Sabato 09 Maggio 2009

La diretta di Agensir.it

18:31 – PAPA IN GIORDANIA: VESPRI CATTEDRALE GRECO-MELKITA DI S. GIORGIO AD AMMAN

“L’antico tesoro vivente delle tradizioni delle Chiese orientali arricchisce la Chiesa universale e non deve mai essere inteso semplicemente come oggetto da custodire passivamente. Tutti i cristiani sono chiamati a rispondere attivamente al mandato di Dio – come San Giorgio ha fatto in modo drammatico secondo il racconto popolare – per portare gli altri a conoscerlo e ad amarlo”. Lo ha affermato Benedetto XVI celebrando i Vespri nella cattedrale greco-melchita di San Giorgio ad Amman, il 9 maggio. “La pubblica dimostrazione della vostra fede cristiana – ha aggiunto – non è certamente ristretta alla sollecitudine spirituale che avete l’uno per l’altro e per la vostra gente, per quanto essenziale ciò sia. Ma le vostre numerose iniziative di universale carità si estendono a tutti i giordani – musulmani e di altre religioni – ed anche al vasto numero di rifugiati che questo regno accoglie così generosamente”. Tra le attività il Papa ha ricordato: “Dagli asili infantili ai luoghi di istruzione superiore, dagli orfanotrofi alle case per anziani, dal lavoro con i rifugiati all’accademia di musica, alle cliniche mediche e agli ospedali, al dialogo interreligioso e alle iniziative culturali, la vostra presenza in questa società è un meraviglioso segno della speranza che ci qualifica come cristiani”. (segue)

12:32 – PAPA IN GIORDANIA: ALLA MOSCHEA AL-HUSSEIN BIN TALAL DI AMMAN (2)

Secondo il Papa, “musulmani e cristiani, proprio a causa del peso della nostra storia comune così spesso segnata da incomprensioni, devono oggi impegnarsi per essere individuati e riconosciuti come adoratori di Dio fedeli alla preghiera, desiderosi di comportarsi e vivere secondo le disposizioni dell’Onnipotente, misericordiosi e compassionevoli, coerenti nel dare testimonianza di tutto ciò che è giusto e buono, sempre memori della comune origine e dignità di ogni persona umana, che resta al vertice del disegno creatore di Dio per il mondo e per la storia”. Anzi, “l’adesione genuina alla religione – lungi dal restringere le nostre menti – amplia gli orizzonti della comprensione umana. Ciò protegge la società civile dagli eccessi di un ego ingovernabile, che tende ad assolutizzare il finito e ad eclissare l’infinito; fa sì che la libertà sia esercitata in sinergia con la verità, ed arricchisce la cultura con la conoscenza di ciò che riguarda tutto ciò che è vero, buono e bello”. “Insieme, cristiani e musulmani – conclude – sono sospinti a cercare tutto ciò che è giusto e retto. Siamo impegnati ad oltrepassare i nostri interessi particolari e ad incoraggiare gli altri, particolarmente gli amministratori e i leader sociali, a fare lo stesso al fine di assaporare la soddisfazione profonda di servire il bene comune, anche a spese personali.

12:31 – PAPA IN GIORDANIA: ALLA MOSCHEA AL-HUSSEIN BIN TALAL DI AMMAN

“Non possiamo non essere preoccupati per il fatto che oggi, con insistenza crescente, alcuni ritengono che la religione fallisca nella sua pretesa di essere, per sua natura, costruttrice di unità e di armonia, un’espressione di comunione fra persone e con Dio. Di fatto, alcuni asseriscono che la religione è necessariamente una causa di divisione nel nostro mondo; e per tale ragione affermano che quanto minor attenzione vien data alla religione nella sfera pubblica, tanto meglio è. Certamente, il contrasto di tensioni e divisioni fra seguaci di differenti tradizioni religiose, purtroppo, non può essere negato”. Lo ha detto il Papa, il 9 maggio, alla Moschea Al-Hussein Bin Talal di Amman dove ha incontrato i capi religiosi musulmani, il corpo diplomatico e i rettori delle Università giordane. Tuttavia, ha aggiunto, “non si dà anche il caso che spesso sia la manipolazione ideologica della religione, talvolta a scopi politici, il catalizzatore reale delle tensioni e delle divisioni e non di rado anche delle violenze nella società? A fronte di tale situazione, in cui gli oppositori della religione cercano non semplicemente di tacitarne la voce ma di sostituirla con la loro, il bisogno che i credenti siano fedeli ai loro principi e alle loro credenze è sentito in modo quanto mai acuto”. (segue)

11:02 – PAPA IN GIORDANIA: BENEDIZIONE DELLA PRIMA PIETRA DELL’UNIVERSITÀ DI MADABA (2)

La scienza e la tecnologia, infatti, ha osservato Benedetto XVI, “offrono benefici straordinari alla società ed hanno migliorato grandemente la qualità della vita di molti esseri umani. Senza dubbio questa è una delle speranze di quanti promuovono questa Università, il cui motto è Sapientia et Scientia”. Allo stesso tempo, ha poi sottolineato il Pontefice, “la scienza ha i suoi limiti. Non può dar risposta a tutte le questioni riguardanti l’uomo e la sua esistenza. In realtà, la persona umana, il suo posto e il suo scopo nell’universo non può essere contenuto all’interno dei confini della scienza”. Insomma, “l’uso della conoscenza scientifica abbisogna della luce orientatrice della sapienza etica. Tale sapienza ha ispirato il giuramento di Ippocrate, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, la Convenzione di Ginevra ed altri lodevoli codici internazionali di comportamento”. Pertanto, ha concluso, “la sapienza religiosa ed etica, rispondendo alle questioni sul senso e sul valore, giocano un ruolo centrale nella formazione professionale. Conseguentemente, quelle università dove la ricerca della verità va di pari passo con la ricerca di quanto è buono e nobile offrono un servizio indispensabile alla società”.

11:01 – PAPA IN GIORDANIA: BENEDIZIONE DELLA PRIMA PIETRA DELL’UNIVERSITÀ DI MADABA

“La fede in Dio non sopprime la ricerca della verità; al contrario l’incoraggia”. Lo ha detto Benedetto XVI, il 9 maggio, in occasione della benedizione della prima pietra dell’Università del Patriarcato latino di Madaba. “Ovviamente – ha aggiunto – la religione, come la scienza e la tecnologia, come la filosofia ed ogni espressione della nostra ricerca della verità, possono corrompersi”. Di più: “La religione viene sfigurata quando viene costretta a servire l’ignoranza e il pregiudizio, il disprezzo, la violenza e l’abuso. Qui non vediamo soltanto la perversione della religione, ma anche la corruzione della libertà umana, il restringersi e l’obnubilarsi della mente”. Evidentemente, secondo il Papa, “un simile risultato non è inevitabile. Senza dubbio, quando promuoviamo l’educazione proclamiamo la nostra fiducia nel dono della libertà. Il cuore umano può essere indurito da un ambiente ristretto, da interessi e da passioni. Ma ogni persona è anche chiamata alla saggezza e all’integrità, alla scelta basilare e più importante di tutte del bene sul male, della verità sulla disonestà, e può essere sostenuta in tale compito”. La fede matura in Dio, ha proseguito, “serve grandemente per guidare l’acquisizione e la giusta applicazione della conoscenza”. (segue)

09:51 – PAPA IN GIORDANIA: VISITA ALLA BASILICA DEL MEMORIALE DI MOSÈ (MONTE NEBO)

Dall’alto del Monte Nebo, la Chiesa contempla il suo pellegrinaggio terreno verso la salvezza promessa da Cristo e ricorda il suo “inseparabile legame” con il popolo ebreo. Benedetto XVI lo ha affermato il 9 maggio, visitando l’antica Basilica del Memoriale di Mosè. “Sin dagli inizi – ha detto il Papa – la Chiesa in queste terre ha commemorato nella propria liturgia le grandi figure dell’Antico Testamento, quale segno del suo profondo apprezzamento per l’unità dei due Testamenti. Possa l’odierno nostro incontro ispirare in noi un rinnovato amore per il canone della Sacra Scrittura ed il desiderio di superare ogni ostacolo che si frappone alla riconciliazione fra Cristiani ed Ebrei, nel rispetto reciproco e nella cooperazione al servizio di quella pace alla quale la Parola di Dio ci chiama!”. “La memoria di Mosè – ha aggiunto – ci invita ad ‘innalzare gli occhi’ per abbracciare con gratitudine non soltanto le opere meravigliose di Dio nel passato, ma anche a guardare con fede e speranza al futuro che egli ha in serbo per noi e per il mondo intero. Come Mosè, anche noi siamo stati chiamati per nome, invitati ad intraprendere un quotidiano esodo dal peccato e dalla schiavitù verso la vita e la libertà, e ci vien data un’incrollabile promessa per guidare il nostro cammino”.