiritualità di comunione. Nel 2005 si è svolto il Familyfest, multi-congresso in contemporanea in 24 città italiane con la partecipazione di 40mila persone. Per la “tradizione” opera “NetOne”, libera associazione di comunicatori di tutti i settori dei “media”, che punta a condividere “coppie di valori”: empatia e positività, completezza e trasparenza, solidarietà e pluralismo, il tutto declinato all’insegna della professionalità e del rispetto delle diverse opinioni e visioni del mondo.
Per la “cittadinanza” si è cercato di inserire la categoria della fraternità, attraverso il “Patto politico-partecipativo”, esperienza definita “flessibile nella metodologia” che rilegge il rapporto politico fondamentale, tra i cittadini detentori della sovranità e i loro rappresentanti, alla luce appunto della “fraternità” e non del dominio. Lo stesso percorso per il “lavoro e la festa”, puntando alle diverse realtà di “economia di comunione”, come frutto più alto di beni relazionali che guidano i rapporti tra gli uomini; oppure per la “fragilità”, esperienza umana profonda da collocare nell’orizzonte della “provvidenza di Dio” e fonte di testimonianza personale e comunitaria dentro e fuori dalle realtà focolarine. Contemplare per credere. “Gli aderenti all’Unione Cattolica Artisti Italiani (Ucai) hanno risposto con interesse al tema, relativo all’arte cultuale, loro assegnato dal Comitato artistico della Cei per Verona: Testimoni del Risorto, secondo l’impostazione della Via Lucis”: lo spiega al SIR la presidente nazionale Fiorella Capriati. Secondo il suo ideatore, il salesiano Sabino Palumbieri, la Via Lucis “è un esercizio devozionale, che si presenta simmetrico alla Via Crucis, non sostitutivo, ma anzi la completa. È composta da quattordici stazioni, accompagnate da testi biblici che fanno riferimento a ciò che accadde, dalla scoperta del sepolcro vuoto fino alla discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, riuniti con Maria nel cenacolo. La forma itinerante ricorda il percorso dell’uomo verso la luce a conferma che il cristianesimo è la religione della vita, non della morte”.
L’opera pittorica, realizzata da quattordici artisti, intende così manifestare, attraverso un pluralismo di tecniche, di stili e di pensiero, un momento comunitario in un luogo di culto (sarà esposta nella chiesa veronese di S.Tomaso Cantaurinense), dove l’evento – dice la presidente nazionale – “rende tutti partecipi degli insegnamenti venuti da Cristo”. sottolinea che “l’intento dell’Ucai è stato quello di svolgere un lavoro di gruppo a distanza, per dare un segno di presenza forte nell’ambito della Chiesa”. “Gli artisti devono essere spronati dalla fede, diceva il Beato Fra’ Claudio Granzotto, per fare in modo che le opere create, inducano chi le contempla a sentirsi elevare e a credere in Dio”. È questo lo spirito che ha mosso le decine di sezioni dell’Ucai a prepararsi a Verona, usando i vari strumenti artistici: mostre, concerti, spettacoli, letteratura, poesia, rassegne.
(06 settembre 2006)