FISC: 40 ANNI
Sei anni alla presidenza della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) sono stati per me anzitutto una scuola, un corso scolastico intensivo e impegnativo di studio sulla Chiesa italiana attraverso i suoi più antichi e diffusi strumenti di comunicazione. I settimanali diocesani, tutti senza eccezione, sono un osservatorio privilegiato per conoscere la realtà ecclesiale: essi infatti sono voce non “di” chiesa, ma “della” Chiesa; attraverso di essi si scopre la vita non solo delle istituzioni ecclesiali, ma della gente che nella Chiesa vive. Ma essi non sono solo voce, bensì, in certo senso, immagine, fotografia. Ogni Chiesa locale si trova riflessa, quasi in affresco veritiero, nel suo giornale, nel quale si manifestano e si raccontano povertà e ricchezze, potenzialità e difficoltà, impegno e delusioni. Sfogliando ogni sette giorni gran parte dei settimanali diocesani, ho potuto conoscere tutto ciò quasi in diretta.
Una conoscenza, questa, che è stata poi arricchita, nei sei anni impegnativi di presidenza, dall’incontro con i direttori dei vari settimanali. Accettando la presidenza della Fisc, mi ero imposto come impegno prioritario quello di incontrare personalmente tutte le delegazioni regionali e tutti i direttori: e sono stato davvero contento di avere potuto realizzare questo proposito. Ho infatti potuto stare per almeno un giorno con i gruppi dei direttori delle varie Regioni italiane là a casa loro. E così ho avuto modo di conoscere personalmente anche tutti (tranne qualcuno rarissimo) i direttori dei settimanali diocesani, anche quelli che, a motivo della molteplicità degli impegni pastorali o professionali, non hanno mai potuto partecipare agli incontri e ai convegni nazionali.
Davvero penso che questa debba essere la chiave di lettura dei miei sei anni di presidenza, di cui mi sento davvero orgoglioso. Senza questi incontri, il mio sarebbe stato un incarico di tipo burocratico e centralistico. Ma non abbiamo bisogno di questo nei settimanali cattolici diocesani. La Fisc deve essere vissuta anzitutto e fondamentalmente come incontro di persone e, attraverso loro, di Chiese, di comunità. È dagli incontri con le delegazioni regionali che sono nate anche le visite a molte singole redazioni, par parlare con coloro che, in ogni diocesi, lavorano per la realizzazione dei nostri “giornali della Chiesa e giornali della gente”. E spesso queste visite in loco mi hanno dato modo di conoscere i vescovi e il loro serio impegno per fare crescere la stampa cattolica.
Ancora, dagli incontri con le delegazioni regionali sono nati quei progetti regionali che – con il sostegno concreto della Conferenza episcopale italiana – tuttora procedono per dare sostegno a settimanali che hanno bisogno di essere promossi e che lo possono fare solamente mettendosi in sinergia: il punto di forza dei progetti regionali è stato proprio questo, il garantire la specificità territoriale in un collegamento regionale, quasi direi, comunicazione locale in comunione regionale. Si è trattato di una vera sfida, maturata attraverso tentativi non riusciti all’inizio, ma poi vinta grazie alla disponibilità dei direttori, dei loro vescovi e dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei.
A quasi due anni di distanza dalla fine del mio mandato di presidente Fisc sento di dovere dire un grazie grande agli amici direttori che mi hanno voluto affidare questo servizio e a tutti coloro che, specialmente nel Consiglio nazionale, si sono resi disponibili alla collaborazione, fondata soprattutto sull’amicizia, sul dialogo, sulla schiettezza e sulla consapevolezza di dover agire unicamente per un servizio ecclesiale.
Vincenzo Rini
presidente della Fisc dal 1999 al 2004
(17 novembre 2006)