DIOCESI
Continua, nelle 226 diocesi italiane, il cammino di preparazione al IV Convegno ecclesiale nazionale, in programma a Verona, dal 16 al 20 ottobre, sul tema: “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo” (cfr SIR 58/2006). Cristiani felici. L’attenzione pastorale alle dimensioni ordinarie della vita delle persone. È la scelta che fa da sfondo ai nuovi Orientamenti pastorali elaborati dalla diocesi di Aosta, in sintonia con gli ambiti indicati nella Traccia preparatoria al Convegno di Verona. “La vita cristiana non è triste e non è solo fatica; se compresa bene e vissuta sul serio, può regalare quella forma di felicità che il Vangelo chiama beatitudine”, scrive il vescovo Giuseppe Anfossi in un editoriale pubblicato dal Settimanale diocesano, “Corriere della Valle”, per illustrare le finalità degli Orientamenti pastorali, dal titolo: “Beati voi…” (Mt 5,11). La Chiesa di Bari-Bitonto “ha maturato una convinzione di fondo legata all’idea che la conversione pastorale debba essere intesa come svolta mistagogica”. È uno dei passaggi della relazione diocesana per il IV Convegno ecclesiale di Verona presentata nei giorni scorsi a Cassano delle Murge, alla presenza dell’arcivescovo di Bari-Bitonto Francesco Cacucci. “Occorre si legge ancora nella relazione – evidenziare maggiormente l’inscindibile legame che esiste tra vita spirituale, professione della fede e scelte concrete operate della vita quotidiana”. La relazione indica un percorso alla comunità diocesana con questi passaggi: “La rivalutazione dei riti di accoglienza del Rito del battesimo dei bambini nei mesi di ottobre-novembre”; la spiegazione “dell’unzione con l’olio dei catecumeni”; “nel tempo di quaresima – prosegue il testo – la catechesi verterà sulla spiegazione e meditazione della preghiera dell’acqua”; “nel tempo di Pasqua si potrebbe riflettere sul senso e sul valore del crisma”. “Quale speranza, oggi?”. È il tema del Convegno pastorale della diocesi di Cento, svoltosi nei giorni scorsi in preparazione all’appuntamento scaligero, e come “nuova opportunità di dialogo tra sacerdoti e collaboratori laici”; si legge nella presentazione dell’iniziativa. Una fede “popolare” e “competente”. Promuovere, ogni dieci anni, una “missione popolare” per rivitalizzare le parrocchie. È una delle proposte contenute nella nuova lettera pastorale di mons. Luciano Monari, vescovo di Piacenza, che ha per tema uno dei cinque ambiti in cui si articolerà il Convegno di Verona, quello della trasmissione della fede. “Debitori del Vangelo. Trasmettere la fede alle nuove generazioni” è infatti il titolo del documento, presentato dal vescovo alla diocesi nei giorni scorsi. Tra i suggerimenti, quello di introdurre nella pastorale ordinaria gli esercizi spirituali e una missione popolare che abbia cadenza decennale, per “invitare a condividere un’esperienza di vita”, in modo che “si innovi l’annuncio ai praticanti”, e perché “coloro che vengono a messa la domenica tornino a interrogarsi sulla loro identità cristiana”, si legge sul Settimanale diocesano, “Il Nuovo Giornale”, che dà ampio spazio all’iniziativa. Una Settimana teologica. A Figline Val d’Arno, intanto, si è svolta la Settimana teologica della diocesi di Fiesole, organizzata in vista di Verona sul tema della speranza. Al centro dell’incontro, di cui parla il Settimanale diocesano, “La Parola”, la figura di testimoni della fede come Annalena Tonelli e Giorgio La Pira. Adulti e giovani chiamati a conoscere la propria fede: è lo scopo principale della Scuola di formazione teologica promossa dalla di diocesi di Treviso, impegnata nell’attuazione del proprio piano pastorale sulla trasmissione della fede in Gesù Cristo (uno dei cinque ambiti del IV Convegno ecclesiale nazionale). “Se non siamo incisivi nell’annuncio del Vangelo si legge nella presentazione che il Settimanale della diocesi, “La Vita del Popolo”, offre della Scuola è perché manchiamo di competenza, mostriamo notevoli lacune in ordine alla conoscenza dei fondamentali della fede e la nostra formazione teologica, biblica e catechistica è deficitaria”: di qui la difficoltà di “sostenere un dialogo significativo con chi non crede” e di “rispondere alla domanda di senso che da più parti, più o meno esplicitamente, ci viene rivolta”. Una “tre giorni biblica” in preparazione al Convegno di Verona: ad organizzarla è stata la diocesi di Forlì – Bertinoro, per cogliere i significati della “speranza” alla luce delle Sacre Scritture. “C’è una visione unitaria della vita in Dio si legge sul Settimanale della diocesi, “L’Eco”, a commento dell’iniziativa che mette insieme le tre dimensioni fondamentali del vivere cristiano: il vivere nella fede che è il credere; il vivere la speranza che è il tendere verso una meta e il vivere nella carità che è l’attuare ciò che abbiamo ricevuto e ciò a cui abbiamo aderito”.
(13 settembre 2006)