L’Australia è pronta

VERSO SYDNEY 2008

“Che sarà un evento speciale, la prossima Giornata mondiale della Gioventù di Sydney (15-20 luglio), lo si capisce da tante cose, si percepiscono sensazioni di grande emozione, speranza, ma al tempo stesso di attesa”. A parlare al SIR è mons. Anthony Fisher, vescovo ausiliare di Sydney e coordinatore della Gmg che a meno di tre mesi dall’inizio della Giornata traccia un bilancio dei preparativi anche per riportare l’evento nel suo più naturale alveo di fede e religiosità che non di business, come alcuni media hanno fatto nei giorni scorsi parlando dei fondi stanziati dal Governo federale del New South Wales. “Le iscrizioni continuano ad arrivare – dice Fisher – e proprio la scorsa settimana sono stati scelti gli attori per la Via Crucis. Gesù sarà impersonato da un australiano di origine italiana, Alfio Stuto. Sono state presentate le uniformi per i volontari, si lavora tanto ed ogni giorno si vedono i risultati. C’e’ un impegno costante da parte di tutti e in particolare dei volontari che sono 6000, ma stiamo continuando a cercare perché in quei giorni ci sarà una grande necessità. Confidiamo sulle adesioni di giovani internazionali. A tutti è richiesto di parlare una seconda lingua”.

Per favorire l’accoglienza dei giovani nelle famiglie di Sydney avete lanciato la campagna “Homestay”. Che risposta sta dando la città all’invito di aprire le porte?
“Anche qui le iscrizioni continuano ad affluire: al momento sono arrivate a quota 17mila, ma il nostro intento è arrivare a 40mila. Ritengo che sia una bella esperienza per i giovani che potranno stare a contatto con le famiglie. Lo stesso sarà per le famiglie”.

Come sta reagendo Sydney davanti a quello che si dice sarà il più grande raduno giovanile nella storia di Australia?
“Io credo che la città non si sia ancora resa bene conto della portata della Gmg. Si tratta di una sfida continua: penso ai trasporti, data la vastità di Sydney. Per fortuna nella settimana della Gmg le scuole saranno chiuse e i trasporti saranno potenziati”.

È per questo che si avverte una certa freddezza da parte dei media verso la Gmg?
“Sì è vero, c’e’ un clima negativo dovuto al fatto che Sydney, pur essendo una città internazionale, non è abituata ai grandi eventi come Roma o Parigi. Penso che il temperamento degli australiani sia particolare, perché da un lato c’è attesa e dall’altro paura, dovuta al fatto che siamo una nazione giovane. Comunque sono fiducioso, anche per le Olimpiadi la stampa era pessimista, poi invece la gente si rivelò entusiasta. Sono sicuro che i cittadini di Sydney se ne renderanno conto solo quando vedranno per strada tutti questi giovani e poi li ameranno”.

Si è molto parlato dei guadagni economici che la Gmg porterà al Paese, ma sul piano spirituale?
“Questo Paese è famoso per la sua tranquillità e la sua democrazia, ma ogni generazione ha bisogno di valori diversi, nuovi. L’attuale è un momento molto importante per l’economia australiana e lo stesso introito finanziario, come i benefici sociali e religiosi, non si percepiranno immediatamente ma solo in futuro. Sono certo che il fuoco della fede che porteranno i giovani si avvertirà solo più avanti e porterà nuovi frutti anche ai giovani australiani”.

La Gmg è aperta a tutti e lei stesso ha invitato delegazioni di giovani ebrei e musulmani. Sarà una Gmg nel segno del dialogo ecumenico ed interreligioso?
“Nell’incontro con i rappresentanti delle altre chiese e religioni presenti a Sydney, tutti hanno risposto con entusiasmo all’invito. Sia ebrei che musulmani metteranno a disposizione le loro scuole e alloggi e prenderanno parte al Youth festival. A loro si aggiungeranno anche buddisti e protestanti. Non dobbiamo dimenticare che questo Paese ha una base multi culturale e multi religiosa. Inoltre penso che potrà essere anche una bella occasione per un possibile meeting tra i vari rappresentanti religiosi”.

Che ruolo avranno gli aborigeni? Recentemente il Governo australiano ha chiesto loro scusa per le discriminazioni subite…
“La comunità aborigena, con la sua cultura, darà un’impronta significativa alla Gmg: dalle casule, ai crocefissi, tutto ricorderà i primi abitanti di questa terra. Nella cerimonia di apertura, nella baia dell’Harbour Brigde, il Papa sarà accolto da danze tribali. Ma oltre agli aborigeni, saranno presenti anche indigeni di Figij e Samoa”.

Sono annunciati anche giovani provenienti dai paesi in guerra…
“A Sydney ci saranno giovani da terre martoriate, come l’Iraq. Addirittura per facilitare la venuta qui di un gruppo di giovani iracheni, troppo poveri per finanziarsi il viaggio, abbiamo chiesto e ottenuto dal governo americano una sponsorizzazione. Un gesto di pace. Con loro ci saranno anche un centinaio di giovani della comunità cristiana caldea di Sydney. Proprio grazie alla loro presenza, unita a quella di altri giovani mediorientali, la messa finale sarà predisposta anche in arabo”.

a cura di Francesca Baldini – Sydney

(24 aprile 2008)