La diretta di Agensir.it
18:12 – L’OSSERVATORE ROMANO: PAPA IN TERRA SANTA, “UN VIAGGIO DI FEDE”
“Di un avvenimento così importante e così ricco di temi come il pellegrinaggio in Terra Santa del Papa sono ovviamente possibili tante letture. Comprese quelle parziali, interessate o persino distorte già avanzate da molti media, in un contesto intricato ed esplosivo come quello del Vicino e Medio Oriente”: si apre con queste parole l’editoriale su “L’Osservatore Romano” di questa sera a sigla del direttore Giovanni Maria Vian, dal titolo “Un viaggio di fede”. Nel testo si sottolinea che il Papa si è definito un “pellegrino” che compie appunto “un viaggio di fede” nei luoghi della terra promessa. L’intento religioso del viaggio “chiede di essere compreso in quanto tale e rispettato. Anche in una regione dove le contraddizioni sono tante, per riprendere un’espressione pronunciata dal custode di Terra Santa che ha accolto il Papa in un luogo semplice e denso di storia sacra come il Cenacolo”. Vian sottolinea poi che “questa finalità religiosa ha dunque anche un’evidente dimensione politica, perché comporta una volontà di amicizia verso tutti, in particolare nei confronti del popolo ebraico e dei fedeli musulmani. Ma senza dimenticare che la Chiesa è una forza spirituale e non un potere politico, come ha detto con chiarezza Benedetto XVI”.
16:23 – PAPA IN ISRAELE: MESSA VALLE DI JOSAFAT, “PROMUOVERE CULTURA DELLA RICONCILIAZIONE” (2)
Gerusalemme, per il Papa, “è sempre stata una città nelle cui vie risuonano lingue diverse, le cui pietre sono calpestate da popoli di ogni razza e lingua, le cui mura sono un simbolo della cura provvidente di Dio per l’intera famiglia umana”. Di qui l’ammonimento di Benedetto XVI: “Come un microcosmo del nostro mondo globalizzato, questa città, se deve vivere la sua vocazione universale, deve essere un luogo che insegna l’universalità, il rispetto per gli altri, il dialogo e la vicendevole comprensione; un luogo dove il pregiudizio, l’ignoranza e la paura che li alimenta, siano superati dall’onestà, dall’integrità e dalla ricerca della pace. Non dovrebbe esservi posto tra queste mura per la chiusura, la discriminazione, la violenza e l’ingiustizia”. Quanto ai “luoghi santificati dalla presenza di Cristo”, Benedetto XVI ha auspicato che siano per i cristiani in Terra Santa, ma anche per i “pellegrini di ogni parte del mondo”, un’opportunità per continuare, “giorno dopo giorno, a ‘vedere e credere’ nei segni della provvidenza di Dio e della sua inesauribile misericordia, ad ‘ascoltare’ con rinnovata fede e speranza le consolanti parole della predicazione apostolica e a ‘toccare’ le sorgenti della grazia” per testimoniare agli altri “la libertà nata dal perdono, la luce interiore e la pace che possono portare salvezza e speranza anche nelle più oscure realtà umane”.
16:22 – PAPA IN ISRAELE: MESSA VALLE DI JOSAFAT, “PROMUOVERE CULTURA DELLA RICONCILIAZIONE”
Gli ebrei, i cristiani e i musulmani “devono essere i primi a promuovere” la “cultura della riconciliazione e della pace, per quanto lento possa essere il processo e gravoso il peso dei ricordi passati”. E’ il grande compito affidato oggi dal Papa ai “credenti in un Dio misericordia”, nella Messa nella Valle di Josafat, sotto il Monte degli Ulivi, luogo “dove nostro Signore pregò e soffrì, dove pianse per amore di questa città e per il desiderio che essa potesse conoscere la vita della pace”. Parlando della città “sacra ai seguaci delle tre grandi religioni”, Benedetto XVI si è soffermato sulla “universale vocazione di Gerusalemme”, definita “un fatto indiscutibile, una realtà irrevocabile fondata nella storia complessa di questa città e del suo popolo”. “Ebrei, musulmani e cristiani qualificano insieme questa città come loro patria spirituale”, ha ricordato il Pontefice, evidenziando “quanto bisogna ancora fare per renderla veramente una ‘città della pace’ per tutti i popoli, dove tutti possono venire in pellegrinaggio alla ricerca di Dio, e per ascoltarne la voce”. (segue)
16:20 – PAPA IN ISRAELE: MESSA VALLE DI JOSAFAT, PACE “MINACCIATA” DA EGOISMO, CONFLITTO E DIVISIONE
A Gerusalemme, Città Santa “dove la vita ha sconfitto la morte”, “la speranza continua a combattere la disperazione, la frustrazione e il cinismo, mentre la pace, che è dono e chiamata di Dio, continua ad essere minacciata dall’egoismo, dal conflitto, dalla divisione e dal peso delle passate offese”. E’ l’analisi del Papa, che nell’omelia della Messa nella Valle di Josafat ha trattato il tema della speranza come “visione che spinge tutti coloro che amano questa Gerusalemme terrestre a vederla come una profezia e una promessa di quella universale riconciliazione e pace che Dio desidera per tutta l’umana famiglia”. “Purtroppo, sotto le mura di questa stessa Città le parole di Benedetto XVI – noi siamo anche portati a considerare quanto lontano sia il nostro mondo dal compimento di quella profezia e promessa”. Per questa ragione, “la comunità cristiana in questa città che ha visto la risurrezione di Cristo e l’effusione dello Spirito deve fare tutto il possibile per conservare la speranza donata dal Vangelo, tenendo in gran conto il pegno della vittoria definitiva di Cristo sul peccato e sulla morte, testimoniando la forza del perdono e manifestando la natura più profonda della Chiesa quale segno e sacramento di una umanità riconciliata, rinnovata e resa una in Cristo, il nuovo Adamo”.
16:19 – PAPA IN ISRAELE: MESSA VALLE DI JOSAFAT, “NON SIETE DIMENTICATI” (2)
Nella parte finale dell’omelia, Benedetto XVI ha fatto cenno alla “tragica realtà della partenza di così numerosi membri della comunità cristiana negli anni recenti”, definita “fonte di preoccupazione per tutti coloro che amano questa città e questa terra”. “Benché ragioni comprensibili portino molti, specialmente giovani, ad emigrare ha detto il Santo Padre – questa decisione reca con sé come conseguenza un grande impoverimento culturale e spirituale della città”. “Nella Terra Santa c’è posto per tutti!”, ha ribadito il Papa, che ha rivolto un appello alle autorità “a rispettare e sostenere la presenza cristiana” e ha assicurato alla comunità cattolica locale “la solidarietà, l’amore e il sostegno di tutta la Chiesa e della Santa Sede”.
16:18 – PAPA IN ISRAELE: MESSA VALLE DI JOSAFAT, “NON SIETE DIMENTICATI”
“Spero che la mia presenza qui sia un segno che voi non siete dimenticati, che la vostra perseverante presenza e testimonianza sono di fatto preziose agli occhi di Dio e sono una componente del futuro di queste terre”. Con queste parole il Papa si è rivolto ai cristiani della Terra Santa, nell’omelia della Messa nella Valle di Josafat, culmine della tappa israeliana del viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa. Dopo aver riconosciuto “le difficoltà, la frustrazione, la pena e la sofferenza che tanti tra voi hanno subito in conseguenza dei conflitti che hanno afflitto queste terre, ed anche le amare esperienze che molte delle vostre famiglie hanno conosciuto e Dio non lo permetta possono ancora conoscere”, il Pontefice si è soffermato sul compito importante che devono assumersi coloro che sono “collegati in una ininterrotta linea con quei primi discepoli”. “Proprio a causa delle vostre profonde radici in questi luoghi, la vostra antica e forte cultura cristiana, e la vostra perdurante fiducia nelle promesse di Dio le parole di Benedetto XVI – voi cristiani della Terra Santa, siete chiamati a servire non solo come un faro di fede per la Chiesa universale, ma anche come lievito di armonia, saggezza ed equilibrio nella vita di una società che tradizionalmente è stata, e continua ad essere, pluralistica, multietnica e multi religiosa”. (segue)
14:40 – PAPA IN ISRAELE: RABBI YONA METZGER AL PAPA, “GRATI PER PAROLE SULL’ANTISEMITISMO”
La “gratitudine” del Gran Rabbinato di Israele al Papa per le sue dichiarazioni a proposito dell’Olocausto e dell’antisemitismo. “E’ con questi sentimenti ha detto questa mattina il Rabbino capo (Ashkenazi) di Israele Yona Metzger rivolgendosi a papa Benedetto XVI, durante la sua visita al Gran Rabbinato a Gerusalemme che desidero esprimerle la mia gratitudine per aver prevenuto il ritorno nella Chiesa cattolica al vescovo Williamson, il negazionista dell’olocausto. Se non lo avesse fatto, sarebbe stato un messaggio che poteva essere compreso come un’ulteriore negazione dell’olocausto”. “Ho accolto con apprezzamento ha proseguito il Rabbino capo – la sua chiara dichiarazione che l’antisemitismo non è solo un peccato contro gli ebrei, ma anche un peccato contro Dio”. Il Rabbino ha poi ringraziato il Santo Padre per l’impegno preso da parte della Chiesa cattolica di “desistere da ogni attività missionaria e di conversione tra la nostra gente. E’ questo per noi ha detto un messaggio immensamente importante”. Poi un riferimento storico al tempo dell’olocausto, periodo durante il quale molti genitori hanno affidato i loro figli a varie chiese in Europa, molti dei quali però “sono cresciuti inconsapevoli delle loro radici ebree”. Il rabbino ha chiesto al Papa di “fare luce” per permettere a queste persone di “scegliere” la loro appartenenza.
14:39 – PAPA IN ISRAELE: RABBI YONA METZGER AL PAPA, “CREAIAMO UNA ONU DELLE RELIGIONI”
Ebrei e cristiani uniti nel dire a tutti i leader religiosi che “non è con il terrore che essi raggiungono i loro scopi, non è uccidendo le persone innocenti che essi rappresentano il loro Dio. Perché Dio è un Dio misericordioso e comanda a tutti noi di rispettare e amare ogni persona, anche chi non appartiene alla nostra religione”. Lo ha detto questa mattina il Rabbino capo (Ashkenazi) di Israele Yona Metzger rivolgendosi a papa Benedetto XVI, durante la sua visita al Gran Rabbinato a Gerusalemme. “Una sola cosa ha detto il rabbino minaccia tutti noi: l’uso della religione come mezzo per uccidere persone innocenti”. Nel rivolgere il suo saluto al Papa, Metzger ha lanciato una proposta: quella di lavorare insieme per la creazione di un “corpo internazionale, una Onu delle religioni, a fianco dell’Onu dei diplomatici e degli uomini di Stati. Lì, gli uni accanto agli altri, siederanno attorno ad uno stesso tavolo i rappresentanti di tutte le religioni”. Scopo dell’istituzione, la risoluzione dei “conflitti e delle differenze di opinioni che provengono da cause religiose. Il tutto sulla base della fede nell’unico Dio unico che ci ha creato”.
11:48 – PAPA IN ISRAELE: ALLA COMUNITÀ CRISTIANA DI GERUSALEMME, “PREGATE PER LA PACE”
“Con le parole del Salmista chiedo anch’io a voi di pregare per la pace di Gerusalemme, di pregare continuamene per la fine del conflitto che ha arrecato così grandi sofferenze ai popoli di questa regione”. E’ tornato a parlare di pace il Papa nel suo saluto alla comunità cristiana di Gerusalemme incontrata durante la sua visita alla Concattedrale latina. Comunità ha detto Benedetto XVI che “continua a riunirsi come ha fatto da secoli, fin dai primi giorni della Chiesa”. Nel suo saluto, il Papa ha sottolineato il valore della preghiera di coloro che “secondo le parole di Santa Teresa di Lisieux” sono chiamate per vocazione ad essere “l’amore profondo nel cuore della Chiesa” e che con le loro preghiere sostengono “l’opera di evangelizzazione” della Chiesa nel mondo. In particolare, il Papa ha rivolto una “parola di apprezzamento per l’apostolato nascosto delle persone di vita contemplativa”. “Sono particolarmente grato per le preghiere ha detto che offrite per il mio ministero universale e vi chiedo di continuare a raccomandare al Signore il mio servizio al popolo di Dio in tutto il mondo”.
11:10 – PAPA IN ISRAELE: AI VESCOVI DI TERRA SANTA, “UN PATRIMONIO SPIRITUALE RICCO E VARIO” (2)
“I Cristiani nel Medio Oriente, – ha proseguito Benedetto XVI nel suo discorso agli Ordinari di Terra Santa – insieme alle altre persone di buona volontà, stanno contribuendo, come cittadini leali e responsabili, nonostante le difficoltà e le restrizioni, alla promozione ed al consolidamento di un clima di pace nella diversità”. Dopo aver espresso ai Vescovi “appoggio ed incoraggiamento”, il Papa ha sostenuto che “mediante l’istruzione, la preparazione professionale ed altre iniziative sociali ed economiche la loro condizione (dei cristiani di Terra Santa, ndr) potrà essere sostenuta e migliorata. Da parte mia, rinnovo il mio appello ai nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo a sostenere e ricordare nelle loro preghiere le comunità cristiane della Terra Santa e del Medio Oriente”. Ha quindi richiamato “molte memorabili esperienze di pellegrini della Terra Santa (che) sono state possibili grazie anche all’ospitalità e alla guida fraterna offerte da voi, specialmente dai Frati francescani della Custodia. Per questa servizio, vorrei assicurarvi l’apprezzamento e la gratitudine della Chiesa Universale e esprimo il desiderio che, nel futuro, pellegrini in numero ancora maggiore vengano qui in visita”.
11:09 – PAPA IN ISRAELE: AI VESCOVI DI TERRA SANTA, “UN PATRIMONIO SPIRITUALE RICCO E VARIO”
“Voi rappresentate le comunità cattoliche della Terra Santa che, nella loro fede e devozione, sono come delle candele accese che illuminano i luoghi santi cristiani, onorati un tempo dalla presenza di Gesù, il nostro Dio vivente. Questo particolare privilegio dà a voi e al vostro popolo un posto speciale nell’affetto del mio cuore come Successore di Pietro”: lo ha detto oggi Benedetto XVI nel discorso al “Regina Caeli” con gli Ordinari di Terra Santa, recitato al Cenacolo in Gerusalemme. “Le diverse Chiese cristiane che qui si trovano ha proseguito il Papa – rappresentano un patrimonio spirituale ricco e vario e sono un segno delle molteplici forme di interazione tra il Vangelo e le diverse culture. Esse ci ricordano anche che la missione della Chiesa è di predicare l’amore universale di Dio e di riunire da lontano e da vicino tutti quelli che sono chiamati da Lui, in modo che, con le loro tradizioni ed i loro talenti, formino l’unica famiglia di Dio”. Benedetto XVI ha poi affermato che “Un nuovo impulso spirituale verso la comunione nella diversità nella Chiesa Cattolica ed una nuova consapevolezza ecumenica hanno segnato il nostro tempo, specialmente a partire dal Concilio Vaticano Secondo. Lo Spirito conduce dolcemente i nostri cuori verso l’umiltà e la pace, verso l’accettazione reciproca, la comprensione e la cooperazione”. (segue)
10:34 – PAPA IN ISRAELE: AL GRAN RABBINATO, “PER UNA AUTENTICA E DUREVOLE RICONCILIAZIONE” (2)
Il Papa addita a questo punto un atteggiamento di fondo perché il dialogo possa continuare su solide basi: “la fiducia ha detto è innegabilmente un elemento essenziale per un dialogo effettivo”. E ritornando al cammino percorso dalle due delegazioni vaticana e israeliana, il Papa afferma: “Confido che la nostra amicizia continui come esempio di fiducia nel dialogo per gli ebrei e i cristiani di tutto il mondo. Guardando ai risultati finora raggiunti e traendo la nostra ispirazione dalle Sacre Scritture, possiamo con fiducia puntare ad una sempre più convinta cooperazione fra le nostre comunità insieme con tutte le persone di buona volontà nel condannare odio e persecuzione in tutto il mondo”.
10:33 – PAPA IN ISRAELE: AL GRAN RABBINATO, “PER UNA AUTENTICA E DUREVOLE RICONCILIAZIONE”
“La Chiesa cattolica è irrevocabilmente impegnata sulla strada decisa dal Concilio Vaticano Secondo per una autentica e durevole riconciliazione fra cristiani ed ebrei”. E’ quanto ha ripetuto più volte papa Benedetto XVI incontrando questa mattina i rabbini al Gran Rabbinato di Gerusalemme. Il papa è stato accolto dalle parole di benvenuto pronunciate dal Rabbino Shlomo Amar e dal rabbino Yona Metzger. Nel suo discorso il Santo Padre ha fatto riferimento al dialogo in corso tra la Commissione della Santa Sede per le relazioni religiose con gli ebrei e il Gran Rabbinato di Gerusalemme ed ha ringraziato i membri di entrambe le delegazioni per “il faticoso lavoro nel perfezionare questa iniziativa”, ma soprattutto per “la buona volontà” nel “discutere apertamente e pazientemente non solo i punti di intesa, ma anche i punti di disaccordo”, spianando così “la strada ha detto il Papa – per una più efficace collaborazione nella vita pubblica”. Ebrei e cristiani infatti sono “ugualmente interessati” ad assicurare rispetto per la sacralità della vita umana, la centralità della famiglia, la libertà di religione e di coscienza. Hanno una “condivisa preoccupazione” per “il relativismo morale” e per “le offese che esso genera contro la dignità della persona umana”. (segue)
09:15 – PAPA IN ISRAELE: LA PREGHIERA AL MURO DEL PIANTO
Alle ore 10 il Papa è giunto al “Western Wall”, comunemente detto “Muro del Pianto”, un frammento del muro di sostegno del lato occidentale della Spianata del Tempio ed è stato accolto dal Rabbino Capo e dal Presidente della Fondazione che gestisce il luogo sacro. Il Rabbino Capo ha letto un salmo in ebraico, quindi il Santo Padre ne ha letto uno in latino e ha sostato in preghiera davanti al Muro. Questo il testo della preghiera scritta sul biglietto che il Santo Padre Benedetto XVI ha deposto tra le fenditure del Muro del Pianto: “Dio di tutte le epoche, in occasione di questa mia visita a Gerusalemme, la “Città di Pace”, casa spirituale per ebrei, cristiani e musulmani, porto al tuo cospetto le gioie, le speranze e le aspirazioni, le prove, il dolore e la pena di tutte le persone del mondo. Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ascolta il grido degli afflitti, di chi ha paura, dei disperati; Invia la tua pace su questa Terra Santa, sul Medio Oriente, su tutta la famiglia umana; Muovi il cuore di chi chiama il tuo nome, affinché percorra umilmente il cammino di giustizia e di compassione. “Buono è il Signore con chi spera in Lui, con colui che lo cerca” (Lam, 3, 25)!”.
08:54 – PAPA IN ISRAELE: AL GRAN MUFTI, “PORSI SULLA VIA DI UN DIALOGO SINCERO” (2)
“I cristiani ha ricordato Benedetto XVI – affermano che i doni divini della ragione e della libertà stanno alla base di questa responsabilità. La ragione apre la mente per comprendere la natura condivisa e il destino comune della famiglia umana, mentre la libertà spinge il cuore ad accettare l’altro e a servirlo nella carità. L’indiviso amore per l’unico Dio e la carità verso il nostro prossimo diventano così il fulcro attorno al quale ruota tutto il resto”. Questa è “la ragione perché operiamo instancabilmente per salvaguardare i cuori umani dall’odio, dalla rabbia o dalla vendetta”. “Vi assicuro ha precisato il Pontefice – che è ardente desiderio della Chiesa di cooperare per il benessere dell’umana famiglia”. Perciò, “mentre musulmani e cristiani continuano il dialogo rispettoso che già hanno iniziato, prego ha sostenuto il Papa – affinché essi possano esplorare come l’unicità di Dio sia inestricabilmente legata all’unità della famiglia umana. Sottomettendosi al suo amabile piano della creazione, studiando la legge inscritta nel cosmo ed inserita nel cuore dell’uomo, riflettendo sul misterioso dono dell’autorivelazione di Dio, possano tutti coloro che vi aderiscono continuare a tenere lo sguardo fisso sulla sua bontà assoluta, mai perdendo di vista come essa sia riflessa sul volto degli altri”. Di qui l’impegno “a vivere in spirito di armonia e di cooperazione”.
08:53 – PAPA IN ISRAELE: AL GRAN MUFTI, “PORSI SULLA VIA DI UN DIALOGO SINCERO”
“In un mondo tristemente lacerato da divisioni questo sacro luogo serve da stimolo e costituisce inoltre una sfida per uomini e donne di buona volontà ad impegnarsi per superare incomprensioni e conflitti del passato e a porsi sulla via di un dialogo sincero finalizzato alla costruzione di un mondo di giustizia e di pace per le generazioni che verranno”. Lo ha detto Benedetto XVI, stamattina, a Gerusalemme, nella visita al Gran Mufti alla Spianata delle moschee. Anche se “può esserci la tentazione di impegnarsi in tale dialogo con riluttanza o ambiguità circa le sue possibilità di successo”, coloro che credono “hanno il compito di impegnarsi decisamente per la rettitudine pur imitando la sua clemenza, poiché ambedue gli atteggiamenti sono intrinsecamente orientati alla pacifica ed armoniosa coesistenza della famiglia umana”. Per il Papa, “la fedeltà all’Unico Dio” conduce a riconoscere che “gli esseri umani sono fondamentalmente collegati l’uno all’altro, perché tutti traggono la loro propria esistenza da una sola fonte e sono indirizzati verso una meta comune. Marcati con l’indelebile immagine del divino, essi sono chiamati a giocare un ruolo attivo nell’appianare le divisioni e nel promuovere la solidarietà umana”. “Questo ha aggiunto – pone una grave responsabilità su di noi”. (segue)
07:59 – PAPA IN ISRAELE: DICHIARAZIONE PADRE LOMBARDI DOPO INTERVENTO SCEICCO ATTAMIMI
Pubblichiamo il testo integrale della dichiarazione padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede a proposito dell’incontro interreligioso tenutosi ieri sera presso il Centro Notre Dame di Gerusalemme nel quale lo sceicco Attamimi ha duramente attaccato Israele. “L’intervento dello sceicco Tayssir Attamimi non era previsto dagli organizzatori dell’incontro. In un evento dedicato al dialogo, tale intervento è stato una negazione del dialogo. Ci si augura che questo incidente non comprometta la missione del Papa diretta a promuovere la pace e il dialogo tra le religioni, come egli ha chiaramente affermato in molti discorsi di questo viaggio. Ci si augura anche che il dialogo interreligioso nella Terra Santa non venga compromesso da questo incidente”.
Questa mattina è prevista una conferenza stampa di padre Federico Lombardi.