Non solo per far festa

VERSO SYDNEY 2008

“In Australia non solo per fare festa ma essere al servizio del Vangelo”. A quattro mesi da quella che, almeno logisticamente, sarà una delle Gmg più faticose per gli italiani – più di venti ore di volo separano l’Italia da Sydney – don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale Cei per la pastorale giovanile (Snpg), spiega “lo spirito giusto con cui partecipare alla Gmg di Sydney” (15-20 luglio). In occasione della Domenica delle Palme, giorno che la Chiesa dedica ai giovani, il SIR ha incontrato don Anselmi e con lui ha fatto il punto sulla Gmg di Sydney, chi andrà, chi resterà, attese, difficoltà e speranze e anche un appello: “Venite a Sydney, ancora siete in tempo. Sul sito italiano della Gmg – www.gmg2008.it – ci sono tutte le informazioni necessarie”. Si stima che saranno circa 10mila gli italiani che voleranno a Sydney per la Gmg.

Mancano 4 mesi alla Gmg di Sydney e sono diverse migliaia i giovani italiani che andranno. Cosa consiglia loro di mettere, diciamo così, nello zaino spirituale?
“La Gmg è prima di tutto un momento di grazia, un dono, una chiamata di Dio. Il Signore si rivolge a me e mi fa uscire dalla mia terra perché vuole donarmi qualcosa di nuovo. In questo senso credo non possa mancare un atteggiamento di gratitudine e di disponibilità all’amore di Dio”.

Il tema, “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”, dice che sarà una Gmg di annuncio. Cosa si aspetta da Sydney?
“Da queste giornate sia i singoli sia le comunità cristiane ritornano sempre rinvigoriti nella fede, nella speranza e nella carità. Spero che la Gmg possa portare nella Chiesa italiana e australiana la consapevolezza e la voglia di affrontare insieme ai giovani i problemi veri della loro vita e della società. La presenza di Gesù risponde al senso della storia e al senso di ogni singola esistenza, della felicità, dell’amore vero, della vocazione, del dono di sé passando attraverso la concretezza dei problemi quotidiani del lavoro, dell’impegno politico, del perdono in famiglia, del dialogo, del rifiuto del consumismo, dell’aiuto verso i meno fortunati”.

La lunghezza del viaggio e anche il costo spaventano po’ i giovani. Se dovesse lanciare loro un appello per partecipare a Sydney cosa direbbe?
“Rinunciate a una pizza e fate una colletta, organizzate una cena o una festa di autofinanziamento, preparate un mercatino di cose usate, mettete in piedi una raccolta di carta e date il ricavato a qualcuno della comunità cristiana che vi rappresenti, un giovane che si sente chiamato alla Gmg ed è disponibile a sua volta a risparmiare, a metterci la sua parte e a condividere, al ritorno, i doni ricevuti in Australia. Come italiani sentiamo il particolare bisogno di accompagnare Benedetto XVI facendogli sentire il nostro affetto”.

Per i giovani italiani a Sydney avete pensato ad un programma particolare?
“Gli italiani avranno un momento comune cui sono invitati anche i giovani italo-australiani il 16 luglio; sarà una Giornata italiana con la catechesi del card. Bagnasco al mattino e la messa; nel pomeriggio ci sarà una festa basata proprio sull’incontro. A Sydney, con ogni probabilità, il 22 luglio, per coloro che saranno ancora lì, insieme a tutta la comunità italiana, faremo un pellegrinaggio di ringraziamento alla cattedrale di Holy Mary in cui consegneremo al card. Pell una copia della statua della Madonna di Loreto e del crocifisso di San Damiano. Momenti analoghi si celebreranno anche a Melbourne e a Brisbane”.

Cosa si sta pensando per quelli che, restando in Italia, vorranno comunque seguire la Gmg? Ci sono dei programmi diocesani?
“Quasi ogni Regione organizza un evento italiano in contemporanea, sfruttando in vario modo le riprese degli eventi che Sat2000 farà in Australia e arricchendole con la presenza dei vescovi che rimarranno in Italia che doneranno catechesi e presiederanno celebrazioni. Sarà possibile, per chi lo desidera, avere lo stesso Kit degli italiani con l’ormai classico cappello, un poncho coperta, il libro con i testi per le celebrazioni e la possibilità di seguire, attraverso Avvenire e Sir, gli eventi australiani in tempo reale. I raduni si svolgeranno presso i santuari, sulle spiagge, fra le montagne, in città…”

Cosa si attendono in Australia dai giovani italiani?
“Vorranno vedere la nostra fede e capire se, avere la fortuna dal punto di vista religioso di essere in Italia così vicini al Papa, appartenere ad una Chiesa così antica, organizzata e ancora relativamente numerosa, fa la differenza. Ci chiederanno di lasciare loro una spiritualità quotidiana che sappia stare dentro il secolarismo della società australiana senza lasciarsi trascinare ma senza entrare in una guerra che non costruisce nulla. È quello che in fondo cerchiamo anche noi che amiamo il mondo, secolarizzato o no, con l’aiuto dello Spirito Santo”.

(12 marzo 2008)