È mancato il coraggio

SCIENZA E VITA

All’indomani dell’approvazione (il 19 luglio) da parte del Senato della risoluzione che impegna il Governo a sostenere in seno al Consiglio europeo il finanziamento delle “ricerche che non implichino la distruzione di embrioni” e a promuovere la ricerca sulle cellule staminali adulte, è unanime il coro di perplessità e critiche delle associazioni cattoliche impegnate per la difesa della vita e della famiglia.

Tradimento della volontà popolare. “Ferma contrarietà alla risoluzione presentata dall’Unione e approvata ieri (l’altro ieri per chi legge, ndr ) dal Senato, poiché autorizza la sperimentazione sulle cellule staminali prelevate da embrioni crioconservati” viene espressa il 20 luglio dall’associazione Scienza e vita . La definizione di embrioni umani “non impiantabili”, precisa una nota dell’associazione, “è equivoca. Sicuro, invece, è che tali embrioni vengono di fatto distrutti, se utilizzati per la sperimentazione. Così facendo si avallano pratiche contrarie al rispetto della vita umana”.
“Quanto è avvenuto” il 19 luglio al Senato, si legge ancora nel testo, “è inoltre, un grave tradimento del dettato della legge 40/2004, confermata dalla volontà popolare nel referendum del giugno 2005, che vieta esplicitamente la sperimentazione su ciascun embrione umano”.
Scienza e Vita, d’altro canto, “prende atto che la stessa mozione promuove la ricerca sulle cellule staminali adulte, che essa da tempo sostiene”, e “si augura, infine, che, dopo la grave decisione” dell’altro ieri, “nella quale per mancanza di coraggio hanno prevalso gli interessi di partito e di schieramento, riprenda un costruttivo dialogo fondato sulla libertà di coscienza dei parlamentari e sul rispetto della vita di ogni essere umano fin dal concepimento. Nello spirito di quella trasversalità che in passato ha prodotto fecondi risultati”.

Valori non negoziabili. “Il voto” al Senato “ha il sapore del già visto”, quando “trent’anni fa alcuni cattolici di sinistra, pur di far prevalere esigenze di partito e di schieramento, sostennero il fronte abortista con l’uso di parole false e melliflue che promettevano la difesa della vita nascente. Quel che poi è accaduto è sotto gli occhi di tutti”. Non usa mezzi termini Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv) . “Vedremo – afferma – che cosa succederà nel Consiglio europeo dei ministri il prossimo 24 luglio e soprattutto vedremo quanti embrioni saranno distrutti in tutta Europa con i soldi comunitari e quindi anche nostri”.
Secondo il Mpv, “la mozione della maggioranza serve solo a riaffermare limiti già acquisiti”, quali l’utilità della ricerca sulle staminali adulte e il divieto di generazione di embrioni a scopi sperimentali, cosa, quest’ultima, “del resto già vietata dalla Convenzione di Oviedo, ratificata anche dall’Italia”, ma tace sull’unico punto “su cui era invece necessario e urgente pronunciarsi: la sperimentazione distruttiva sugli embrioni congelati. In Europa mancano solo tre voti per costituire la minoranza di blocco e la scelta dell’Italia vale da sola 29 voti”.
“Dispiace che in questa occasione sia venuto meno quel lavoro trasversale più che decennale che aveva fatto prevalere i valori non negoziabili sugli schieramenti e sui partiti” conclude Casini, auspicando che “il ministro Mussi, sull’onda dei segnali raccolti in Parlamento e soprattutto nel Paese reale, il 24 luglio” riporti “l’Italia nella minoranza di blocco”.

Riportare “l’Italia nella minoranza di blocco” fermando “la sperimentazione sugli embrioni” è anche “la speranza” del Forum delle Associazioni familiari. “Anni e anni di lavoro e di pressioni della società civile – osserva il Forum in una nota – avevano portato ad una trasversalità sostanziale di una larga fetta della politica e del Parlamento sui temi non negoziabili come il diritto alla vita e la famiglia. Ora su quella trasversalità sembra tornare a prevalere la logica degli schieramenti che ha portato a una mozione che è stringente su aspetti come la creazione di embrioni per la ricerca che nessuno in Italia e in Europa sostiene più”, e che invece “tace sul ruolo che il nostro Paese avrebbe potuto avere nell’evitare l’inutile e scandaloso uso di esseri umani a fini di sperimentazione”.
“La speranza – afferma ancora il Forum – è che i tanti parlamentari, che pure sono stati tra i protagonisti di quella trasversalità sulle cose che contano e che militano nelle file della maggioranza, ora vogliano far sentire forte la pressione sul ministro Mussi, affinché, nella riunione del Consiglio dei ministri europei del 24 luglio prossimo, riporti l’Italia nella minoranza di blocco e fermi così la sperimentazione sugli embrioni. Dando peraltro seguito alla volontà degli italiani che aveva portato all’inequivocabile risultato del referendum dello scorso anno in cui un solo elettore su cinque si era pronunciato contro la legge 40”.

(20 luglio 2006)