La sfida della Verità

FISC: 40 ANNI

Sono sei le donne alla direzione di altrettanti settimanali diocesani (“La Voce del Popolo” di Brescia, “Il Segno” di Bolzano, “Vita Nuova” di Trieste, “Vita Nuova ” di Parma, “Voce della Vallesina” di Jesi, “Il Biellese” di Biella). Quella delle donne è sempre stata una presenza determinante nei 40 anni della Fisc. Una delle critiche che più di frequente si sente rivolgere alla Chiesa è quella di essere un’istituzione antica, ancorata al passato, che fa fatica a dare risposte concrete alle grandi questioni di attualità.

In una società in cui l’oggi è già ieri, sicuramente i passi della Chiesa, che vive nel tempo attuale e che con esso si misura riconoscendone il naturale ritmo, possono apparire alquanto “datati”. Se si va, tuttavia, al di là della superficie, si scopre che la realtà delle cose è completamente diversa. Quando quarant’anni fa un gruppo di direttori di settimanali diocesani decise di unire le proprie forze per dar vita ad una Federazione, quella della Fisc apparve a molti come l’utopia di un gruppo di pionieri, un progetto sicuramente bello, ma dalle prospettive altrettanto limitate e ristrette. Oggi le testate iscritte alla Fisc sono 160 e la Federazione può contare sul contributo di una propria agenzia di informazione quale è il Sir.

Da questa realtà, a cui la Chiesa italiana guarda con particolare attenzione e sollecitudine, sono state aperte in questi anni nuove prospettive, decisamente innovative nel panorama culturale e informativo del nostro Paese, sicuramente in controtendenza rispetto ai meccanismi che regolano oggi la società della comunicazione. E questo è stato reso possibile proprio attraverso i settimanali diocesani. L’attenzione ai temi dell’Europa e alla vita dell’Unione europea, la sollecitudine nei confronti delle realtà locali e l’approfondimento dei grandi temi che interessano da vicino la vita ne lla sua essenza sono alcune delle prospettive alle quali i settimanali diocesani si sono aperti in questi anni, con schiettezza e professionalità, valorizzando il contributo di coloro che operano nel mondo dei media cattolici.

Indistintamente, siano essi uomini o donne. Avendo chiaro di fronte a sé il comune obiettivo di portare il Vangelo con professionalità tra le case delle nostre città e paesi, diverse diocesi hanno scelto di affidare la guida dei loro settimanali a giornalisti o giornaliste con l’intento di raccogliere la sfida fondamentale che sta alla base del mondo della comunicazione: l’annuncio della Verità. Una Verità che va ricercata sempre, in profondità, senza cedere alla facile tentazione di fermarsi alla superficie, ma andando oltre la sensazionalità di una notizia nel rispetto della dignità di quegli uomini e quelle donne che della notizia sono i volti e i protagonisti.

Il Vangelo e Gesù stesso ce lo insegnano: chi sceglie di mettersi al servizio della Verità è consapevole che di fronte a sé troverà sempre una strada tutta in salita, costellata di difficoltà e di critiche, segnata da trappole e insidie. Chi decide di raccogliere questa sfida sa anche che quella della Verità è una strada chiara, che così come non nasconde le difficoltà, allo stesso modo è altrettanto precisa nel presentare il grande traguardo che pone di fronte a sé.

Non di rado si ha la sensazione che il contributo che si offre come settimanali diocesani in una società dominata dalle voci dei grandi mezzi di comunicazione, economicamente più solidi, assomigli tanto al suono nascosto e sommesso dei due spiccioli donati dalla vedova di cui ci parlava domenica scorsa il Vangelo.
Quanto ha ancora oggi da insegnare a noi – operatori e fruitori dei mezzi di comunicazione sociale – quella povera vedova, che conosce e vive il si gnificato profondo dell’Amore e della Verità, e che proprio per questo non si tira indietro, ma anzi continua a donare tutto quello che ha, nella certezza della verità del suo agire. Un contributo libero, schietto e sincero il suo, che nasce dal cuore, fatto mantenendo i piedi per terra, ma con lo sguardo rivolto al cielo.

Irene Argentiero
direttore “Il Segno” – Bolzano
(15 novembre 2006)