Un’anima per l’Europa

FISC: 40 ANNI

Agli inizi degli anni Novanta, con felice e provvidenziale intuizione, i giornali diocesani avvertivano il nuovo che avanzava in Europa, incalzati dai processi d’integrazione economica e politica, a Ovest, e dalla profonda crisi economico-politica che s’affacciava a Est. Guidati nella lettura degli eventi e delle responsabilità dal magistero profetico di Giovanni Paolo II.

È con questo spirito che a Monza, il 2-4 marzo 1989, la Federazione dei settimanali cattolici organizzò un convegno di studio dal tema “Un’anima per l’Europa”. L’incontro di Monza investigò le grandi idee sull’Europa e il loro inveramento nella vita quotidiana: l’unificazione dei popoli ma anche il rispetto e la valorizzazione di tutte le diversità locali, le ragioni dell’economia ma anche quelle dell’identità culturale e spirituale, come illustrò bene l’arcivescovo di Lubiana, mons. Alojzij Šuštar: “C’è chi parla di un’Europa unita, chi di un’Europa di uomini e di popoli, chi di un’Europa cristiana e post-cristiana, ma tutti aspirano a un’Europa libera e pacifica. Tutti sono anche d’accordo che a un’Europa nuova non bastano solamente le decisioni economiche, politiche e militari. Esse hanno la loro importanza, ma tali dimensioni debbono essere trascese e integrate da altre e più fondamentali dimensioni, soprattutto da quelle ideologiche, religiose e culturali”.

Appunto quel che Giovanni Paolo II richiamava al Parlamento europeo di Strasburgo: un’Europa tesa alla cooperazione economica, ma “sempre più intensamente alla ricerca della sua anima e di un soffio in grado di assicurare la sua coesione spirituale”. Da qui il grande interesse della Chiesa nei confronti di quest’Europa “sulla soglia di una nuova tappa della sua crescita”, non fosse altro che per essere la Chiesa “radicata da secoli nei popoli che compongono l’Europa”; non fosse altro che per la fede cristiana che “è e rimane uno degli elementi dell’identità culturale di questi popoli”.

Sensori europei delle comunità locali, i settimanali cattolici hanno raccolto, tra gli anni Ottanta e Novanta, le provocazioni che Giovanni Paolo II poneva innanzi agli europei, nella sua visita in Cecoslovacchia, il 21-22 aprile 1990, assumendosi l’impegno di un supplemento di memoria. Diceva infatti il Papa: “Se la memoria storica dell’Europa non si spingerà oltre gli ideali dell’illuminismo, la sua nuova unità avrà fondamenti superficiali e instabili. Il cristianesimo è alle radici stesse della cultura europea”.

E aggiungeva, rivolgendosi a Praga ma guardando all’intera Europa dell’Est e dell’Ovest: “Che ne sarebbe dell’affascinante panorama di questa Città dalle cento torri, se vi sparisse il profilo della cattedrale e quello dei molti monumenti che costituiscono altrettanti gioielli della cultura cristiana?”.

Duilio Corgnali
presidente Fisc dal 1993 al 1998

(17 novembre 2006)