Capaci di comunicare

VERONA CONTINUA

Assemblee diocesane e parrocchiali, incontri, convegni e varie iniziative di uffici di curia, associazioni e centri culturali. È ricco di appuntamenti il dopo-Verona per la diocesi di Bari-Bitonto con l’obiettivo di armonizzare il cammino pastorale diocesano alle riflessioni scaturite dal IV Convegno ecclesiale nazionale. Ultimo appuntamento in ordine di tempo, la scorsa settimana, un convegno su Giovanni Modugno – testimone per la Puglia al Convegno di Verona – organizzato da Ufficio laicato, Oasi di San Martino e Università di Bari. L’incontro è rientrato in una serie di convegni su figure significative della Chiesa italiana in relazione soprattutto all’impegno civile, politico e culturale. Prossimo appuntamento, a giugno, con Paola Bignardi.

Continuità con il Congresso Eucaristico. “Giovanni Modugno è un testimone di santità legato alla concretezza della vita”, dice mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto. “Modugno ha scoperto il cristianesimo attraverso la concretezza della vita. Egli si è assunto tutta la responsabilità come laico per poter dire che il cristianesimo è talmente vero che ha informato la sua vita dall’interno; la sua conversione è stata il segno dell’esperienza della grazia che misteriosamente lo ha avvolto”. Il cammino del dopo-Verona, aggiunge, “è anche in continuità con il Congresso eucaristico nazionale” (Bari, maggio 2005), come si intuisce anche dal logo del Congresso, che sviluppa il tema dell’essere “Riuniti dal Risorto intorno all’Eucaristia”. “Essere testimoni del risorto significa anche essere capaci di comunicare al mondo che cambia la bella notizia di una vita che non si ferma soltanto all’immediato: la dimensione escatologica, la dimensione del futuro è tornata spesso nelle riflessioni e nei convegni della nostra diocesi”, conclude l’arcivescovo.

Dalle situazioni concrete. “I temi di Verona – dice Giuseppe Micunco, responsabile diocesano dell’Ufficio laicato – trovano nella figura di Giovanni Modugno un momento di sintesi”. Poiché “procede il processo di beatificazione, cercheremo di far conoscere di più nelle parrocchie questa figura, di incredibile attualità, che ha anticipato il Concilio”. Dopo Verona “particolare attenzione si è prestata in buona parte delle attività diocesane alla questione antropologica e alle tematiche proposte dal Convegno. Se ne è tenuto conto nella scuola diocesana teologico-pastorale per operatori pastorali”, con particolare riferimento alla “scelta pastorale proposta dall’arcivescovo, quella della catechesi mistagogica, dandole un profilo antropologico di attenzione al contesto socio-culturale”. Il “taglio” dato a Verona e cioè “non partire dai grandi principi ma dalla persona e dalle situazioni concrete di vita, lo stiamo coniugando con questa scelta pastorale.

La catechesi mistagogica vuole educare a vivere più pienamente il mistero pasquale di Cristo morto e risorto, che si incontra bene con il tema di Verona (Testimoni del Risorto””. Si tratta, spiega Micunco, di una “testimonianza non di tipo intellettuale ma sacramentale ed esistenziale; si lega all’evento della risurrezione che celebriamo nell’Eucaristia”. La catechesi mistagogica vuole “fare sintesi tra liturgia, catechesi e vita, per cui l’impegno di vita, quello sociale e politico non hanno un taglio moralistico, perché se si vive la Risurrezione, si vive da risorti tutte le realtà”.

L’obiettivo è “puntare al cosa essere piuttosto che al cosa fare, come ha anche detto il Papa nel discorso al Convegno: con la risurrezione di Cristo il mondo ha cambiato stato e il cristiano ha cambiato addirittura identità, per me il vivere è Cristo. È un tema che stiamo cercando di portare avanti, cosa non semplice ma che le parrocchie cominciano ad accettare e accogliere”. L’ultima parte della scuola teologico-pastorale “si è svolta nei vicariati facendo esempi di catechesi mistagogica”. “È un impegno che continua dal Congresso eucaristico, c’è un filo rosso che lega questi avvenimenti”, commenta Micunco.

Temi da approfondire. A novembre si è tenuta una assemblea diocesana di clero, religiosi, religiose e laici con circa 2.000 persone, nella quale sono stati presentati e discussi i contenuti emersi a Verona. “Dopo questa assemblea, numerose sono state le richieste di parrocchie, comunità e associazioni per incontri sui temi del Convegno”. L’Ufficio laicato “ha promosso una riflessione all’interno della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali sia sul tema del Convegno nel complesso sia su quello della famiglia, e in particolare su questione giovanile ed educazione della persona”. A Verona, dice Micunco, al laicato “è stata chiesta una testimonianza più impegnativa”.

In un recente incontro dei direttori degli Uffici di curia con l’arcivescovo “sono stati proposti alcuni temi da approfondire per l’anno prossimo e in particolare, non a caso, quello del laicato”. “Sicuramente dopo che sarà pubblicato il documento della Cei sul Convegno – conclude – organizzeremo un’altra assemblea diocesana per proporre il documento e discutere eventuali proposte”.

(24 aprile 2007)