AGGREGAZIONI LAICALI
Far diventare “notizia in ogni pagina della vita” il “sì alla gioia” di chi ha incontrato e incontra il Signore risorto e rendere tale messaggio “attendibile e comprensibile perché possa essere condivisa la ragione della speranza”. Con questi suggerimenti si apre il contributo del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) in vista del IV Convegno ecclesiale nazionale. “Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo” è – per il Copercom – “anche un programma di pensiero, progetto e scelta che coinvolge persone, famiglie e comunità” e che si traduce “in una presenza critica e propositiva nei luoghi in cui si compiono scelte legislative, professionali e imprenditoriali destinate a incidere profondamente sulla cultura, sulla mentalità e sui comportamenti dei singoli cittadini e della società”. Ricerca della verità. “Nella diversità di ruoli e responsabilità – a giudizio del Copercom – deve crescere la consapevolezza che il trasmettere e il ricevere mediatico potranno suscitare la ricerca della verità solo se verrà posta mano a un’opera formativa ed educativa che sappia formare coscienze in grado di interloquire con una cultura che sempre più evita, emargina o contrasta le ragioni ultime del vivere e del morire”.
In questa frontiera si colloca, per natura e vocazione, anche il Copercom, il cui percorso, alla vigilia del Convegno di Verona, “trova riferimento fondamentale e indicazione di programma nelle parole di Benedetto XVI ai media Cei” (2 giugno 2006). Di fronte all’allontanamento della cultura occidentale dai suoi fondamenti cristiani, “anche agli operatori della comunicazione, ai formatori e agli educatori, a partire dai genitori, viene chiesto evidenzia il Copercom – un supplemento di riflessione, competenza e passione perché la frattura tra Vangelo e vita, cultura e fede venga il più possibile ridotta”. Perciò, “operatori, educatori e recettori sono oggi chiamati ad assumere nuove competenze e sensibilità mettendole in continuo confronto per il bene integrale della persona umana”. L’urgenza di formare. È anche importante che “operatori pastorali ed educatori si assumano il ministero di promuovere e sostenere percorsi educativi e formativi che, nell’ambito della comunicazione, coinvolgano sempre più persone e famiglie e comunità sul territorio e negli ambienti di vita”. È necessario, inoltre, “tendere alla formazione di personalità educate alla comunicazione, capaci di comprendere l’incidenza che i mezzi di comunicazione mediale, specie quelli audiovisivi, hanno nella formazione della personalità e della convivenza civile”.
Decisiva, in tal senso, “diviene l’azione educativa svolta dai genitori in famiglia, dai docenti a scuola, dai formatori nelle associazioni familiari e dai responsabili delle istituzioni”, ambiti nei quali operano le associazioni che formano il Copercom, che si preoccupa anche di “una seria e puntuale proposta di formazione di formatori”. Anche alla “povertà di comunicazione”, intesa come “mancanza di strumenti e come incapacità sia di una sua reale comprensione sia di intervenire in essa da protagonisti e di difendersi dalla sua aggressività”, si dovrà porre rimedio “mediante la formazione e l’educazione”. “Costruire ponti”. In prospettiva del Convegno di Verona, ciò significa, per il Copercom, “rompere quelle solitudini nelle quali spesso si trovano soprattutto le famiglie, abbandonate a se stesse di fronte al potere dei media”; in particolare, guardando ai cinque ambiti della testimonianza indicati dalla traccia di riflessione, “ricomporre a unità i frammenti della vita personale e sociale”; “proporre un’alternativa a una comunicazione mediatica che troppo spesso privilegia il frammento, l’effimero e il sensazionale”. Insomma, “costruire ponti significa prendere consapevolezza che è la comunicazione, certamente non solo quella sociale, il filo rosso che unisce vita affettiva, festa e lavoro, fragilità umana, trasmissione della fede e cittadinanza”.
Scheda
Al Copercom aderiscono 24 associazioni familiari, educative, di educatori e specialistiche nel settore della comunicazione sociale rappresentanti di due milioni di utenti: ACEC (Associazione cattolica esercenti cinema); ACI (Azione Cattolica); ACLI (Associazione cristiana lavoratori italiana); AGE (Associazione italiana genitori); AGESC (Associazione genitori scuole cattoliche); AIART (Associazione spettatori); AIMC (Associazione italiana maestri cattolici); ANCCI (Associazione nazionale circoli cinematografici italiani; ANCP (Associazione nazionale cooperatori paolini); ANSPI (Associazione nazionale S.Paolo); ES (Ente dello spettacolo); FAES (Centri di orientamento familiare); FIDAE (Federazione istituti di attività educative); FISM (Federazione italiana scuole materne); FN (Famiglie nuove); GSLG (Gruppo di servizio per la letteratura giovanile); MASCI (Movimento adulti scouts cattolici italiani); MED (Associazione italiana educazione ai media e alla comunicazione); MPV (Movimento per la vita); OFS (Ordine francescano secolare); UCIIM (Unione cattolici insegnanti medi); UCSI (Unione cattolica stampa italiana); UGCI (Unione giuristi cattolici italiani); WECA (Associazione webmaster cattolici italiani).
(21 settembre 2006)