DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre, sul tema: “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”. Un anno di “relazioni”. “Vivere la fede nell’affettività e nelle relazioni”. È il tema attorno a cui la chiesa di Udine è chiamata a riflettere, a partire da domenica prossima, 10 settembre, quando il vescovo, mons. Pietro Brollo, aprirà solennemente l’anno pastorale 2006-2007 con un incontro di riflessione e preghiera su uno dei cinque ambiti scelti dalla Traccia preparatoria di Verona. “Ribadendo le linee pastorali per la Chiesa udinese per il triennio 2006/2009, Cristiani capaci di dire e trasmettere la fede oggi, consegnate il 12 luglio scorso spiega il presule nella lettera d’invito presenteremo il tema su cui le comunità saranno impegnate quest’anno: la trasmissione della fede nella vita affettiva e nelle relazioni”. L’incontro di preghiera si aprirà con la contemplazione dell’icona della Trinità, dipinta tra il 1422 e il 1427 dal più grande iconografo russo, Andrej Rublev, ricchissima di significati proprio in riferimento al tema dell’anno, che verrà proposto in modo articolato dal vicario episcopale per la pastorale, mons. Igino Schiff, e da don Giuseeppe Faccin, codirettore dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare. Seguirà la celebrazione dell’Eucaristia da cui attingere scrive mons. Brollo “la forza di testimoniare e annunciare nel nostro Friuli il Vangelo della speranza”. Laici “maturi”. “Formare laici maturi, consapevoli delle responsabilità che sono loro proprie. Capaci di comprendere che la politica, l’economia, il lavoro, il diritto, la cultura non sono ambiti secolari e mondani, e perciò estranei alla salvezza. Ma riguardano la società degli uomini, sono la prima fondamentale via della Chiesa”. Ad esprimere tale auspicio, come uno dei possibili versanti di impegno del dopo Verona, è Adriano Tomba, uno dei delegati diocesani intervistato da Alberto Margoni su “Verona Fedele”, il settimanale cattolico della città che ospiterà il Convegno. Da laico, Tomba vede un laicato ecclesiale “che fatica a incidere nella società, stenta ad assumersi responsabilità là dove gli uomini vivono: nel pubblico, nel sociale, nelle aziende, nelle professioni, nella scuola…”. Ad annunciare una lettera pastorale del vescovo sul laicato e la speranza, in sintonia con il tema dell’appuntamento di Verona, è don Franco Tassone, su “Il Ticino”, il settimanale cattolico di Pavia, che a proposito del nuovo documento di mons. Giovanni Giudici anticipa: “I veri protagonisti della lettera di quest’anno saranno i laici e le formazioni in cui esprimono la loro appartenenza e il loro servizio ecclesiale. Il laico nel mondo non vive la propria appartenenza semplicemente per affermarla: deve essere convinto che la propria condotta coerente (fatta di rifiuto al peccato e di condotta esemplare) metterà a tacere le calunnie (o per lo meno, toglierà loro ogni apparenza di buona fede) e, ancor più, dispiegherà un’efficace opera missionaria, fino a trasformare i pagani in credenti glorificatori di Dio”. Giovani in pellegrinaggio. “Ci siamo messi in cammino in 57 da Firenze, insieme per incontrare persone, uomini e donne testimoni di speranza. Siamo entrati nei luoghi dove vivono la loro vita per i piccoli del Signore e loro ci sono venuti incontro, ci hanno accolti, ci hanno mostrato i loro cuori ed hanno percorso con noi un breve tratto del cammino della nostra vita”. I protagonisti del pellegrinaggio dai giovani toscani in Sicilia, “in cerca di speranza”, si raccontano così, attraverso “L’osservatore Toscano”, il notiziario della diocesi di Firenze. A tracciare un bilancio sintetico della preparazione al quarto Convegno nazionale della Chiesa italiana è un altra diocesi toscana, quella di Grosseto, che nel suo notiziario annota: “Non c’è stata, è vero, una gara emulativa e un’affollata ricchezza d’iniziative, ma qualcosa s’è mosso. In alcune parrocchie sono stati investiti del problema i Consigli Pastorali, in qualche altra s’è pensato addirittura ad un’assemblea di fedeli”. Croce o gioia? “Se il Risorto è il vero oggetto della nostra fede e della nostra speranza, dovrebbe cambiare la predicazione”. È una delle proposte fatte dal “Punto Incontro Cultura” della diocesi di Piacenza-Bobbio, attraverso il settimanale cattolico, “Il Nuovo Giornale”. “Spesso la Chiesa si legge nel documento elaborato dal gruppo di studio trasmette un messaggio in negativo dell’identità cristiana: essere cristiani significa abbracciare la croce. Non sarebbe meglio comunicare un’esperienza gioiosa dell’identità cristiana?”.
(06 settembre 2006)