VERSO SYDNEY 2008
A meno di sei mesi dall’inizio della Gmg, la Chiesa australiana allarga sempre più le sue braccia per accogliere le decine di migliaia di giovani che hanno scelto di passare alcuni giorni (10-14 luglio) nelle diocesi locali che, a loro volta stanno allestendo ricchi programmi di accoglienza fatti di preghiera, cultura, folclore e tradizione.
Nel nome della MacKillop. “Il pellegrinaggio è sempre stato faticoso, quello verso l’Australia per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù sarà probabilmente uno dei più faticosi, dei più lunghi ma anche dei più divertenti. Il mio augurio è che questo tempo di permanenza in Australia non sia solo di divertimento ma anche una grande esperienza di gioia”. Mons. Mark Coleridge, arcivescovo di Canberra e Goulburn, dal sito della sua diocesi (300 Km da Sydney) scrive così ai giovani in arrivo a luglio ai quali verranno offerte sia le bellezze paesaggistiche che quelle spirituali del suo territorio. Dalle spiagge della South Coast al parco nazionale di Kosciusko, dal Centro nazionale di scienze naturali e della tecnica al sacrario militare di Rocky Hill, ai giovani ospiti sarà chiesto di camminare lungo i passi della beata australiana Mary MacKillop in luoghi e centri di preghiera appositamente organizzati in diverse località limitrofe Canberra. La figura di Mary MacKillop è proposta anche dalla diocesi di campagna di Bathurst, a 200 Km da Sydney. Il convento delle suore di san Giuseppe a Perthville offrirà agli ospiti la possibilità di conoscere più da vicino la prima beata australiana, nata a Victoria il 15 gennaio del 1842. Dedicò la sua vita all’istruzione specie dei più disagiati e poveri aprendo scuole in tutto il territorio. Morì nel 1909. “Non mancheranno momenti legati alla cultura e alla tradizione dei nostri luoghi – spiega Gabrielle Sinclair, responsabile diocesana per la Gmg -. Bathurst è nota per le sue aziende vinicole, per le grotte, per i giardini”.
Il creato al centro. Riscoprire Dio attraverso la bellezza della natura: è quanto si propongono le diocesi di Cairns (2.680 Km da Sydney) che vanta siti naturalistici come la grande barriera corallina, le piane di Atherton e la foresta pluviale di Daintree, di Geraldton (4.270 Km da Sydney) e di Port Pirie (1.640 Km da Sydney). E che la natura sia un elemento importante nella azione pastorale della diocesi di Cairns lo testimonia la cattedrale di santa Monica al cui interno sono esposte delle vetrate che riproducono la creazione del mondo che non mancheranno, afferma il diacono Matt Ransom, “di affascinare i nostri ospiti che potranno anche godere della tradizionale accoglienza della nostra gente”. Geraldton, a sua volta, è la diocesi più vasta di Australia, e grazie alla presenza di sacerdoti di varia nazionalità conta di ospitare giovani di diversi Paesi. A questi sarà data la possibilità di condividere momenti di incontro e preghiera con una nutrita comunità aborigena che frequenta attivamente la parrocchia del centro città. Uluru (Ayers Rock), spiagge per l’osservazione delle balene, Flinders Ranges, Wilpena Pound, sono invece le principali attrattive della diocesi Port Pirie con i suoi 30mila cattolici (su 167mila abitanti). “Nonostante il suo territorio sia molto vasto (circa 1 milione di Km quadrati) – afferma padre Paul Crotty, della pastorale giovanile diocesana – i suoi fedeli hanno un grande senso di appartenenza alla Chiesa che faranno sperimentare ai giovani che verranno per la Gmg. Potranno conoscere come dal contatto con la natura ma anche con la gente del posto possa germogliare una intensa vita di fede. Il nostro vescovo, mons. Eugene Hurley, sta portando avanti un piano pastorale incentrato sull’Eucarestia e sulla giustizia sociale. Nei giorni delle diocesi a Port Pirie i giovani parteciperanno ad azioni a sfondo sociale”.
C’è anche il surf. A poco più di 4.000 Km da Sydney si trova Bunbury dove dal 1800 si sono alternati preti inglesi, italiani, cingalesi, austriaci, polacchi, belgi e scozzesi. Dato che la maggiorparte della sua popolazione vive sulla costa è il mare a farla da padrone con le sue onde da surf e con luoghi per l’avvistamento dei delfini. “Anche su questo puntiamo – dice Sue Barton, dello staff diocesano per la Gmg – per invitare i giovani nelle giornate precedenti Sydney. Il surf è sicuramente un’attrattiva ma lo coniugheremo con una serie di iniziative di condivisione e di confronto con le comunità locali”. Surf, tuffi, immersioni e cultura aborigena per i giovani internazionali che sceglieranno di sostare nella diocesi di Townsville (2.350 Km da Sydney). Afferma Rachel Grahl, coordinatrice per i giorni nelle diocesi: “Cerchiamo di offrire ai nostri ospiti un misto di fede, arte, natura e sport. La speranza – condivisa anche da tutti gli altri coordinatori delle diocesi australiane – è che le nostre comunità e i nostri giovani possano rinsaldare la loro fede e i loro legami con Cristo. L’Australia ne ha molto bisogno”.
(1 febbraio 2008)