Da un giorno all’altro

GMG 2008

La comunicazione tra i volti – 16 luglio

Non può essere un caso che, alla vigilia della Gmg, sia stata annunciata in Francia la beatificazione di due sposi che, tra i nove figli, annoverano un dottore della Chiesa, la patrona delle missioni, una dei dieci patroni di questa stessa Gmg.
Lei è santa Teresina, Teresa di Lisieux, Teresa del Bambino Gesù, la piccola carmelitana scalza. Loro, i suoi genitori che verranno proclamati beati il 19 ottobre, Giornata mondiale delle missioni, sono Zelia Guérin e Louis Martin.
Nella storia non scritta da mani d’uomo tutto ha significato e quello che sembra di poter cogliere nell’annuncio della beatificazione di un padre e di una madre, è l’immenso valore del dialogo sull’essenziale tra le generazioni.
Una comunicazione da tempo difficile se non interrotta. Benedetto XVI esprime sovente la sua preoccupazione per questa frattura e richiama con insistenza la questione educativa. Quando parla ai giovani invitandoli alla missione tra i coetanei perché gli adulti non sembrano più all’altezza del compito, prende atto di un diffuso pessimismo ma non si rassegna e propone un percorso alternativo alla rinuncia.
Oggi festa della Beata Vergine del Carmelo – anche questo non è casuale – l’annuncio della beatificazione dei genitori della piccola Teresa, rilancia la bellezza e l’efficacia della comunicazione tra i volti oltre il tempo, oltre lo spazio.


Il “grande sconosciuto” – 15 luglio

Come si muoverà nelle giornate di Sydney il “grande sconosciuto”, che Benedetto XVI richiama nel messaggio ai giovani per la Gmg2008? In una società che riconosce solo chi ha carte e timbri in regola come si potrà riconoscere un “sans papiers” qual è lo Spirito Santo? Il Papa ha un bel coraggio a provocare soprattutto i giovani su questa presenza invisibile, a metterli davanti a domande che non vengono poste in nessuna scuola, in nessuna università, in nessun esame di Stato, in nessun colloquio di lavoro.
Chi è dunque il “grande sconosciuto” che proprio oggi all’inizio ufficiale della Gmg é l’ospite d’onore? Come risponderanno i giovani della Sydney australiana e delle mille Sydney accese in tutto il mondo?
È ancora Benedetto XVI a proporre la risposta richiamando alla mente gli apostoli che erano al Cenacolo, ricordando quell’agitato e agitatore di nome Paolo di cui si celebra il bimillenario della nascita e, infine, indicando coloro che hanno seguito e seguono nella vita di tutti i giorni le orme di Gesù di Nazareth.
Uomini e donne che nella storia hanno incontrato e incontrano il “grande sconosciuto”, una presenza che ha inquietato e inquieta le coscienze, che si sente a suo agio con coloro che, mendicanti della verità, non smettono di farsi e di fare domande. Di cercare risposte che non deludono. Come i giovani della Gmg che oggi si accende.


Il Cenacolo universale – 14 luglio

L’immagine, anzi la realtà del Cenacolo che Benedetto XVI richiama fin dal messaggio per la XXIII Giornata mondiale della gioventù sta prendendo forma e sostanza a Sydney e in moltissimi altri luoghi.
Lo confermano le parole, le immagini, le voci che già si rincorrono sulla carta, sulle autostrade informatiche, sulle onde radio.
“A questa icona della Chiesa nascente – scrive il Papa – ogni comunità cristiana deve costantemente ispirarsi. La fecondità apostolica e missionaria non è principalmente il risultato di programmi e metodi pastorali sapientemente elaborati ed «efficienti» ma è frutto dell’incessante preghiera comunitaria”.
Per una cultura dell’efficienza e del pragmatismo le parole potrebbero suonare del tutto astratte. Non però per i giovani i cui sogni e progetti non sono chiusi nella gabbia della mediocrità.
Arrivare a Sydney da tutto il mondo e vivere Sydney negli angoli più sperduti del mondo è il grande sogno che si sta avverando, non una fuga dalla realtà ma un’immersione totale nella storia, un’espressione della volontà condivisa di contribuire alla costruzione di un mondo dove tutti possano vivere con dignità e speranza.
Le prime voci che si levano dall’Australia e dagli altri continenti stanno confermando l’icona di un Cenacolo universale in cui le nuove generazioni sostano insieme con il successore di Pietro. Pronti, sempre insieme, a riprendere il largo.


La risposta di Agostino – 13 luglio

“Dove possiamo cercare risposte?”. La domanda che Benedetto XVI ha rivolto oggi al suo arrivo a Sydney va dritta all’essenziale e mette in moto il cuore e la mente dei giovani che in Australia e in tutto il mondo stanno vivendo un’esperienza che Giovanni Paolo II ha lasciato loro come uno dei suoi doni più belli e impegnativi.
La domanda di Benedetto XVI attraversa, come il vento, i paesaggi giovanili cattolici ma va oltre, arriva a uomini e donne di confessioni cristiane, religioni e culture diverse. Non è il vento di burrasca che tutto scompiglia in superficie ma è il vento dell’alba o della sera che entra nella profondità del pensiero e lo libera dal conformismo. L’interrogativo del Papa è per l’umanità intera che anche in questo momento storico esprime, spesso con sofferenza, il desiderio di libertà, di giustizia e di felicità.
Il Papa è preoccupato al punto di dire: “Molti giovani mancano di speranza”. Tuttavia, se con queste parole conferma un sano realismo non esita con altre a indicare la risposta citando Agostino, un suo grande amico e maestro: “Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo”. Non una ricetta, non una parola d’ordine, non uno slogan ma un appello: cercare, cercare la verità, cercare il Volto della verità. Occorre salire in quota per incontrarla e per raggiungere “le mete per le quali vale veramente la pena di vivere”.