A braccia aperte

VERSO SYDNEY 2008

Concludiamo con questo servizio la panoramica sulle diocesi australiane e sui loro preparativi in vista della Gmg (15-20 luglio) e, soprattutto, dei “Days in the dioceses”, i giorni nelle diocesi (10-14 luglio), quando ospiteranno migliaia di giovani internazionali per i quali si stanno approntando programmi incentrati su spiritualità, folclore, sport e divertimento. Notevole la varietà e la creatività messa in campo da tutte le chiese locali in questa particolare gara di accoglienza.

“Benvenuti in Tasmania!”. Così recita il poster del servizio di pastorale giovanile della diocesi di Hobart, in Tasmania, isola posta a circa 240 km a sud rispetto alla parte orientale del continente australiano, a 1.600 Km da Sydney. Sullo sfondo una magnifica baia e foto di scorci incantevoli di quest’isola che punta molto sulla propria bellezza per convincere i giovani pellegrini internazionali a passare lì i giorni nelle diocesi. Non è un caso che l’arcivescovo della diocesi, mons. Adrian L. Doyle, nella sua lettera di invito scriva: “Viviamo in un superbo esempio della creazione di Dio e per questo vogliamo condividere con voi la bellezza delle nostre cascate, delle cime, delle spiagge e delle coste”. Sul piano spirituale Hobart si vanta di essere la seconda diocesi più antica del Paese, con le sue 27 parrocchie e ben 37 scuole cattoliche. Non mancheranno per i giovani ospiti visite a parchi nazionali e riserve con lo scopo di avvistare il famoso “diavolo” della Tasmania.

Con gli aborigeni. Dal Sud al Nord dell’Australia, dove è situata la diocesi, urbana e rurale allo stesso tempo, di Darwin (a 4.050 km da Sydney). Il suo territorio corrisponde a Francia, Italia e Spagna messe insieme. Qui si attendono 1.200 pellegrini internazionali ai quali verrà proposta una vera “full immersion” nella cultura aborigena, depositaria di un grande legame con la terra che risale a decine di migliaia di anni fa. Formata da 19 parrocchie e 17 scuole cattoliche la diocesi, un quarto della sua gente è aborigena. Aborigeni ma anche passeggiate su spiagge incontaminate e dune desertiche, visite ai parchi e riserve naturali faranno parte del programma voluto dalla chiesa locale per i giovani in arrivo.

Tra pinguini e koala. Andy Moore è un veterano delle Gmg, ben tre nel carniere, ed è lui che sta coordinando nella diocesi rurale di Sale, a 1.080 km da Sydney, l’arrivo dei pellegrini nei giorni antecedenti la Gmg (qui dall’l’8 all’11 luglio). Forte delle esperienze delle Gmg passate, Moore, con il suo staff, sta organizzando incontri nelle parrocchie, barbecue serali, escursioni e azioni a sfondo sociale. Tra le possibilità più interessanti offerte agli ospiti in arrivo la visita a Phillip Island, per vedere i pinguini e la colonia di koala più grande di Australia. Dalle diocesi di Broome (5.200 km da Sydney), Rockhampton (1.610 km da Sydney), Toowoomba (1.130 km da Sydney), Wagga Wagga (570 km da Sydney) e Wollongong (80 km da Sydney) non giungono notizie di particolari iniziative.

Una diocesi “tricolore”. Sarà quasi certamente Melbourne (870 km da Sydney), ad accogliere il numero più alto di giovani italiani in viaggio verso Sydney. Si tratta dell’arcidiocesi più vasta d’Australia, con una ricca storia di fede e accoglienza. Suddivisa in 232 parrocchie, ospita 369 preti diocesani, quasi 300 preti di ordini diversi, 200 religiosi e più di 1.300 religiose, ed è sede di 3 seminari per i religiosi e 1 seminario diocesano, il “Corpus Christi College”. 25 mila i giovani attesi da tutto il mondo, e di questi circa tremila saranno italiani. Spiega al SIR il fratello marista Mark O’Connor, amministratore delegato del Comitato di Melbourne per la Gmg: “Ci teniamo molto ad ospitare i giovani italiani anche perché Melbourne è la città australiana con la più grande comunità italiana, circa 80mila persone”. Denso il programma di eventi: “Dai piccoli gruppi di preghiera presso le parrocchie locali ai grandi festeggiamenti in centro, non mancherà l’occasione per ampliare e rafforzare la propria fede in varie maniere”, afferma il vescovo ausiliare della città, mons. Christopher Prowse. “Tutte le mattine le parrocchie organizzeranno incontri, incentrati sul ruolo della Chiesa nella collettività, il che consentirà sia ai residenti sia ai pellegrini in visita di partecipare e di condividere le proprie esperienze di fede. Nel pomeriggio la città sarà teatro di numerosi festeggiamenti di carattere culturale, sportivo e musicale. La sera, infine, sarà dedicata a più ampie manifestazioni di fede e di vita”. Tanti i temi toccati negli incontri: il cardinale honduregno Rodriguez parlerà di solidarietà, il card. Wilfrid Fox Napier, da Durban, si soffermerà sull’Africa e sulla giustizia mentre il card. Walter Kasper guiderà una preghiera con altri leader religiosi per la pace nel mondo. Quest’ultimo, secondo le intenzioni, dovrebbe incontrare esponenti della comunità ebraica locale che raduna il maggior numero dei sopravvissuti all’Olocausto residenti fuori l’Europa.

(18 aprile 2008)