VERSO SYDNEY 2008
“I giorni nelle diocesi, dal 10 al 14 luglio 2008, sono un’opportunità di rinnovamento per la Chiesa locale e danno la possibilità di prepararsi per la settimana della Gmg, permettendo ai pellegrini internazionali e australiani di unirsi nel pellegrinaggio verso Sydney. La Chiesa australiana coglie quest’occasione per coinvolgere l’intera comunità in uno spirito di ospitalità e prega perché il rinnovamento della fede resti a lungo nei cuori della sua gente”. Selina Hasham, responsabile nel Comitato organizzatore della Gmg dei rapporti con le diocesi e le comunità, spiega così al Sir gli scopi, ma anche lo spirito con cui le diocesi australiane si stanno preparando per accogliere i partecipanti alla Gmg. I giovani saranno accolti in famiglia, in scuole, palestre e per loro le diocesi stanno organizzando una serie di attività giornaliere che includono incontri a tema con la comunità cattolica del luogo, attività culturali e visite guidate, preghiera, visite a santuari locali e coinvolgimento in progetti sociali. Non mancheranno momenti tipici del folclore australiano come, per esempio, il classico barbecue in spiaggia o un po’ di surf. Al termine dei giorni nelle diocesi i giovani si trasferiranno a Sydney, dove dal 15 (fino al 20 luglio) parteciperanno al programma della Gmg che ha nella Via Crucis del 18 luglio (venerdì pomeriggio), la veglia del 19 luglio e la messa finale di domenica 20 luglio 2008 con Benedetto XVI i suoi momenti cardine. “Cosa importante da non dimenticare – aggiunge Hasham – è che le iscrizioni ai giorni nelle diocesi vanno fatte contattando direttamente le diocesi, senza passare attraverso il Comitato organizzatore”.
Un paragone. “Molte persone che visitano l’Australia, credono di poter fare colazione a Sydney, poi andare a vedere la barriera corallina nel pomeriggio e magari rientrare per la cena, ma basta vedere la carta geografica e confrontare le dimensioni dell’Australia con quelle dell’Europa o degli Usa per capire questo non è proprio possibile”, afferma Selina. “L’Australia è un continente molto vasto e comprende alcune delle diocesi più estese del mondo. La popolazione è densa lungo le coste e scarsa nelle zone interne. Dalle grandi città costiere ai territori aspri dell’entroterra, tutte le diocesi si stanno mobilitando e stanno mettendo in campo creatività, fantasia, disponibilità, accoglienza e fede”.
Le diocesi in Australia. Secondo i dati forniti dal Comitato organizzatore della Gmg, in Australia i cattolici sono circa il 26% della popolazione, più di 5 milioni. Sono ripartiti in 33 diocesi: tra queste ne sono incluse quattro delle Chiese cattoliche dell’Est (maronita, melchita e ucraina) e una diocesi militare. Molto attive sono sei Chiese dell’Est: armena, caldea, siriana, sira del Malabar, copta e russa. “Tra queste diocesi, quelle nei dintorni di Sydney, come Broken Bay, Parramatta e Wollongong, ci aiuteranno ad ospitare i giovani nella settimana della Gmg – precisa la responsabile – e per questo potranno ricevere solo un numero limitato di pellegrini nei giorni delle diocesi. Molti più giovani saranno accolti a Brisbane e Melbourne, così anche nelle 18 diocesi rurali come Ballarat, Armidale, Darwin e Sandhurst. I giorni precedenti la Gmg potranno essere vissuti anche nelle 6 diocesi della Nuova Zelanda”.
Doni e sfide di una diocesi rurale. Ma cosa devono attendersi quei giovani che scelgono di vivere i giorni antecedenti la Gmg in una diocesi rurale, ovvero in quelle lontane dai principali centri abitati? A spiegarlo è Karen Lunney, responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Sandhurst. “La distanza fornisce degli ostacoli al ministero pastorale, ma offre anche dei vantaggi. Viaggiare per dieci ore su un bus con 40 giovani di ritorno da Sydney, dopo aver partecipato ad un festival sulla giustizia sociale, cementa la fede e l’amicizia. Oppure parlare a Lightning Ridge della Gmg nella chiesa piena di gente… quasi 30 persone, ti fa sentire parte della comunità. A Toowoomba, nell’entroterra del Queensland, il pellegrinaggio della croce della Gmg è stato salutato con speranza perché la gente pregava per la pioggia. La siccità è un grande problema ed è cosa comune deviare lo scarico della lavatrice nel giardino. Per i giovani di queste zone vedere i loro coetanei con una fede viva sarà di aiuto. I nostri doni sono la gente di campagna, l’ospitalità, il paesaggio. I pellegrini che saranno in queste diocesi, oltre a condividere la preghiera, potranno assistere a rodei, cercare pietre preziose, giocare a golf, fare grigliate”. Una giornata tipo in una diocesi rurale? “Al mattino la messa con le famiglie ospitanti, poi uscita o escursione in qualche attrazione locale, pranzo, pomeriggio di condivisione e a sera barbecue con musica dal vivo. Il tutto mentre, magari, vi passa qualche canguro vicino. La gente di qui è entusiasta di vedere arrivare i giovani da tutto il mondo”.
(9 gennaio 2008)