Settimana Sociale: scheda
“Movimento cattolico e azione sociale. Contratti di lavoro, cooperazione e organizzazione sindacale. Scuola”: fu questo, cento anni fa, il tema scelto dal Venerabile Giuseppe Toniolo, professore di economia all’Università di Pisa, e dai suoi collaboratori per la prima “Settimana Sociale dei cattolici italiani” che si tenne a Pistoia dal 23 al 28 settembre 1907. Da allora, l’appuntamento delle Settimane Sociali si è ripetuto per 44 volte, con fasi alterne di sospensioni e riprese durante il secolo XX segnato da guerre e grandi eventi storico-politici. Il mese prossimo, per ricordare il centenario e dare un forte segnale della permanenza dei valori che ispirarono questa iniziativa, il Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, presieduto da mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, ha indetto la 45ª edizione sul tema “Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano”.
Cosa sono le “settimane”. Cultura, partecipazione sociale, democrazia, ricerca della giustizia: potrebbero essere questi i contenuti fondamentali che si ritrovano nelle 45 edizioni delle Settimane Sociali a cento anni di distanza dall’avvio di questa esperienza storica dei cattolici italiani. In realtà si tratta di uno “strumento” sorto per promuovere e partecipare l’elaborazione culturale dei cattolici su temi di rilevanza pubblica, in un’epoca in cui la presenza cattolica era a margine del dibattito e della vita politica del Paese. Sin dall’inizio la loro ispirazione costante è stata la dottrina sociale della Chiesa, con i suoi principi di fondo da proporre al più vasto uditorio dei cittadini di ogni partito, di ogni ideale o fede politica e religiosa, per poterli far apprezzare e incarnare nella diversità dei contesti. Scorrendo l’elenco delle 44 Settimane sin qui celebrate si nota come i temi scelti di volta in volta rispondessero a precise problematiche storico-sociali vissute a livello nazionale o internazionale. Così, per stare ai nostri giorni, la 44ª edizione celebrata a Bologna nel 2004 e dedicata al tema “La democrazia oggi: nuovi scenari e nuovi poteri” ha affrontato uno dei temi più sentiti nell’ethos politico italiano: quello della transizione verso una democrazia più compiuta, con i lenti, confusi e a volte dolorosi passaggi del bipolarismo, della riforma costituzionale, del nuovo sistema elettorale. Le Settimane possono, quindi, definirsi il frutto di una lunga e feconda tradizione che ha visto i cattolici porre attenzione e farsi carico della trasformazione della società; dei processi e dei meccanismi in atto; del significato e dei fattori dello sviluppo. Come del resto insegna anche il percorso sin qui compiuto dal “Progetto culturale” che la Cei ha avviato, coinvolgendo le forze vive della Chiesa e della società per una vita sociale più aperta ai valori umani e cristiani. Alcuni temi. Dalla prima edizione del 1907, le Settimane affrontarono temi di notevole rilievo sociale, specialmente in un’epoca in cui i diritti della persona, del lavoratore, delle donne, non erano riconosciuti e tantomeno contemplati a livello legislativo e sindacale. Nelle edizioni fino alla prima guerra mondiale si trattarono infatti argomenti quali il lavoro, la scuola, la condizione della donna, la famiglia. Dal 1927, un ruolo importante nell’organizzazione delle Settimane Sociali fu assunto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, divenuta nel frattempo fucina della cultura cristiana. Purtroppo, a partire dal 1935, ci fu la prima lunga sospensione (dieci anni) dovuta agli attriti con il regime fascista e, quindi, alla seconda guerra mondiale. Nuovo slancio si ebbe nel secondo dopoguerra, mentre il Paese viveva l’avvio della stagione repubblicana e i cattolici presero coscienza della propria rilevanza storica, culturale, ideale e anche numerica. Questa fase fu molto vivace e coincise con l’affermarsi politico della Dc e la diffusione dei valori della dottrina sociale cattolica a livello popolare. Le Settimane proseguirono così fino al 1970, segnando una presenza significativa del cattolicesimo sociale nel Paese. Dal 1991 sino ad oggi. Si deve al Convegno ecclesiale di Loreto del 1985 e alla successiva Nota pastorale della Cei del 1988 (“Ripristino e rinnovamento delle Settimane Sociali dei cattolici italiani”) la ripresa delle Settimane, non più con cadenza annuale ma con la ricerca di un maggiore approfondimento delle tematiche e di una più larga partecipazione. Le edizioni svolte sono state: 1991, a Roma, su “I cattolici italiani e la nuova giovinezza dell’Europa”; 1993, a Torino, su “Identità nazionale, democrazia e bene comune”; 1999, a Napoli, su “Quale società civile per l’Italia di domani?” e quella del 2004, di Bologna, già ricordata. La prossima Settimana declinerà le ragioni del bene comune da cinque punti di vista: globalizzazione, economia, biopolitica, educazione, società. Tra l’altro, avrà anche un orizzonte “continentale”, coinvolgendo delegati delle Chiese e delle realtà culturali europee, a partire dal card. Peter Erdö, arcivescovo di Bucarest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. L’attesa è di una “nuova giovinezza” per le Settimane Sociali dei cattolici, con uno sguardo più ampio sia in senso geografico (oltre i confini italiani), sia in senso storico (oltre i limiti del contingente) recuperando i valori del passato e proiettandoli sul futuro prossimo.
(12 settembre 2007)