LA DIRETTA
19:00 – AGORÀ DEI GIOVANI: BETORI “NESSUNA CONTRAPPOSIZIONE TRA CHIESA E SOCIETÀ”
Eventi giovanili come Agorà “smentiscono i problemi ideologici e le tesi che vedono la contrapposizione tra Chiesa e società civile”. Lo ha detto oggi il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, nel corso della trasmissione “Mosaico” su Sat2000, dedicata all’incontro in corso a Loreto. “Si tratta di tesi che non corrispondono alla realtà ha affermato il Segretario della Cei -. La collaborazione messa in atto con le varie istituzioni civili, come in questa occasione, stanno a dimostrare che la Chiesa è un alleato, che la sua presenza all’interno della società è positiva e costruttiva per tutta la comunità”. “In questo anno ci siamo dedicati all’ascolto delle voci dei giovani ha spiegato mons. Betori, riferendosi al tema del primo dei tre anni del percorso pastorale di Agorà per capire come vivono, senza schemi ideologici, temi di attualità” come l’impegno per la vita, la bioetica, la cittadinanza. “Nel 2008, che vedrà la Gmg di Sidney, parleremo di testimonianza di vita, per giungere, infine, nel terzo ed ultimo anno del percorso, alla costruzione di un progetto culturale dei giovani per contribuire alla formazione di una loro presenza costruttiva nella società”.
17:18 – AGORÀ DEI GIOVANI: PADRE BOSSI AL SIR, “AI GIOVANI DICO NON ABBIATE PAURA DI SOGNARE”
“Sto bene, sono molto rilassato, dopo una settimana di riposo in montagna. Ho già chiaro in mente cosa dirò ai giovani a Loreto, ci ho pensato e riflettuto molto. Aspetto questo momento”. Non vuole dire di più padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), rapito il 10 giugno scorso nel sud delle Filippine e liberato il 19 luglio scorso dopo 39 giorni. In un’intervista al SIR, il religioso in qualche modo anticipa un po’ della sua testimonianza che terrà il 1° settembre nella piana di Montorso ai giovani partecipanti all’Agorà di Loreto. “La speranza resta un tema fondamentale, i giovani di oggi devono essere uomini della speranza. Porterò la mia testimonianza. Ho sempre vissuto dentro di me la speranza, è essenziale. E poi riderò e scherzerò dal palco a Loreto. Quando non rido è perché sono in crisi. Ridevo e scherzavo nella foresta. Ma c’è una cosa particolare che dirò ai giovani: non abbiate paura di sognare”. L’arrivo di padre Bossi a Loreto è atteso per domani. La notizia della disponibilità di padre Bossi a portare la sua testimonianza a Loreto, era stata accolta da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei e presidente del Cisip (Comitato organizzatore dell’incontro dei giovani italiani a Loreto con il Papa), “con grande gioia, certi che la sua coraggiosa esperienza di missionario potrà far breccia nel cuore di tantissimi giovani”. 17:12 – AGORÀ DEI GIOVANI: CHIETI-VASTO E FAENZA-MODIGLIANA, IL SALUTO DEI VESCOVI AI PELLEGRINI (2)
Agli “amici evangelici”, invece, mons. Forte si è rivolto ricordando che sono “totalmente rapportati al Vangelo”. “La Parola di Dio, che tanto amate, è anche la nostra luce e la nostra forza. Uniti nell’obbedienza al Verbo, sforziamoci, allora, di essere insieme testimoni della buona novella per ogni uomo o donna dei nostri giorni”. “Gioia e desiderio” di accogliere i giovani “con simpatia e cordialità” sono invece i sentimenti espressi nel saluto dal vescovo di Faenza-Modigliana, mons. Claudio Stagni. “Cercheremo di ascoltare voi e il vostro mondo, le vostre attese e i vostri progetti, le storie delle vostre comunità di provenienza e tutto ciò che di bello saprete trasmetterci”, ha dichiarato il presule. Ed ha aggiunto: “Un’iniezione di gioventù nella nostra città sarà senz’altro una benedizione. Spero che i faentini si accorgano non solo della vostra presenza, ma anche della vostra testimonianza gioiosa. Sono certo che dopo il vostro passaggio non rimarranno vetrine rotte e scritte sui muri, ma il ricordo di giovani che ci hanno dato e detto qualcosa di vero, di bello e di buono, mostrando che è possibile giocarsi per un ideale alto e grande come è la vita cristiana”. 17:11 – AGORÀ DEI GIOVANI: CHIETI-VASTO E FAENZA-MODIGLIANA, IL SALUTO DEI VESCOVI AI PELLEGRINI
“Essere ragazzi dal cuore grande, aperto agli orizzonti dell’universo, decisi ad amare secondo la misura dell’amore di Dio”. È l’invito rivolto da mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, ai giovani giunti nella sua diocesi. “Siate cattolici nella fedeltà piena a ciò che il vostro nome significa, secondo un amore senza frontiere e senza condizioni, il più simile possibile a quello del cuore di Dio”, ha sottolineato il vescovo, ricordando che “secondo il suo senso originario, cattolico significa tanto universale, quanto in pienezza”. Mons. Forte ha poi salutato i giovani ortodossi ed evangelici presenti. “Già molto ci unisce ha detto rivolto agli amici ortodossi la “retta fede”, alla quale rimanda il significato del nome “ortodossia”, quella degli Apostoli e della Chiesa unita dei primi sette Concili; i sacramenti della salvezza; la fiducia nell’intercessione materna di Maria, Madre di Dio, e nella vicinanza di tutti i Santi”. “Preghiamo ha esortato per essere insieme testimoni di questa ricchezza, che ha alimentato le sorgenti spirituali della nostra Europa e ha dato al mondo un incomparabile patrimonio di fede e la consapevolezza decisiva della dignità della persona umana”. (segue) 16:40 – AGORÀ DEI GIOVANI: LOCATELLI (MIGRANTES), “VENIRE A LORETO SIGNIFICA SENTIRSI PARTE DI UNA FAMIGLIA ALLARGATA”
Giovani “protagonisti in Europa”, che portano “una diversità arricchente, nonché la fatica dettata dal riconoscere la propria identità che s’impara a stimare e ad utilizzare in una convivenza operosa, dinamica e fatta di responsabilità”. Sono, per don Domenico Locatelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale degli italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, i giovani di origine italiana che vivono all’estero, e che parteciperanno numerosi all’appuntamento di Loreto di sabato e domenica prossimi. Una caratteristica di questa loro identità, aggiunge don Locatelli, “è espressa dall’attaccamento al Papa e alla Chiesa. Venire a Loreto significa sentirsi parte di una famiglia allargata che ha come riferimento i valori del Vangelo”. “Possono essere tanti i motivi che spingono questi giovani a partecipare all’Agorà spiega don Giuseppe Bressani, che accompagnerà a Loreto una delegazione di oltre 50 giovani di origine italiana residenti in Svizzera, nel Canton Argovia , ma credo che alla base ci sia la ricerca e la comprensione di Gesù e del suo messaggio”. “Questi giovani aggiunge – rischiano di sentirsi stranieri ovunque, sia in Svizzera sia in Italia, ma in fondo sono parte dell’Italia e della Chiesa italiana”. 16:25 – AGORÀ DEI GIOVANI: ANCHE GIOVANI COREANI ALLA FESTA DI LORETO
Non figurano nella lista delle delegazioni estere, né tanto meno arrivano da Paesi europei o dell’area mediterranea, come le delegazione estere, ma stanno partecipando anch’essi alla festa dell’Agorà dei giovani di Loreto. E non si sentono “imbucati”, anzi. Sono gli 80 giovani sudcoreani, con i loro coetanei fiorentini, che al SIR esprimono “tutto il desiderio e ansia” di incontrare Benedetto XVI. Hanno un pedigree di Gmg di tutto rispetto alle spalle, mostrano orgogliosi magliette e zaini di Roma 2000 e Colonia 2005 e sperano “che l’Agorà ci dia la forza di testimoniare la nostra fede in Corea”. Dice Luca Heon Deok Kim, nativo di Pusan: “Nel nostro Paese i cattolici sono solo 4 milioni su oltre 45 milioni di abitanti, molti dei quali si definiscono atei, oltre a buddisti e protestanti. Per questo incontri come Agorà sono importanti per i giovani coreani. Vogliamo portare Gesù ai nostri coetanei. In questo senso l’esperienza neocatecumenale ci aiuta molto”. 15:55 – AGORÀ DEI GIOVANI: PESCARA-PENNE; “NON C’È FALLIMENTO”, L’INNO DELLE DIOCESI ABRUZZESI
“Non c’è fallimento”. È il titolo dell’inno che i giovani della diocesi di Pescara-Penne hanno intonato per accogliere ieri sera i loro coetanei provenienti da Basilicata, Calabria, Toscana, Puglia oltre che dall’Inghilterra,Portogallo e dalla Norvegia. “L’idea di incidere un inno spiega al SIR don Simone Chiappetta è nata dai giovani stessi recuperando il messaggio fondamentale di questi giorni dell’accoglienza, non c’è fallimento se hai Dio dentro”. Questo inno, che rappresenta l’Abruzzo all’Agorà dei giovani di Loreto, è cantato da un cantautore pescarese, Tony Nevoso, che da anni collabora con la pastorale giovanile diocesana. Insieme all’inno ai giovani ospiti di Pescara è stata anche donata una T-shirt con le parole-messaggio del testo “non c’è fallimento se hai Dio dentro”. La giornata di oggi prevede per i vari gruppi dei pellegrinaggi al santuario del beato Nunzio Sulprizio e a quello del Volto Santo di Manoppello. I giovani riuniranno per una festa che culminerà con la celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Pescara, mons. Tommaso Valentinetti. 15:15 – AGORÀ DEI GIOVANI: CONFESSIONI NO-STOP AL VILLAGGIO DEI VOLONTARI
Confessioni no-stop al villaggio dei volontari. È talmente alto il desiderio di confessarsi che spesso si fanno anche le due di notte. È quanto afferma fra Basito della Comunità dei discepoli e apostoli dello Spirito Santo che da Palestrina (Roma) da quindici giorni si dedica al sacramento della riconciliazione presso i volontari dell’Agorà dei giovani. “C’era bisogno di una presenza discreta e fraterna racconta il frate – e ho dato la mia disponibilità. Per riuscire a svolgere il mio ruolo nel migliore dei modi come gli altri 70 capi equipe ho seguito il percorso formativo iniziato lo scorso mese di novembre”. Il religioso dorme nella tenda da otto posti con i giovani, lavora con loro, mangia nella grande mensa da 700 posti e passa tutto il suo tempo a confessare e ad ascoltare tutti quelli che lo desiderano. “È un’esperienza positiva. Sono i giovani a cercarmi. Hanno capito che la confessione è un incontro con il Signore. Mi hanno stupito ed è l’aspetto più bello di questa vocazione, perché tocco con mano l’azione dello Spirito Santo”.
13:02 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. GIULIETTI, “NEL PAPA C’È LA CHIESA CHE ASCOLTA”. 2000 ISCRIZIONI IN UN GIORNO (2)
“Abbiamola solida speranza aggiunge – che tutto ciò non si esaurirà dopo Loreto, ma che questi gemellaggi, questo patrimonio di amicizia, di comunione e conoscenza proseguirà. Tante relazioni sono già stabili, tanti gemellaggi sono di vecchia data, e questo per la pastorale giovanile è una dinamica virtuosa”. Uno scambio dal quale “le comunità cristiane potranno ricavare ulteriori stimoli per intessere contatti e relazioni nuove con i loro giovani. In questa Italia sempre più vecchia bisogna credere nella volontà e capacità dei giovani di costruire cose positive”. E l’esempio più grande, conclude, ci viene proprio dal Papa: “Si metterà in ascolto dei giovani e cercherà di rispondere alle loro domande che non saranno catechistiche ma esistenziali. Dietro ogni domanda c’è infatti un’esperienza e uno spaccato di vita diffusa. Nel Papa c’è la Chiesa che ascolta”. 13:02 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. GIULIETTI, “NEL PAPA C’È LA CHIESA CHE ASCOLTA”. 2000 ISCRIZIONI IN UN GIORNO
“Stiamo verificando una positiva interazione tra diocesi ospitanti e giovani ospitati. Si tratta di un momento di visibilità e di forte comunicazione tra i giovani e il mondo adulto, quello delle famiglie, delle parrocchie e delle istituzioni coinvolte nell’Agorà”. Sono sensazioni positive quelle che mons. Paolo Giulietti, responsabile del Servizio nazionale Cei per la pastorale giovanile, esprime al SIR dopo l’arrivo, nella giornata di ieri delle decine di migliaia di giovani italiani, ma anche europei, per partecipare all’incontro di Loreto con il Papa il 1° e il 2 settembre. Numeri importanti, per Giulietti: “Stiamo lavorando per un numero di 300mila giovani. Solo ieri in uno degli info-point di Loreto sono state registrate oltre 2000 iscrizioni”. (segue) 12:30 – AGORÀ DEI GIOVANI: AD ANCONA I PELLEGRINI SULLE TRACCE DELL’ANTICA FEDE EBRAICA E CRISTIANA
Non solo gioia, canti e la bellezza dello stare insieme: per i giovani pellegrini dell’Agorà giunti da Milano, Como, dalla Sicilia, Puglia e Roma, dalla Polonia, Germania, Montenegro, Romania e Azerbaijan, ospiti della diocesi di Ancona, fin dalla prima mattinata sono iniziati dei percorsi di riflessione e conoscenza. Scaglionati in diversi orari e divisi in gruppi ai ragazzi vengono proposti cinque “itinerari di fede”. Tra di essi il percorso con la visita al Parco del Cardeto che prosegue con un momento di sosta e preghiera al cimitero ebraico e di ascolto dell’antica preghiera biblica dello “Shemà Israel”: nella città dorica è presente da secoli una comunità ebraica e tutt’ora, nella zona dell’antico ghetto, esiste una sinagoga restaurata di recente. Altro percorso significativo è quello che porta i giovani fino alla cattedrale romanica di San Ciriaco e poi alla chiesa medievale di Santa Maria della Piazza, edificata su un antico tempio paleo-cristiano. Lì è previsto il gesto del rinnovo delle promesse battesimali, proprio nello stesso luogo dove probabilmente si radunava l’antica (I secolo d.C.) comunità cristiana di Ancona. 11:48 – AGORÀ DEI GIOVANI: CHIESA E ICI; I VOLONTARI, NON OPPRIMERE “UNA REALTÀ CHE FA DEL BENE”
Giovani impegnati nella Chiesa, ma che non disdegnano l’interesse nei confronti dei temi di attualità, e non si sottraggono al confronto. Sono i volontari dell’Agorà dei giovani italiani, che da tempo stanno lavorando per rendere l’evento indimenticabile. Riguardo alle polemiche di questi giorni su Ici e Chiesa “non è questione di disparità: se hai davanti una realtà che fa del bene, è inutile andarla a opprimere”, dichiara al SIR Emanuele Raiola, che oltre ad essere volontario lavora all’Agenzia delle Entrate. Gli fa eco un’altra volontaria, Anna Franchi. “Oggi all’ordine del giorno c’è l’Ici, domani ci sarà qualcos’altro, solo per mettere in cattiva luce la Chiesa. Mentre nessuno evidenzia ciò che di buono essa fa, come pure il lavoro di tante onlus che nondimeno non pagano l’Ici”. Tra l’altro, esistono anche altre agevolazioni fiscali “che forse conosciamo meglio sottolinea Raiola come le offerte deducibili, che non creano differenze fra la Chiesa cattolica, le altre confessioni cristiane o gli ebrei, solo per fare un esempio”. La Chiesa cattolica, però, è l’unica a finire sotto i riflettori “perché è la realtà di fede più importante in Italia”. E se “va bene quando svolge compiti di supplenza dello Stato”, quando “si esprime in maniera critica viene tacciata di intromissione e invitata a tacere”. 11:02 – AGORÀ DEI GIOVANI: PESARO, “UNA CATENA UMANA SULLA SPIAGGIA PER ABBRACCIARE LA CITTÀ”
A mezzogiorno di oggi si ritroveranno tutti sulla spiaggia di Pesaro per dare vita ad una catena umana di circa due chilometri per stringere la città in un simbolico abbraccio di ringraziamento per l’ospitalità ricevuta. Sono i 1.230 ragazzi dell’Agorà dei giovani italiani ospitati dalla diocesi di Pesaro. Sarà una catena europea, con gli italiani, infatti, ci saranno anche i 200 spagnoli e i 400 polacchi; tutti affluiranno dal parco Miralfiore dove prenderanno parte a dei laboratori sul tema del servizio e della trasmissione della fede e poi sfileranno, in una lunga catena, per tutto il litorale pescarese. Domani (ore 18) sempre al parco Miralfiore è in programma una messa celebrata dal presidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Angelo Bagnasco, che di Pesaro è stato vescovo dal 1998 al 2003. 10:30 – AGORÀ DEI GIOVANI: A JESI L’ACCOGLIENZA È UNA FESTA; I RAGAZZI OSPITI DI PALMI PARLANO DEL LORO IMPEGNO CONTRO LA MAFIA
L’arrivo dei pellegrini a Jesi è stato, ieri pomeriggio, una grande festa dell’accoglienza, fatta di tanta musica ma anche di testimonianze. L’evento si è svolto nel Palazzetto dello sport: presenti un migliaio di persone, che oltre agli ospiti comprendevano tutti i sindaci della diocesi e alcune delle famiglie che accoglieranno i ragazzi in casa. “I giovani sono la nostra più grande speranza ha detto il vescovo, monsignor Gerardo Rocconi e io li ringrazio perché tutto quello che ho sognato ora è realtà”. Quasi a far eco a queste parole i pellegrini ospiti della diocesi calabrese di Oppido-Palmi parlando della loro esperienza e del cammino fatto in preparazione dell’Agorà hanno detto che “l’impegno contro la mafia non è più un sogno ma una realtà e un lavoro per tutti noi”. Tra gli ospiti anche una decina di giovani australiani che hanno invitato i ragazzi a partecipare alla Gmg di Sydney; il pomeriggio si è concluso con un momento conviviale fatto di bibite e prodotti tipici jesini. I pellegrini dell’Agorà e i ragazzi della diocesi si ritroveranno di nuovo tutti insieme in piazza della Repubblica per lo Spiritual Festival, la sera del 31 agosto, nel corso del quale si esibiranno anche artisti del panorama internazionale. 10:29 – AGORÀ DEI GIOVANI: IL VESCOVO DI SAN BENEDETTO LAVA I PIEDI A 12 PELLEGRINI
“Dì ai giovani che sono il futuro della chiesa”: sono le parole che papa Benedetto XVI ha detto a monsignor Gervasio Gestori, durante la visita ad limina in febbraio della diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto e che ieri sera il prelato ha voluto ripetere ai ragazzi arrivati nel pomeriggio per l’Agorà. Il sagrato della Cattedrale era gremito di circa quattromila persone, di cui almeno 2.500 erano gli ospiti delle dicesi gemellate: hanno pregato tutti insieme il vangelo della lavanda dei piedi, che poi è diventato un gesto significativo compiuto fisicamente dal presule verso dodici rappresentanti dei pellegrini giunti da poco. Seguendo la linea di riflessione scelta per il primo anno dell’Agorà, “Come io vi ho amato, amatevi gli uni gli altri”, il vescovo Gestori ha invitato i ragazzi a “osare” l’amore, “che non è un sentimento, ma l’amore di Cristo”. Prima dei saluti finali è stato acceso un tripode con la “Fiaccola delle pace”, portata da atleti del Csi, che poi sarà a Loreto per l’incontro con il Papa. Al momento dell’accoglienza hanno partecipato anche il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Giancarlo Bregantini, e monsignor Pietro Farina, della diocesi di Alife-Caiazzo, che accompagnavano i loro giovani e la delegazione dei sei libici, che comprende tre cristiani iracheni. 10:28 – AGORÀ DEI GIOVANI: MONS. SIGALINI (PALESTRINA) AI VOLONTARI, “NON DOBBIAMO VIVERE COME IN UNA FICTION”
Un vescovo dormirà sotto le stelle di Montorso, sabato sera, assieme ai “suoi” giovani. È mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, giunto ieri a Loreto. Lo ha annunciato lui stesso, in serata, incontrando circa 200 volontari nel loro centro operativo, proprio a Montorso, in occasione della presentazione del suo libro “Giovani di oggi”. “L’Agorà ha affermato sarà un momento per interpellare gli altri ed essere propositivi, testimoniando la voglia di vivere”. “La vita che portiamo dentro”, ha aggiunto, deve “diventare un messaggio forte”, per cui “non dobbiamo vivere come in una fiction, dove ciascuno ha un posto assegnato dal quale non si può allontanare”. Eppure, ha riconosciuto mons. Sigalini, i giovani spesso si trovano davanti a un “dramma culturale”, non vedendo corrisposto all’esterno il loro entusiasmo per le forti esperienze di fede che vivono, come le Gmg e, appunto, l’Agorà. La ricetta, ha suggerito il vescovo, è “combinare questi momenti con le altre esperienze della vita, per aumentare in efficacia e concretezza”. Ne sono un esempio proprio gli incontri con il papa, che spesso uniscono la parte spirituale con proposte musicali e artistiche significative, come fu per il Congresso eucaristico nazionale del 1997, dove Bob Dylan cantò davanti a Giovanni Paolo II. 09:45 – AGORÀ DEI GIOVANI: DALL’ALBA IL PELLEGRINAGGIO ALLA SANTA CASA
Sono ore tranquille le prime di questa mattina a Loreto che si appresta a vivere la seconda delle due giornate di accoglienza nelle diocesi previste dall’Agorà dei giovani italiani. In piazza della Madonna, antistante la basilica, ieri piena di giovani, operai sono al lavoro per preparare l’arrivo del papa. Piccoli gruppi di pellegrini ma anche di giovani entrano nella Santa Casa per raccogliersi in preghiera. Tra loro i ragazzi della Sardegna, stanchi da un lungo viaggio di nave, ma pieni di gioia. “E’ il mio primo incontro giovanile grande – confida al Sir il più giovane del gruppo Riccardo Ibba – spero di cogliere quell’atmosfera unica di cui ho tanto sentito parlare”. Hanno appena visitato la Santa Casa “un posto stupendo” è il commento di Rosario Mignone. “Per molti di noi era la prima volta a Loreto – continua Rosario – è stata un’occasione di profondi momenti spirituali”. Un’esperienza di fede profonda anche per i giovani della diocesi di Nola, carichi dei percorsi estivi di pastorale giovanile appena conclusi e dalla Gmg diocesana svoltasi a Baiano. “E’ bello vedere così tanti giovani pieni di vita” dice Angelo Schettino. Al Papa i ragazzi di Nola vorrebbero chiedere “come mettersi in ascolto in un mondo pieno di messaggi diversi e spesso controversi e come rimanere costanti e perseveranti nella vita di fede”.