AGORÀ DEI GIOVANI
Noora, Doha e Senan vengono dall’Iraq ma da dieci anni circa vivono in Libia a causa della guerra e della persecuzione cui sono oggetto i cristiani. Il loro parroco, padre Magdy Helmy, si è prodigato molto per portarli a Loreto all’incontro di Agorà dei giovani italiani con Benedetto XVI il 1° e il 2 settembre. Saranno ospitati dalla diocesi di San Benedetto del Tronto.
Essam Billan è israeliano, della diocesi di Nazareth, anche lui sarà a Loreto insieme ad altri 4 giovani della sua delegazione, ospiti della diocesi di Faenza. Dai Territori Occupati arriverà una delegazione di giovani palestinesi guidati da Abeer Musleh accolti dalla diocesi di Forlì-Bertinoro. Il SIR li ha intervistati, in tutti il desiderio di conoscere il Papa e pregare per la pace nelle loro terre.
Come vi state preparando per Loreto?
Noora, Doha, Senan: “Sentiamo l’importanza di questo evento e per questo motivo ci stiamo preparando bene insieme al nostro parroco, padre Magdy Helmy. Siamo contenti di fare questa esperienza con tanti giovani italiani ma anche con le centinaia che verranno da tutto il mondo. Abbiamo un forte desiderio di vedere e conoscere da vicino Benedetto XVI”.
Billan: “Sono stato molto contento quando il vescovo ausiliare di Nazareth mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo mi ha chiamato per offrirmi la possibilità di partecipare all’incontro di Loreto e di presentare la mia terra. Per me si tratta di ritornare indietro nel tempo quando ho avuto la fortuna di partecipare alla Gmg di Parigi con Giovanni Paolo II e a quella di Roma nel 2000 quale collaboratore dell’ufficio stampa della Santa Sede. Non vedo l’ora di conoscere Benedetto XVI”.
Abeer: “La preparazione è stata condotta a livello di Chiese locali sotto la guida dei vari responsabili giovani. La situazione in cui viviamo ci pone, infatti, molte difficoltà, specialmente nell’organizzazione delle attività pastorali a causa dei check point militari israeliani, del muro di separazione, dell’occupazione militare israeliana”.
Cosa vi aspettate, personalmente, da questo evento e cosa pensate di riportare nella vostra Chiesa locale?
Noora, Doha, Senan: “Ci aspettiamo di fortificare la nostra fede in Cristo, e anche consolazione per la nostra vita in Libia. Ringraziamo il nostro vescovo mons. Giovanni Martinelli che ci ha accolti nella chiesa di san Francesco, ci è molto vicino, conosce la nostra condizione e ci aiuta a crescere nella fede, nella carità e nella speranza. Di ritorno da Loreto vorremmo portare frutti di pace, di preghiera e di consolazione”.
Billan: “ In questo momento la Chiesa ha bisogno di abbracciare i giovani e farli sentire liberi, responsabili e portatori di messaggi di fede. Mi attendo una grande manifestazione di fede e una grande voglia di cambiare in meglio la vita cristiana dei giovani, ovunque essi siano”.
Abeer: “I nostri giovani non hanno molta speranza. Pensano solo a lasciare la Terra Santa in cerca di una vita migliore in Europa e o negli Usa. Davanti hanno solo disoccupazione e un futuro nero. Mi aspetto che possano recuperare un po’ di speranza, ma sarà dura”.
Arrivate dal Medio Oriente, zona di conflitti decennali e più recentemente anche di persecuzioni contro i cristiani: parlerete di questa esperienza con gli altri giovani?
Noora, Doha, Senan: “Certamente. Per la nostra crescita di fede serve anche condividere i momenti di sofferenza, parlare della persecuzione in Iraq, così come dei momenti di gioia e di accoglienza che viviamo in Libia con altri giovani”.
Billan, Abeer: “La nostra terra, la Terra Santa, vive, purtroppo, in continuo conflitto da anni. Veniamo per pregare tutti insieme con altri giovani per una pace possibile, non fatta solo di parole, ma di fatti concreti e di intenzioni vere e oneste. Crediamo che incontri come questo di Loreto abbiano la possibilità di rafforzare la nostra voglia di pace e di dare un messaggio chiaro al mondo attraverso i giovani. Abbiamo bisogno di raccontare la nostra storia ad altri per condividerla e siamo sicuri che saremo ascoltati”.
Cosa chiederete ai giovani a Loreto?
Noora, Doha, Senan: “A tutti chiederemo di pregare per noi, per la nostra Chiesa in Iraq, per i nostri sacerdoti e fratelli cristiani che sono rapiti, minacciati, perseguitati e uccisi. Chiederemo a tutti di pregare per la pace nel mondo ma specialmente per l’Iraq. Speriamo che la guerra finisca presto, intanto preghiamo per restare saldi nella fede con l’aiuto di Dio, del nostro vescovo Martinelli, del nostro parroco padre Magdy e di tutti i giovani che incontreremo”.
Billan: “Chiederemo di pregare per la pace. Da parte mia cercherò, anche grazie al mio lavoro di giornalista, di diffondere il messaggio che riceveremo a Loreto anche a chi non poteva partecipare e far sentire la nostra voce a più persone nella mia terra”.
Abeer: “Di non dimenticarci, di avere sempre maggiori contatti con la nostra Chiesa di Gerusalemme, di promuovere scambi e gemellaggi”.
(27 luglio 2007)