DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre, sul tema: “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”. Un cattolicesimo “popolare”. Un’occasione per riscoprire il “carattere popolare del cattolicesimo italiano”. È il Convegno di Verona, così come è stato presentato ai fedeli da mons. Cataldo Naro, vescovo di Monreale. Tracciando una sintesi del cammino percorso dalla Chiesa italiana dal Convegno di Palermo a quello imminente, il presule segnala il “deciso calarsi” nella “società della comunicazione”, grazie al “crescente coinvolgimento delle comunità ecclesiali e di gruppi e persone capaci di investimento culturale”, a partire dalla consapevolezza di “doversi misurare con quelle forme della cultura complessa e spesso frantumata del nostro tempo che nascono dal sistema mediatico e si alimentano delle sue influenze sempre più pervasive”. Di qui la nascita di nuove figure pastorali come l’animatore della comunicazione e della cultura, ma anche sul versante pubblico “la ricerca del dialogo e del confronto che l’uso dei media e la presenza in essi permette alla Chiesa italiana di intrattenere e di incrementare con le diverse componenti culturali della vita della nazione”. Dai bambini agli “over 50”. Una messa per tutti, dai bambini agli “over 50”: a celebrarla il 2 giugno, in preparazione al Convegno di Verona, sarà mons. Elio Tinti, vescovo di Carpi, a suggellare così il carattere diocesano della “festa” dell’Azione Cattolica, con un calendario denso di iniziative. Tra queste, un incontro formativo su “Libertà, verità e comunione” (il 4 giugno) ma anche stand gastronomici e “dopo-cena” dedicati al divertimento con sport, concerti e spettacoli di arte varia, che animeranno l’oratorio anche nei giorni infrasettimanali. Cittadini del mondo. “Cittadini del mondo, testimoni di speranza”: è il titolo del ciclo di incontri promossi dall’arcidiocesi di Trani Barletta – Bisceglie per ricordare la figura di padre Raffaele Di Bari, il missionario comboniano di Barletta ucciso un Uganda dai ribelli il 1°ottobre del 2000. Nei giorni scorsi padre Raffaele avrebbe festeggiato il suo 50°anniversario di ordinazione sacerdotale. L’iniziativa spiega la diocesi pugliese – è curata dalla Sala della comunità S.Antonio nell’ambito delle proprie attività culturali, ma coinvolge le altre 51 sale della comunità sparse nel territorio nazionale (in Puglia sono due le sale coinvolte, una di Bovino e l’altra di Barletta). Si tratta di un progetto nazionale, in via di svolgimento, che coinvolge appunto le sale della comunità di tutta Italia, unite per “favorire la cultura della testimonianza”, grazie all’iniziativa dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) e del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei. Lavoro e speranza. “Coinvolgere la Chiesa e le comunità locali in un cammino di riflessione sul ruolo dei cristiani nel contesto della realtà storica in cui vivono e operano”, ma anche “lanciare una forte proposta al territorio per contribuire a costruire una vita di riscatto, affrancandolo dalla sua condizione di marginalità e di sofferenza sociale, economico-produttiva e, persino, culturale”. È il doppio obiettivo che si è proposto il convegno promosso dalla diocesi di Ozieri in preparazione a Verona. Il settimanale cattolico, “Voce del Logudoro”, dedica all’iniziativa un inserto speciale, dove il vescovo, mons. Sebastiano Sanguinetti, fotografa in questi termini la situazione del territorio, letta a partire dalla “fragilità”, una delle parole-chiave dei cinque ambiti scelti dalla Traccia preparatoria all’appuntamento di ottobre: “Popolazione in calo e in progressivo invecchiamento, disoccupazione, soprattutto giovanile, a livelli di guardia, crisi senza freno del comparto agro-pastorale, scarse iniziative e prospettive di altri settori produttivi, territorio sempre più marginale politicamente ed economicamente, smantellamento progressivo e inarrestabile di presidi dello Stato, di enti e servizi pubblici una volta fiorenti e qualificati”. Di qui la necessità di una risposta di “speranza, categoria cristiana con la quale intendiamo coniugare il tema del lavoro”.
Anche la diocesi di Fiesole, si legge sul settimanale cattolico, “La Parola”, ha dedicato il suo convegno pastorale alla preparazione di Verona, con una riflessione sul rapporto tra “Parola e formazione, parole e comunione, Parola e testimonianza”.
(31 maggio 2006)