30 novembre 2006

LA DIRETTA

18:35 – PAPA IN TURCHIA: CON IL PATRIARCA ARMENO MESROB II, “UN SEGNO DELLA NOSTRA SPERANZA”
 
“Il nostro incontro è ben più che un semplice gesto di cortesia ecumenica e di amicizia. È un segno della nostra speranza condivisa nelle promesse di Dio e del nostro desiderio di vedere adempiuta la preghiera che Gesù elevò per i suoi discepoli alla vigilia della sua passione e morte: ‘Perché tutti siano una cosa sola’”. Sono le parole che Benedetto XVI ha rivolto al Patriarca della comunità armena apostolica, Mesrob II, durante al visita di preghiera alla cattedrale armena di Instanbul. “Le tragiche divisioni che, lungo il tempo, sono sorte fra i seguaci di Cristo – ha aggiunto il Papa – contraddicono apertamente alla volontà del Signore, sono di scandalo al mondo e danneggiano la santissima causa della predicazione del Vangelo a ogni creatura”. A giudizio del Santo Padre, “proprio mediante la testimonianza della propria fede e del proprio amore, i cristiani sono chiamati ad offrire un segno raggiante di speranza e di consolazione a questo mondo, così segnato da conflitti e da tensioni”. Non è mancato un riferimento indiretto al genocidio armeno: “Rendo grazie a Dio – ha detto il Papa – per la fede e la testimonianza cristiana del popolo armeno, trasmesse da una generazione all’altra, spesso in circostanze davvero tragiche come quelle sperimentate durante il secolo passato”.
17:25 – PAPA IN TURCHIA: LA VISITA A SANTA SOFIA E PREGHIERA IN MOSCHEA
 
“Speriamo di trovare insieme strade di pace e di fratellanza per aiutare l’umanità” con queste parole Benedetto XVI ha ringraziato il Gran Muftì di Istanbul che dopo la visita alla Moschea Blu ha fatto dono al papa di un mosaico raffigurante un uccello con il richiamo alle parole del Corano “nel nome di Dio clemente e misericordioso”. E’ stato l’ultimo atto di una storica visita, la seconda di un Pontefice, il primo fu Giovanni Paolo II nel maggio del 2001 a Damasco, ad una moschea. Benedetto XVI, che come tradizione si è tolto le scarpe prima di entrare nel tempio islamico, nel corso della visita si è anche raccolto in preghiera con il Muftì per circa un minuto. Il Pontefice ha ricambiato il dono con un mosaico di colombe, simbolo di pace. Poco prima Benedetto XVI aveva trascorso circa mezzora nella vicina Santa Sofia, un tempo cattedrale, poi moschea ed oggi museo. Qui ha potuto ammirare i mosaici, tra cui quello di Maria in trono con il Bambino, e la cupola alta ben 51 metri. Anche qui tradizionale scambio di doni, una piccola anfora con mosaici del museo per il Papa e la medaglia del pontificato per il seguito turco. Dal Sindaco di Istanbul un quadro della città. “Non dimenticherò questa visita” il commento di Benedetto XVI.

14:29 – PAPA IN TURCHIA: ANAGNOSTOPOULOS (PATRIARCATO), “UN’ACCOGLIENZA ENTUSIASTICA”
 
“L’abbraccio e il bacio della pace tra il Papa e il Patriarca sono segni di amicizia e di fede nello Spirito Santo. Sono un segno di riconciliazione”. È il breve commento del portavoce del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, Dositheos Anagnostopoulos, alla Divina Liturgia e alla Dichiarazione congiunta siglata questa mattina da Bartolomeo I e Benedetto XVI. Il Papa è stato accolto “con entusiasmo” dal suono delle campane del patriarcato ecumenico. Nella tradizione ortodossa, fanno sapere dal Patriarcato, il suono delle campane è segno di gioia, chiama alla preghiera e a rendere onore a ospiti importanti. Oggi hanno celebrato l’arrivo di Papa Benedetto e le relazioni tra cattolici e ortodossi.
13:08 – PAPA IN TURCHIA: TERZO GIORNO; NOTA
 
Pubblichiamo l’editoriale SIR a firma di padre Ruben Tierrablanca, della fraternità ecumenica di Istanbul. L’incontro del Papa Benedetto XVI con il Patriarca ecumenico della Chiesa Ortodossa Bartolomeo I nella basilica di San Giorgio ad Istanbul marca un punto d’arrivo, nella festa liturgica di Sant’Andrea, fratello di Simon Pietro e patrono del Patriarcato di Costantinopoli, e si annuncia come giornata storica e punto di partenza nel dialogo ecumenico tra le due Chiese . Nel 1967, Paolo VI rendeva visita al Patriarca Atenagoras. Ora dopo una strada quaresimale (di quasi 40 anni) di lavoro costante e di purificazione, coltivando senza risparmiare sforzi in tutto il pontificato di Giovanni Paolo II, oggi ci si incontra in un abbraccio di sincero affetto fraterno: “Benvenuto, carissimo Fratello”, con queste parole il Patriarca ha salutato il Papa. E’ quindi un incontro di famiglia: Pietro e Andrea, Roma e Costantinopoli, Occidente e Oriente. Per chi ha vissuto da vicino il cammino ecumenico tra le due Chiese, non solo desidera continuare, ma troverà uno sviluppo naturale e vivrà con animo fiducioso questa solenne e affettuosa giornata che si è aperta ieri, vigilia di Sant’Andrea. Ieri sera, al Fanar, a conclusione della preghiera e dei discorsi, il Papa ha benedetto l’assemblea in latino, subito dopo il Patriarca l’ha fatto in greco … e in segno di comunione nella carità tutti e due hanno ripetuto insieme il gesto sui presenti, ormai senza distinzione nel tempo. Se non ci sono più excomuniche, se si vive nella carità, se nel dono delle reliquie di San Giovanni Crisostomo e San Gregorio il Teologo si coltiva la comunione dei Santi, se abbiamo una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre (Ef 4, 5-6), che cosa ci manca (Mt. 19,20) per raggiungere la piena comunione o quale dovrà essere il seguente passo? La giornata di oggi ce lo ha indicato con la firma della Dichiarazione congiunta.

12:08 – DIVINA LITURGIA: PADRE MARCHIANÒ, “UN ATTO DI SINCERA COMUNIONE” (2)
 
Al termine il “Grande Ingresso”, prosegue padre Marchianò, “i doni vengono presi dall’altare laterale sinistro e in processione vengono portati sull’altare maggiore. Dopo il Credo inizia subito la preghiera eucaristica, quella che in Occidente è chiamata ‘canone’ e che viene chiamata ‘anofora’ cioè offerta. Essa rappresenta una preghiera di ringraziamento a Dio”. Segue l’inno angelico dei serafini, si ricorda la volontà salvifica di Dio e la notte in cui fu tradito seguita dalle parole della consacrazione. Subito dopo una solenne preghiera allo Spirito Santo perché trasformi i doni in corpo e sangue di Cristo. “Poi – aggiunge padre Amedeo – un bellissimo inno alla Madre di Dio e il Padre Nostro seguito dalla comunione durante la quale viene distribuita la santa Eucaristia nelle due specie prendendo il pane dal calice con un cucchiaino. Alla fine la benedizione e un inno di ringraziamento al quale il Popolo risponde ‘Abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, abbiamo trovato la vera fede, poiché la Santissima Trinità ci ha salvati’. Dunque una salvezza che è stata compiuta e che si compie nella celebrazione della santa Eucaristia”.


12:08 – DIVINA LITURGIA: PADRE MARCHIANÒ, “UN ATTO DI SINCERA COMUNIONE”
 
Oggi Papa Benedetto XVI ha partecipato alla Divina Liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio in Istanbul nella festa di Sant’Andrea con “tutta la fede della Chiesa Cattolica. Il Papa prega insieme al Patriarca: una esperienza di preghiera comune anche se non c’è ancora la possibilità di partecipare insieme alla Santa Eucaristia, una meta alla quale dovremmo arrivare”. Lo dice al Sir padre Amedeo Marchianò, teologo dell’Eparchia di Lungro, commentando la celebrazione ortodossa di questa mattina presieduta dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. “Questo è un atto – aggiunge padre Amedeo – di sincera comunione tra cattolici e ortodossi”. La Divina Liturgia, spiega il sacerdote che è anche parroco ad Acquaformosa (CS), è “una Santa Messa che ha un rituale molto antico che si ascrive a San Giovanni Crisostomo. Si inizia con una parte preparatoria denominata ‘Protesi’, ricca di preghiere e durante la quale si preparano i doni del pane e del vino. Segue una seconda parte denominata ‘Liturgia dei fedeli’ con antifone, salmi, lettura delle Sacre Scritture e omelia”. (segue)


12:07 – PAPA IN TURCHIA: CON BARTOLOMEO I, LA “DICHIARAZIONE CONGIUNTA” (4)
 
“Cattolici ed ortodossi – sottolineano – sono chiamati ad intraprendere insieme azioni a favore del rispetto dei diritti dell’uomo” ma soprattutto affermano con forza che “l’uccisione di innocenti nel nome di Dio è un’offesa a Lui e alla dignità umana”. Benedetto XVI e Bartolomeo I chiedono anche che “la pace sia ristabilita” in Medio Oriente, “che si rafforzi la coesistenza cordiale tra le sue diverse popolazioni, tra le Chiese e le diverse religioni che vi si trovano”. A questo fine, “incoraggiamo a stabilire rapporti più stretti tra i cristiani e un dialogo interreligioso autentico e leale, per combattere ogni forma di violenza e di discriminazione”. Infine, entrambi esprimono “preoccupazione” per i grandi problemi ambientali e “le conseguenze negative che possono derivare per tutta l’umanità e per tutta la creazione da un progresso economico e tecnologico che non riconosce i propri limiti”. “Come capi religiosi – affermano -, consideriamo come uno dei nostri doveri incoraggiare e sostenere gli sforzi compiuti per proteggere la creazione di Dio e per lasciare alle generazioni future una terra sulla quale potranno vivere”. 

12:06 – PAPA IN TURCHIA: CON BARTOLOMEO I, LA “DICHIARAZIONE CONGIUNTA” (3)
 
Riguardo al cammino verso la formazione dell’Unione europea si chiede che “gli attori di questa grande iniziativa” prendano in considerazione “tutti gli aspetti che riguardano la persona umana i suoi inalienabili diritti, soprattutto la libertà religiosa, testimone e garante del rispetto di ogni altra libertà”: “In ogni iniziativa di unificazione – scrivono – le minoranze debbono essere protette, con le loro tradizioni culturali e le loro specificità religiose. In Europa cattolici ed ortodossi, pur rimanendo aperti alle altre religioni e al contributo che danno alla cultura, debbono unire i loro sforzi per preservare le radici, le tradizioni ed i valori cristiani, per assicurare il rispetto della storia, come pure per contribuire alla cultura dell’Europa futura, alla qualità delle relazioni umane a tutti i livelli”. I due allargano anche lo sguardo ai “luoghi del mondo dove vivono i cristiani e alle difficoltà che debbono affrontare, in particolare la povertà, le guerre e il terrorismo, ma anche le diverse forme di sfruttamento dei poveri, degli emigrati, delle donne e dei bambini”. (segue) 


12:06 – PAPA IN TURCHIA: CON BARTOLOMEO I, LA “DICHIARAZIONE CONGIUNTA” (2)
 
Il Papa e il Patriarca hanno ricordato gli incontri dei loro predecessori (Paolo VI e Atenagora, Giovanni Paolo II e Dimitrios I), la creazione della Commissione mista e il solenne atto ecclesiale “che ha relegato nell’oblio le antiche scomuniche, le quali, lungo i secoli, hanno influito negativamente sulle relazioni tra cattolici e ortodossi”. Da questo atto, osservano, “non abbiamo ancora tratto tutte le conseguenze positive che ne possono derivare per il nostro cammino verso la piena unità”. Per cui esortano “cattolici ed ortodossi a prendere parte attivamente a questo processo, con la preghiera e con gesti significativi”. Benedetto XVI e Bartolomeo I sottolineano la necessità di una nuova evangelizzazione “anche in Paesi tradizionalmente cristiani”, colpiti da “secolarizzazione, dal relativismo e perfino dal nichilismo” e si propongono di “rafforzare le collaborazioni e la nostra testimonianza comune davanti a tutte le nazioni”. (segue) 


12:04 – PAPA IN TURCHIA: CON BARTOLOMEO I, LA “DICHIARAZIONE CONGIUNTA”
 
Libertà religiosa e rispetto delle minoranze, dei diritti dell’uomo, dell’ambiente, preservazione dei valori cristiani dell’Europa contro secolarizzazione e nichilismo, pace in Medio Oriente e dialogo interreligioso “autentico e leale” contro “violenza e discriminazione”, ulteriore slancio al dialogo ecumenico: sono alcuni degli impegni e dei propositi comuni che devono essere fatti propri da ortodossi e cattolici, su invito di Benedetto XVI e del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, nella loro dichiarazione congiunta a conclusione dell’incontro di oggi, 30 novembre, al Patriarcato di Istanbul. “Possa il nostro incontro essere un segno e un incoraggiamento per noi tutti, cattolici e ortodossi, a condividere gli stessi sentimenti e gli stessi atteggiamenti di fraternità, di collaborazione e di comunione nella carità e nella verità. Lo Spirito Santo ci aiuterà a preparare il grande giorno del ristabilimento della piena unità, quando e come Dio lo vorrà”. (segue) 


11:44 – PAPA IN TURCHIA: BARTOLOMEO I, “RESTAURARE LA PIENA UNITÀ È VOLERE DI DIO”
 
“Pregare per l’unità totale”. L’invito è del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, nel corso della divina liturgia di sant’Andrea, celebrata nella chiesa patriarcale di San Giorgio a Istanbul, alla presenza di Benedetto XVI. “La celebrazione odierna – ha detto Bartolomeo I rivolgendosi al Papa – ci insegna ad ampliare i nostri orizzonti anche se abbiamo ancora molte differenze”. Il patriarca ha riconosciuto “la comune volontà di continuare il cammino verso l’unità, verso la verità del Vangelo. Per questo, Santità, ci uniamo più di prima nell’eternità e nel tempo attraverso i santi e i nostri predecessori, per restaurare la piena comunione delle nostre chiese: questa è la volontà e il comando di Dio”. Al termine della liturgia il Papa ha fatto dono a Bartolomeo I di un calice , il patriarca ha ricambiato con un Vangelo. 


11:21 – PAPA IN TURCHIA: LA DIVINA LITURGIA NELLA FESTA DI SANT’ANDREA (4)
 
“Dobbiamo essere profondamente grati – ha proseguito Benedetto XVI – per l’eredità che è derivata dal fruttuoso incontro fra il messaggio cristiano e la cultura ellenica. Ciò ha avuto un impatto duraturo sulle Chiese dell’Oriente e dell’Occidente”. Ricordando il martirio sia di Pietro sia di Andrea, il Papa ha evidenziato che “nel corso della storia, entrambe le Chiese di Roma e di Costantinopoli hanno spesso sperimentato la lezione del chicco di grano. Insieme noi veneriamo molti dei medesimi martiri”. Anche il secolo appena trascorso, ha aggiunto, “ha visto coraggiosi testimoni della fede, sia in Oriente sia in Occidente. Anche oggi vi sono molti di tali testimoni in diverse parti del mondo. Li ricordiamo nella nostra preghiera e, in ogni modo possibile, offriamo loro il nostro sostegno, mentre chiediamo con insistenza a tutti i leader del mondo di rispettare la libertà religiosa come diritto umano fondamentale”. In effetti, la “fede nella morte redentrice di Gesù sulla croce e questa speranza che Cristo risorto offre all’intera famiglia umana” sono condivise da “ortodossi e cattolici”, perciò il Papa ha espresso un auspicio: “Il nostro incontro odierno serva come spinta e gioiosa anticipazione del dono della piena comunione”. 


11:20 – PAPA IN TURCHIA: LA DIVINA LITURGIA NELLA FESTA DI SANT’ANDREA (3)
 
“Simon Pietro e Andrea – ha detto il Papa, stamattina, durante la Divina Liturgia nella chiesa di s. Giorgio a Instanbul – furono chiamati insieme a diventare pescatori di uomini. Ma lo stesso impegno prese forme differenti”. Simone “fu chiamato ‘Pietro’, la ‘roccia’ sulla quale sarebbe stata edificata la Chiesa; a lui in maniera particolare furono affidate le chiavi del Regno dei Cieli2. Il suo itinerario lo avrebbe condotto a Roma, “così che in quella città egli potesse esercitare una responsabilità universale”. Il tema del servizio universale di Pietro e dei suoi successori, ha evidenziato Benedetto XVI, “ha sfortunatamente dato origine alle nostre differenze di opinione, che speriamo di superare, grazie anche al dialogo teologico”. È “mio desiderio”, ha aggiunto il Papa, rinnovare l’invito di Giovanni Paolo II “ad entrare in dialogo fraterno, con lo scopo di identificare vie nelle quali il ministero petrino potrebbe essere oggi esercitato, pur rispettandone la natura e l’essenza, così da ‘realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri'”. Andrea, invece, essendo in grado di parlare greco, divenne “l’Apostolo dell’incontro con i Greci venuti da Gesù”, pertanto “rappresenta l’incontro fra la cristianità primitiva e la cultura greca”. (segue) 


11:18 – PAPA IN TURCHIA: LA DIVINA LITURGIA NELLA FESTA DI SANT’ANDREA (2)
 
Tale incarico, ha proseguito Benedetto XVI, “riguarda non soltanto le culture toccate marginalmente dal messaggio del Vangelo, ma anche le culture europee da lunga data profondamente radicate nella tradizione cristiana”. Il processo di secolarizzazione, infatti, “ha indebolita la tenuta di quella tradizione; essa anzi è posta in questione e persino rigettata”; perciò, “di fronte a questa realtà, siamo chiamati, insieme con tutte le altre comunità cristiane, a rinnovare la consapevolezza dell’Europa circa le proprie radici, tradizioni e valori cristiani, ridando loro nuova vitalità”. Per il Papa, “i nostri sforzi per edificare legami più stretti fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse sono parte di questo compito missionario”, mentre “le divisioni esistenti fra i cristiani sono uno scandalo per il mondo ed un ostacolo per la proclamazione del Vangelo”. “È solo attraverso la comunione fraterna tra i cristiani e attraverso il reciproco amore che il messaggio dell’amore di Dio per ogni uomo e donna – ha chiarito – diverrà credibile. Chiunque getti uno sguardo realistico al mondo cristiano oggi scoprirà l’urgenza di tale testimonianza”. (segue) 


11:16 – PAPA IN TURCHIA: LA DIVINA LITURGIA NELLA FESTA DI SANT’ANDREA
 
“La mia presenza qui oggi è destinata a rinnovare il comune impegno per proseguire sulla strada verso il ristabilimento – con la grazia di Dio – della piena comunione fra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli”. Lo ha detto, stamattina, Benedetto XVI, durante la Divina Liturgia, celebrata nella chiesa patriarcale di san Giorgio, ad Instanbul, in occasione della festa di sant’Andrea apostolo, patrono della Chiesa di Costantinopoli. “Posso assicurarvi – ha aggiunto – che la Chiesa Cattolica è pronta a fare tutto il possibile per superare gli ostacoli e per ricercare, insieme con i nostri fratelli e sorelle ortodossi, mezzi sempre più efficaci di collaborazione pastorale a tale scopo”. Il Papa ha, quindi, ricordato che “i due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea (da cui discendono le Chiese di Roma e di Costantinopoli, n.d.r.), erano dei pescatori che Gesù chiamò a diventare pescatori di uomini. Il Signore Risorto, prima della sua Ascensione, li inviò insieme agli altri Apostoli con la missione di fare discepole tutte le nazioni, battezzandole e proclamando i suoi insegnamenti”, ma “questo incarico lasciatoci dai santi fratelli Pietro e Paolo è lungi dall’essere compiuto”. Al contrario, “oggi – ha evidenziato – esso è ancora più urgente e necessario”. (segue) 


10:57 – PAPA IN TURCHIA: MAROVITCH (PORTAVOCE VESCOVI TURCHI), “STA SORPRENDENDO TUTTI”
 
“Che venga ogni anno”, “Non è un nemico dell’Islam, è il benvenuto”. Sono alcune delle frasi che si sentono in strada in questi giorni a Istanbul che testimoniano “come il Papa stia sorprendendo i turchi”. Ad affermarlo in una nota per SIR Europa è il portavoce dei vescovi turchi, mons. Georges Marovitch. “Tra le tante cose che emergono da questo viaggio apostolico in Turchia sono i volti della gente comune, felice per la presenza del Papa nel loro Paese. Molti amici musulmani lo stanno confermando: non si aspettavano un Pontefice così amabile e così disponibile a calarsi nella realtà turca. Gli incontri con il premier Erdogan, con il presidente della Repubblica Sezer e del Direttorato degli affari religiosi della Turchia, Bardakoglu, hanno impresso una svolta al viaggio, stemperando tutte le tensioni dei giorni scorsi”. Nemmeno le minacce di Al Qaeda, “hanno scalfito l’ottimismo del Papa” che aggiunge Marovitch “dopo il primo incontro con Bartolomeo I, è apparso felice e soddisfatto. Il clima è disteso e la speranza è che resti tale anche dopo la sua partenza. Ciò vale soprattutto per le nostre comunità cristiane e cattoliche, che sono minoranza e che da questo viaggio escono incoraggiate e confortate ad andare avanti”. 

09:01 – PAPA IN TURCHIA: I TITOLI DEI GIORNALI SUL SECONDO GIORNO DEL VIAGGIO
 
Questi i titoli dei principali quotidiani nazionali di oggi sul secondo giorno del viaggio apostolico di Benedetto XVI in Turchia: “Al Qaeda minaccia il Papa in Turchia” (Corriere della Sera), “Al Qaeda minaccia il Papa” (Repubblica), “L’Europa congela la Turchia” (Stampa), “La Ue congela la Turchia. Da Al-Qaeda minacce al Papa” (Sole 24 Ore), “L’Europa tiene la Turchia fuori dalla porta” (Giornale), “Il Papa: pace in Terra Santa. Al Qaeda lo attacca” (Messaggero), “Allargamento, la Ue gela Ankara durante la visita di Ratzinger” (Unità), “Benedetto vola da Bartolomeo. Bruxelles mette Ankara in frigo” (Manifesto), “Abbraccio del Papa al piccolo gregge” (Avvenire). 


08:04 – PAPA IN TURCHIA: IL TERZO GIORNO
 
Con un discorso al termine della Divina Liturgia che, nella festa di Sant’Andrea, si celebrerà nella chiesa patriarcale di San Giorgio in Istanbul, Benedetto XVI inizia oggi il terzo giorno della vista apostolica in Turchia. A fine mattinata è prevista la firma con Bartolomeo I della “dichiarazione congiunta”. Nel pomeriggio il Papa visiterà il museo di Santa Sofia e, successivamente accolto dal gran Muftì di Istanbul entrerà scalzo nella Moschea Blu dove sosterà in silenzio. Più tardi, nella cattedrale armena apostolica, parteciperà alla preghiera con il patriarca Mesrob II, al quale rivolgerà un saluto. Seguiranno tre incontri: il primo con il metropolita siro ortodosso, il secondo con il gran rabbino della Turchia e il terzo con i membri della Conferenza episcopale cattolica con i quali si fermerà a cena. Domani mattina, il Papa celebrerà la messa nella cattedrale dello Spirito Santo e, poco dopo le ore 13, rientrerà a Roma.