Le parole e gli eventi

VERONA CONTINUA

Come indicato dal Convegno di Verona, “il linguaggio della testimonianza è quello della vita quotidiana. Nelle esperienze ordinarie tutti possiamo trovare l’alfabeto con cui comporre parole che dicano l’amore infinito di Dio”. Con un invito a “immergersi nel reale”, il patriarca di Venezia Angelo Scola ha dato il via al nuovo anno pastorale. Incontrando i sacerdoti e un’ampia rappresentanza di religiosi e laici, il cardinale ha affidato loro la scelta di costituire in diocesi le “Comunità pastorali”. Si tratta di “due o più parrocchie di un determinato territorio, che collaborano tra loro in modo organico e stabile”. Guidate da un “Consiglio di comunità” – presieduto da un presbitero e composto da altri presbiteri, diaconi, religiosi e laici – queste nuove articolazioni sorgono all’insegna della comunione e per una più spiccata presenza missionaria in mezzo alla gente. Lo scopo principale – ha spiegato Scola – resta quello di “rispondere alla domanda urgente e concreta degli uomini di conoscere qualcuno che viva la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo”.

La Nota dei vescovi italiani dopo il Convegno di Verona e l’esortazione post-sinodale di Benedetto XVI sull’Eucaristia sono i principali riferimenti del piano pastorale che il vescovo Domenico Mogavero ha consegnato alla diocesi di Mazara del Vallo , centrato sul binomio “offerta e condivisione”. L’obiettivo è quello di diffondere una cultura del dono in ogni ambito dell’esistenza, attraverso comunità capaci di prestare attenzione alla vita e di intense relazioni umane. Per questo, soggetto ecclesiale privilegiato è la famiglia, dove “la testimonianza, l’offerta e la condivisione diventano esperienza del grande sì di Dio all’uomo e dell’uomo a Dio”. Nel calendario del prossimo anno, non mancheranno iniziative culturali e appuntamenti interreligiosi sul tema della condivisione, insieme alla memoria del 40° anniversario del terremoto nella valle del Belice.

Mettere le persone al centro; generare stili di incontro e di comunicazione; sperimentare all’interno della parrocchia relazioni interpersonali cordiali, accoglienti, capaci di attenzione nei confronti di ogni persona. Sono queste le scelte di fondo per il prossimo anno pastorale presentate da monsignor Lucio Soravito, vescovo di Adria-Rovigo . “Al centro della progettazione pastorale – spiega sulle colonne del settimanale diocesano (La Settimana) – non sono tanto le attività da promuovere (queste sono solo mezzi), ma prima di tutto la comunità da edificare, gli operatori da formare, le persone da far crescere nella vita di fede, nella carità e nella speranza”.

Sull’episodio evangelico dei discepoli di Emmaus è innestata la lettera pastorale di monsignor Giuseppe Anfossi, vescovo di Aosta , dal titolo “Camminava con loro”. Al centro della sua riflessione sono i ragazzi e i giovani, che egli vede troppo spesso soffocati dall’individualismo e dalla mancanza dell’adeguato riconoscimento da parte degli adulti. Le scelte che oggi si fanno – rileva Anfossi – privano i giovani di molte esperienze belle, tra cui “l’emozione estetica, la contemplazione della natura, la pace della preghiera, la bellezza della liturgia, la soddisfazione del dono gratuito, l’incanto dell’innamoramento e quella dell’amore durevole”.

Saper ascoltare le domande dei giovani, affiancandoli nel cammino della vita, è l’obiettivo che si prefigge la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla . Lo ha detto il vescovo Adriano Caprioli inaugurando il nuovo anno pastorale con una celebrazione nella basilica dedicata alla Beata Vergine della Ghiara, patrona della diocesi. “Educare accompagnando” è il principale compito della Chiesa, ha puntualizzato. E per questo “occorre uscire da una logica attendista e identificare con la maggiore precisione possibile i luoghi dell’incontro: quei momenti, situazioni o eventi che i giovani in qualche modo considerano fonte di vita o condizione di felicità”. Di conseguenza, serve che le diverse agenzie educative convergano in una “rete” capace di edificare una città senza “periferie” e in cui “tutti hanno voglia di creare ‘centri’, di dare ordine e bellezza al vivere insieme”.

Nell’ultima lettera alla diocesi, monsignor Bassiano Staffieri, in procinto di concludere il suo ministero episcopale a La Spezia-Sarzana-Brugnato , getta uno sguardo d’insieme sul cammino compiuto, invitando i fedeli a unirsi a lui nel “fare memoria per ringraziare”. “Lo stile ecclesiale della partecipazione – scrive – è la nota più forte che il Convegno di Verona ha affidato alle Chiese in Italia, ed è la parola che anche la nostra diocesi può accogliere come stimolo alla sua crescita”. Il vescovo esorta quindi a promuovere iniziative, anche in forma ecumenica, “per sottolineare quanto è presente la Parola di Dio e ringraziare per tale dono e per promuovere un ascolto sempre più attento, costante e qualificato di ciò che il Signore ci consegna”. Oltre alla Scrittura, prosegue Staffieri, “Dio continua a parlarci attraverso gli eventi che ci chiama a vivere. In questo anno avremo perciò anche una parola speciale da ascoltare, che è la parola detta dall’arrivo di un nuovo Vescovo”.

Ernesto Diaco

(14 settembre 2007)