In nome del piccolo gregge

VERSO SYDNEY 2008

“Le difficoltà sono soprattutto di tipo economico. Il prezzo per i nostri giovani si aggira sui 3mila dollari, una cifra rilevante, apocalittica per un giovane che vive qui. Come Chiesa ci stiamo impegnando per venire incontro alle esigenze dei nostri ragazzi con un contributo di circa 1.000 dollari, ma la somma resta comunque ingente, fuori portata”. Padre Elie Kurzrum, coordinatore insieme al sacerdote giordano Wissam Mansour per la Gmg in Terra Santa, ride quando gli si chiede dei giovani che parteciperanno alla Gmg di Sydney il prossimo luglio. Una risata che vuole allontanare i problemi delle giovani generazioni che stanno crescendo in Terra Santa, terra di conflitti e di divisione. “Non abbiamo molte adesioni. Attualmente il gruppo dei partecipanti è di 46 persone più 4 accompagnatori. Di questi 23 provengono dalla Giordania, 9 dalla Palestina e 14 da Israele”.

Padre Kurzrum, non c’è nessun altro che vi può aiutare nel finanziare questo viaggio?
“Ci stanno aiutando in particolare i Cavalieri del Santo Sepolcro dell’Australia. Si stanno prodigando molto per favorire la nostra partecipazione. Nonostante tutte le difficoltà, la povertà, avremo, anche a Sydney, un gruppo che andrà a rappresentare quel piccolo gregge che sono i cristiani in Terra Santa, oggi circa 350mila. 50 persone sono una buona percentuale, che dice?”.

Quando partirete?
“Partiremo il 5 luglio per Melbourne, dove passeremo i giorni nelle diocesi. Abbiamo da tempo avviato i contatti con il comitato locale della Gmg che ci ha ben accolto e ci sta fornendo ogni collaborazione. Dal 14 al 20 luglio, saremo a Sydney per seguire il programma ufficiale della Gmg. Ripartiremo il 22 alla volta di Amman”.

Il Papa spesso ha ricordato la necessità della preparazione spirituale per la Gmg…
“Non si può parlare certo di preparazione, almeno nel nostro caso. La lista dei partecipanti, infatti, è stata compilata da pochi giorni. Con i partenti ci vedremo un paio di volte per prepararci, ma gli incontri saranno per zone. Comunque i nostri giovani, non solo quelli direttamente coinvolti per Sydney, conoscono la Gmg, seguono dal sito ufficiale e anche attraverso loro amici che vivono all’estero con i quali scambiano idee ed esperienze. A tutti faremo vedere il dvd di presentazione di Sydney. Il tempo non è molto ma dobbiamo fare i conti con quella che è la nostra situazione”.

Con quali speranze partiranno i giovani della Terra Santa?
“Innanzitutto con il desiderio di incontrare giovani cristiani di tutto il mondo e condividere con loro il nostro essere minoranza. Noi non conosciamo molto bene la Chiesa universale e questi eventi, come la Gmg, rappresentano allora momenti privilegiati per sentirsi parte della Chiesa, non soli o peggio abbandonati. Specialmente tra i palestinesi ci sono giovani che forse escono per la prima volta dalla loro zona o dai Territori Occupati. Vedranno cosa c’è oltre il muro. Oltre le tv”.

In che senso?
“L’Occidente non è solo quello che vedono da casa in tv, un mondo materialista e relativista, ma è anche una realtà cristiana dove c’è spazio per ascoltare la loro sofferenza che nasce da un conflitto ultradecennale che non accenna a placarsi. Per questo racconteranno la loro vita segnata dall’occupazione, dalla divisione, dall’insicurezza. E ascoltare della guerra, della morte, dell’odio provocato dalle divisioni servirà anche ai giovani che non vivono direttamente il problema e che non conoscono la realtà della Terra Santa”.

Come crede, invece, che torneranno?
“Cambiati. Più consapevoli dell’urgenza di testimoniare l’esperienza di Chiesa universale nella propria realtà locale. Nelle passate Gmg, io sono stato a Czestochowa, a Parigi, a Toronto, a Roma, ho visto sempre dei giovani tornare cambiati, desiderosi di condividere anche con i loro amici specie quelli che definiamo lontani. La Gmg ha portato anche delle vocazioni. L’ultima ordinazione risale allo scorso anno, un giovane divenuto francescano che aveva preso parte alle Gmg. Ma ci sono giovani che hanno scoperto la loro vocazione a vivere da laici nella società”.

Per i giovani che resteranno a casa state organizzando qualcosa?
“Sarà difficile organizzare eventi paralleli a Sydney sia per il costo sia per il fuso orario. Comunque avremo ampie coperture dai media cristiani, anche in arabo, e quindi potranno vivere la Gmg anche da casa”.

(10 aprile 2008)