SCIENZA E VITA
In un Manifesto presentato a Roma ieri, 19 gennaio, e contrassegnato dallo slogan “Famiglia 6 priorità”, il FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI (cartello di 42 associazioni) mette nero su bianco le proprie richieste e interpella il mondo politico. Proprio in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo 9 aprile il Forum “chiede ai candidati per il futuro Parlamento di sotto scrivere un impegno su punti chiari, precisi, verificabili”.
Perché “i temi che riguardano la famiglia si afferma nel documento – impongono chiarezza di scelte ed una grande capacità di progettare non solo per il presente, ma anche per il futuro”. Il Forum auspica la crescita di una “nuova soggettività sociale della famiglia”, con politiche che superino definitivamente “le logiche meramente assistenziali e stataliste”, ed individua sei temi fondanti ed urgenti su cui operare. Eccoli in sintesi.
DIRITTO ALLA VITA. Nel Manifesto per le elezioni politiche del 2006 il diritto alla vita è il primo tema. “Occorre affermare, in tutta la sua dimensione antropologica, la priorità politica del valore della vita, collegato con il principio di eguaglianza e con il concetto stesso di democrazia”.
Oggi, “gli scenari inediti aperti dalle nuove conoscenze scientifiche e dalle nuove possibilità tecniche, in rapporto alla moderna dottrina dei diritti umani e alle istanze di libertà e di solidarietà mostrano che quella della vita umana è la nuova questione sociale”. Perciò ai politici viene chiesto “di operare per il riconoscimento della soggettività giuridica dell’essere umano in ogni fase del suo sviluppo”, affinché “il diritto alla vita” sia protetto “dal concepimento al termine naturale”.
Il Forum chiede anche che la legge 40/04 sia salvaguardata da modificazioni peggiorative. Rispetto alla legge 194, invece, “fermo restando il giudizio negativo” si sollecita “un’effettiva tutela sociale della maternità”, nonché una efficace vigilanza “sull’applicazione integrale della ‘parte preventiva’ della stessa legge”. Il Manifesto non trascura, infine, i temi legati alla parte terminale della vita, esprimendo rifiuto per l’eutanasia.
SOGGETTIVITÀ SOCIALE. Ai politici viene rammentata “la valenza sociale e pubblica della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. “La famiglia si legge infatti nel Manifesto – non è una dimensione meramente privata”, come rivendica certa cultura. Occorre “porre l’accento sul soggetto famiglia, come soggetto sociale autonomo, da cui dovrebbero discendere norme di promozione che non abbiano come destinatari i singoli membri del nucleo familiare, ma la famiglia in quanto tale”.
Il Forum chiede inoltre “interventi mirati e selettivi” rivolti alle famiglie segnate dal disagio. “L’applicazione di serie politiche familiari, universali e non assistenziali si afferma – è la migliore forma di prevenzione e di contrasto all’aumento delle situazioni di povertà e di emarginazione”. Proprio a questi fini si rende necessario, inoltre, l’attribuzione di “pieno riconoscimento del ruolo dell’Associazionismo familiare quale soggetto pubblico specifico ed autonomo, da convocare ai diversi ‘tavoli’ di concertazione e di valutazione”.
EDUCAZIONE. “Da troppi anni la scuola è al centro di polemiche e di riforme che hanno diviso il Paese”. Così, secondo il Forum, occorre cercare all’interno del quadro legislativo appena approvato, “quegli aggiustamenti ritenuti necessari e condivisi da tutte le componenti della scuola, che permettano di adeguare le nuove norme alle reali e mutevoli esigenze della società”.
Nel Manifesto viene inoltre sottolineata l’importanza dell'”alleanza educativa” tra scuola e famiglia e ribadita l’opportunità di “garantire l’autonomia costituzionale delle istituzioni scolastiche e raggiungere la piena parità tra scuole statali e non statali”.
LAVORO, FISCO E WELFARE. “La famiglia precede il valore del profitto; il problema attuale è invece che la dimensione economica orientata unicamente ‘al massimo del profitto’ precede e determina quella lavorativa”.
Così il Manifesto invita a restituire al lavoro una dimensione più “umana” e di “conciliazione” con la vita familiare. Tra le urgenze si individuano: un ulteriore ampliamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro; un miglioramento dell’utilizzo del part-time e della legge sui congedi parentali e l’adozione di “misure che non penalizzino il compito genitoriale rispetto alle prospettive di carriera”.
Riguardo alle politiche fiscali il Forum avanza delle proposte “tecniche”, chiedendo sostanzialmente che sia riconosciuta “una diversa capacità contributiva (a parità di reddito) tra chi ha carichi familiari e chi non ne ha”.
Riconoscendo, infine, il welfare come “il crocevia di una serie di temi che implicano la famiglia”, il Forum chiede ai servizi sociali di “porre al centro del proprio interesse la famiglia, i legami familiari, le reti di solidarietà informale, che costituiscono per l’Italia non solo una risorsa, ma un vero e proprio ammortizzatore degli effetti più deleteri di fenomeni di povertà e devianza”.
(20 gennaio 2006)