GMG 2008
“C’è un grande bisogno di annunciare Cristo nel mondo, la gioia del Vangelo, come ricorda il Papa, e questa Giornata sicuramente coinciderà con una ripartenza nella missionarietà, soprattutto dei giovani ai giovani”. È quanto ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, incontrando martedì 15 luglio a Sydney i giornalisti dei mass media italiani che seguono la Gmg (cfr SIR Quotidiano su www.agensir.it).
Gmg, non solo entusiasmo. “Ventitré anni di storia – ha spiegato Bagnasco ai giornalisti – hanno confermato che la Giornata mondiale della gioventù non è solo un momento di grande entusiasmo. Questi eventi hanno una forte ricaduta positiva sulla vita dei giovani, dei gruppi e delle comunità, e di conseguenza anche delle Chiese locali”. Il cardinale ha sottolineato “la continuità sorprendente che la Giornata mondiale della gioventù, sin dalla splendida intuizione di Giovanni Paolo II che l’ha voluta, ha sui giovani poiché lascia valori che si ripercuotono nel tempo nelle loro vite. Una forza propositiva – ha aggiunto – che si esplica nella vita di tutti i giorni ed anche nella Chiesa”.
Significativa presenza italiana. “I giovani oggi cercano verità alte, non hanno paura di grandi ideali, devono saperli proporre ai loro coetanei con semplicità ma con convinzione”, aveva detto domenica 13 luglio il presidente della Cei, celebrando una messa presso la parrocchia della Sacra Famiglia nelle isole Mauritius, dove il volo che lo portava a Sydney per la Gmg aveva fatto uno scalo tecnico. Nel corso del rito, concelebrato con 16 vescovi, il cardinale ha anche esortato “i cristiani”, riferendosi al Vangelo del giorno, “a prendere posizione coniugando verità e carità”. Nel volo con Bagnasco c’erano anche 300 giovani provenienti dalle Marche e dalla Lombardia. “La massiccia presenza italiana a Sydney – ha detto il card. Bagnasco ai giornalisti – è il segno significativo, data la distanza, dell’entusiasmo tipico dei nostri giovani connazionali. La loro gioia non è superficiale ed evidenzia un mondo di valori forti e autentici. Ho visto una città in cui l’aria si sta scaldando in vista dell’arrivo di Benedetto XVI”.
La Chiesa vicina ai ragazzi. “La vita dei giovani è attraversata da due principali insicurezze: la prima legata alla loro vita interiore, la seconda alle condizioni economiche e sociali del contesto in cui vivono”, ha detto ancora il presidente della Cei. “La Chiesa – ha spiegato – cerca di essere maternamente vicina ai ragazzi e li aiuta a sciogliere i propri dubbi indicando la strada della fede e la bellezza dei valori fondamentali. Ma cerca di aiutarli anche su un altro versante, chiedendo alle istituzioni e ai governi d’impegnarsi di più nel dare quelle garanzie e sicurezze che possano permettere ai giovani di programmare il proprio futuro”.
La politica, un impegno per il bene pubblico. Il cardinale ha poi allargato la riflessione alla politica, che se riuscisse ad avere maggiore “autorevolezza” e “credibilità” appassionerebbe i giovani nell’impegno per il bene pubblico. “La politica – ha detto – dovrebbe far capire ai giovani che occuparsi della cosa pubblica è un valore alto e arduo per il quale è però un bene spendersi”. I giovani devono però poter contare su “un lavoro”, su “una casa” che consentano loro di poter alimentare prospettive di crescita. L’Australia, che oggi ospita migliaia di giovani italiani, in passato ha accolto tanti connazionali: il card. Bagnasco ha dunque riflettuto sul tema delle migrazioni, ricordando “che lo stile di accoglienza e solidarietà fa parte del dna del nostro popolo” e anche oggi “non deve certamente venire meno”, anche se non vanno ignorate “le giuste esigenze di sicurezza, conoscenza reciproca e rispetto delle leggi”.
Il mondo va rispettato. A una domanda su cosa la Chiesa propone ai giovani per sensibilizzarli sui temi della salvaguardia del creato, il presidente della Cei ha ricordato che “il mondo è il giardino che Dio ha costruito per l’umanità” e, come ogni casa in cui si viene ospitati, “dev’essere rispettato”. “Non si può vivere sempre sopra le righe. Le ricchezze della terra – ha detto – non sono inesauribili e anche le energie hanno dei confini, dei limiti che devono essere rispettati”. “Da un lato – ha ammonito – è giusto far fronte alle esigenze della civiltà e della tecnologia, dall’altro occorre rispettare i limiti e le risorse della natura, anche recuperando uno stile di vita più sobrio ed essenziale”. “La scienza – ha concluso – trovi forme di energia adeguate per l’umanità, fatta però salva la sobrietà di vita”.
Il “caso Englaro” . Da una parte “viviamo un sentimento di condivisione e partecipazione per una situazione di grande sofferenza”; dall’altra “non possiamo tacere che questo è un momento molto delicato, e persino drammatico se si dovesse arrivare a consumare una vita per una sentenza”. Interrogato dai giornalisti, così ha risposto il presidente della Cei, a proposito della sentenza emessa nei giorni scorsi, con la quale i giudici autorizzano il padre di Eluana Englaro a ottenere l’interruzione del trattamento d’idratazione e alimentazione che permette alla figlia, in coma vegetativo persistente da sedici anni, di continuare a vivere. “Togliere idratazione e nutrimento”, ha aggiunto il cardinale, “è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno”; viviamo pertanto “un momento che deve far preoccupare e riflettere tutte le persone di buona volontà”.
(16 luglio 2008)