Settimana Sociale
“Cristo nostra speranza in Calabria: testimoni di corresponsabilità, per servire questa terra su strade di liberazione”. È stato questo il tema della Settimana Sociale regionale, vissuta in Calabria dal 3 al 5 marzo 2006. All’incontro, organizzato dalla Conferenza episcopale calabrese (Cec) in preparazione al Convegno ecclesiale di Verona, hanno partecipato circa 300 delegati delle 12 diocesi della Regione. “La Chiesa e i cristiani – scrivevano i vescovi calabri nel documento preparatorio della Settimana – hanno il dovere di porsi in prima fila nell’annuncio del Vangelo… Ma questo comporta subito dopo il dovere di denunciare ogni abuso e ingiustizia… Tale denuncia, però, sarà efficace solo se la Chiesa saprà per prima dare l’esempio di una vita alternativa…”. Parole di grande attualità, pensando al “pellegrinaggio penitenziale” compiuto dalla diocesi di Locri-Gerace a Duisburg dopo la strage di ferragosto in cui sono state uccise sei persone originarie della Locride. A don Piero Furci, segretario della Commissione per i problemi sociali e del lavoro della Cec, abbiamo chiesto una riflessione sull’imminente 45ª Settimana Sociale nazionale a partire dalle riflessioni emerse all’incontro regionale.
Quali le riflessioni emerse alla Settimana Sociale regionale?
“La Settimana Sociale regionale è stata la risposta della Chiesa calabrese a quanto suggerito dalla 44ª Settimana nazionale, celebrata a Bologna nel 2004, ossia di vivere un evento simile anche a livello regionale. L’incontro è stato anche sollecitato dalla difficoltà, che molto spesso acquista l’onore della cronaca, di esercitare vera democrazia in Calabria. Incontrandosi, i cristiani calabresi si sono posti l’obiettivo di trovare le risorse necessarie per non piegare la testa davanti ai capricci e agli egoismi dei tanti prepotenti. La Settimana regionale ha cercato di delineare un cammino formativo sullo stile dell’esodo biblico, integrativo di quelli già in atto, che ha come scopo la liberazione dalla dipendenza e dal compromesso. Solo così i cittadini di questa terra potranno essere testimoni di luce e di coraggio”.
Settimana Sociale nazionale e Convegno di Verona sono stati i due “fuochi” dell’appuntamento regionale…
“Dopo la Settimana Sociale di Bologna, le Chiese locali sono state stimolate a preparasi adeguatamente al Convegno di Verona. Per questo motivo, è stato utilizzato nella Settimana Sociale calabrese lo schema della Traccia di riflessione che ha accompagnato il cammino delle Chiese in Italia nella preparazione al 4° Convegno ecclesiale nazionale. Ciò non è stato di ostacolo. In Calabria, infatti, si è cercato di riflettere unitamente sulla democrazia (tema della Settimana di Bologna) e sulla testimonianza (tema del Convegno di Verona). Tutto ciò, tenendo presente, in modo particolare, la questione della cittadinanza. Su questo versante è stata sottolineata l’importanza del bene comune”.
Bene comune: tema di grande attualità, anche pensando alla situazione della Calabria…
“In Calabria sarà, senz’altro, di stimolo la chiarificazione del senso esatto del bene comune che già troviamo ben delineata nei documenti del Concilio Vaticano II, nel magistero della Chiesa, e ribadita nel documento preparatorio alla Settimana Sociale nazionale. Il giorno in cui tutti, in Calabria, ci convertiremo a lavorare per il bene comune, ci sarà la svolta decisiva per il reale sviluppo della Regione”.
Ci sono “segni” di bene comune nel Meridione, in generale, e in Calabria, in particolare?
“I segni più interessanti sono dati dall’esperienza del Progetto Policoro (info: www.progettopolicoro.it, ndr ), che molto umilmente sta stimolando le Chiese a lavorare in rete per sostenere i giovani ad entrare attivamente nel mondo del lavoro. Le esperienze positive, anche se localizzate, sono vissute come bene comune, di tutti. Per tale motivo, dopo 12 anni, questa realtà pastorale viene sempre di più apprezzata e sostenuta, e non solo nell’ambito ecclesiale”.
Cosa “porterà” la Settimana calabrese all’incontro nazionale?
“Anche se non abbiamo affrontato organicamente – eccezion fatta per alcune diocesi – la tematica del bene comune, sicuramente l’esperienza della Settimana Sociale calabrese offrirà all’incontro nazionale una partecipazione attiva e interessata da parte dei delegati diocesani”.
Ci sarà una seconda edizione della Settimana Sociale regionale?
“Probabilmente non sarà immediata. È già fissato, per la primavera del 2009, un Convegno ecclesiale regionale, organizzato dalla Conferenza episcopale calabrese per attualizzare il dopo-Verona. Comunque sia, ci sarà sicuramente l’impegno a stimolare i calabresi ad orientarsi verso il bene comune che è l’unico modo di vincere ogni mafia, vittimismo, sfiducia, rassegnazione: tutti ostacoli alla speranza nella Regione”.
Quale l’augurio per l’appuntamento nazionale?
“Che ci sia tanta profezia e unità, senza mezze parole, nell’argomentare sul bene comune, come attualmente, nel laicato cattolico, si fa per gli altri temi”.
(12 ottobre 2007)