“PERCORSO ITINERANTE”
“Oggi sono messe alla prova le esperienze umane fondamentali: il rapporto uomo-donna, la sessualità e la generazione, l’amicizia e la solidarietà, la vocazione personale, la partecipazione alle vicende della società”.
È quanto si legge nella Traccia di riflessione pubblicata in vista del Convegno di Verona (16-20 ottobre 2006), il IV della Chiesa italiana dopo Roma 1976, Loreto 1985 e Palermo 1995. Di queste esperienze fondamentali dell’esistenza, è la trasmissione della cultura e della fede alle nuove generazioni ad essere stata affrontata a Palermo, dal 24 al 27 novembre, a 10 anni esatti dall’ultimo Convegno ecclesiale, in un incontro che ha ufficialmente dato il via al percorso nazionale itinerante in preparazione all’assise del prossimo anno.
Coinvolgere le varie componenti del popolo di Dio nella riflessione sulle grandi tematiche, a partire dalla questione più che mai attuale della “traditio fidei”. Era questo l’obiettivo dell’incontro palermitano secondo don ANTONINO RASPANTI , preside della Facoltà teologica di Sicilia, promotrice dell’iniziativa.
“Il messaggio evangelico non passa da una generazione all’altra in modo automatico”, ha ricordato: “Noi ci stiamo interrogando sulle possibilità offerte in questo compito dalla nostra società multiculturale e dalle arti, che sono forti traghettatori di messaggi, compreso quello cristiano”. E l’arte è stata uno dei principali protagonisti del convegno, che ha scelto come sfondo i più famosi monumenti di Palermo.
PER UN’INVERSIONE DI ROTTA… La teologa INA SIVIGLIA, richiamando i tre verbi posti come titolo della manifestazione (“Ricorda, racconta, cammina”), ha schematizzato così il compito della comunità cristiana nell’attuale momento storico: riportare al cuore la Storia della salvezza; narrare con le parole e gli stili di vita la propria storia di fede; farsi compagna delle persone in un percorso comune, coniugando locale e globale, fino a ridisegnare il destino dell’unica famiglia umana.
Le principali agenzie di comunicazione della fede (la parrocchia, la famiglia, la scuola) attraversano infatti un forte momento di crisi.
“Il problema oggi ha ribadito SALVATORE MARTINEZ, coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito è l’incapacità degli adulti di generare i giovani alla fede”.
Dello stesso avviso anche LUISA SANTOLINI, presidente del Forum delle associazioni familiari: “I figli rimproverano ai genitori l’insignificanza e l’incoerenza; li accusano di aver rinunciato a educarli. Se non ci saranno famiglie in grado di mantenere la memoria sociale e quella cristiana, i nostri ragazzi saranno segnati per sempre”.
Siamo, però, in tempo per un’inversione di rotta, che Santolini individua nella possibilità che le famiglie possiedono di indicare una strada alternativa ai modelli correnti, smettendo di delegare l’educazione e portando la missione negli ambienti della vita quotidiana.
L’IDEALE DELLA VITA BUONA. Un invito ad orientare i processi storici è giunto dal cardinal ANGELO SCOLA, intervenuto in dialogo con il filosofo PIETRO BARCELLONA. Il patriarca di Venezia vede nel desiderio di infinito e di libertà i caratteri dominanti dell’epoca contemporanea.
Per questo – ha rilevato – “l’annuncio cristiano, lungi dall’essere inattuale, si trova più che mai sulla stessa lunghezza d’onda dell’uomo postmoderno”. Dal travaglio di oggi, si esce cercando di conoscerne i dinamismi e le cause, vivendoli “come attori liberi e consapevoli”.
È questo il compito della comunità cristiana, che agisce criticamente nei processi storici attraverso la traditio della fede: una dinamica essenziale per la Chiesa, “chiamata a educare uomini e donne capaci di entrare laicamente e autonomamente nell’agone della società civile per proporre con forza l’ideale concreto della vita buona”.
I MARTIRI DELL’AMORE. È la santità la via privilegiata per la comunicazione della fede. “Lo dimostrano i numerosi martiri del Novecento”, ha ricordato ADRIANO ROCCUCCI, segretario generale della Comunità di Sant’Egidio. “Essi inaugurano una nuova tipologia: i martiri dell’amore, figure di un cristianesimo che non si è estraniato dalla storia”.
Esemplare in proposito è la vicenda di don Pino Puglisi, rievocata da monsignor DOMENICO MOGAVERO, postulatore della causa di beatificazione, e da DINO GENTILI, sceneggiatore di “Alla luce del sole”, il film di Roberto Faenza dedicato al parroco del Brancaccio.
La platea si è commossa quando AGOSTINA AJELLO, a lungo collaboratrice di don Puglisi, lo ha ricordato come “uno che si è fatto compagno di strada, come Gesù con i discepoli di Emmaus”.
“La storia è attraversata da grandi correnti di santità”, ha proseguito lo storico ANDREA RICCARDI, presente tramite un’intervista filmata.
E la badessa benedettina ANNA MARIA CANOPI, anch’ella in video: “I santi sono il Vangelo illustrato, di tutti i giorni”.
(27 novembre 2005)