Conoscere per scegliere (5)

Elezioni europee

Temono la disoccupazione, anche se sperano in un futuro migliore. Lamentano il degrado ambientale ma non intendono rinunciare ai propri stili di vita “consumistici”. Vorrebbero più tempo per la famiglia e gli hobby, ma molti scambiano la carriera per lo scopo principale della vita. In gran parte dichiarano di essere “credenti”, ma la percentuale di chi frequenta un luogo di culto è modesta. Per conoscere gli europei occorre tener presente, oltre alle statistiche, anche ciò che essi pensano: di questo si occupa Eurobarometro, istituto di sondaggi della Commissione Ue.

La fiducia nei politici. Per saggiare il parere dei cittadini dei 27, Eurobarometro svolge – dal 1973 – ricerche periodiche su una quantità di temi amplissima, spaziando dalle questioni sociali all’atteggiamento di fronte ai migranti, dalla salute alla sicurezza, dalla droga al grado di cultura o all’utilizzo dei mass media, fino al lavoro o all’ecologia. Le pubblicazioni degli ultimi mesi si concentrano sulle “famiglie e le necessità di una popolazione che invecchia”, nonché la “sicurezza di internet per i minori” (interviste ai genitori). Nel gennaio 2009 hanno visto la luce uno studio sull’introduzione dell’euro in Slovacchia e un rapporto sulle “conoscenze delle politiche-chiave dell’Unione nel campo della sicurezza, giustizia e libertà”. L’ultimo in ordine di tempo è un sondaggio, reso noto il 3 marzo, riguardante il grado di fiducia espresso nei confronti dei diversi livelli politici, dal locale all’europeo. In questo caso emerge che gli enti locali e regionali “costituiscono il livello di governo che ottiene maggior fiducia dai cittadini”. Nell’elaborato finale si legge che il 34% degli intervistati “ha fiducia nel governo nazionale”, il dato sale al 47% per quanto riguarda le istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, mentre si supera il 50% per municipalità e regioni, fino a livelli attorno al 60-70% nei paesi del nord Europa.

Ambiente, clima, ogm. “La maggioranza dei cittadini sostiene che l’Ue dovrebbe fare di più per l’ambiente e che è preferibile adottare” azioni e politiche a livello comunitario, dando “risposte globali a problemi globali”. Il commento a uno dei numerosi sondaggi Eurobarometro è fornito dal commissario Stavros Dimas. Secondo gli esperti dell’istituto demoscopico, “oltre il 95% degli intervistati sente che è importante proteggere l’ambiente e circa l’80% ritiene che esso incida sulla qualità della vita”. In tale campo, “le cinque problematiche che più preoccupano i cittadini sono i cambiamenti climatici, l’inquinamento idrico e atmosferico, le catastrofi di origine umana e l’impiego di sostanze chimiche nei prodotti di uso quotidiano”. Il 58% del campione esprime timori sull’uso degli organismi geneticamente modificati (ogm), contro un 21% di favorevoli. Oltre il 60% si dice disposto ad acquistare prodotti biologici, anche se costano di più, ma solo il 17% conferma di averlo già fatto.

Pace e rispetto della vita. In un altro elaborato di Eurobarometro vengono posti in evidenza i tre valori prioritari che rappresentano meglio l’Ue agli occhi dei cittadini: al primo posto si collocano i diritti dell’uomo, quindi la democrazia e subito dopo la pace. Differente il discorso circa i valori cui gli europei “riservano maggior importanza a titolo personale”. In questo caso spicca al primo posto la pace (52%), seguita dal rispetto della vita umana (43%) e dai diritti dell’uomo (41%). Di seguito il voto degli intervistati va alla democrazia, alle libertà individuali; preoccupante l’ultimo posto assegnato alla religione. Occorre naturalmente precisare – come peraltro fanno sempre gli esperti – che i risultati di un sondaggio d’opinione dipendono dalle domande poste, dalle modalità in cui i quesiti vengono formulati, dal campione individuato. Notevoli, inoltre, le differenze da Stato a Stato, a secondo delle condizioni culturali e sociali e delle tradizioni storiche e religiose del paese. Più precisamente al quesito – forse mal posto – se la religione abbia “un posto troppo rilevante” nei paesi europei, il 46% degli intervistati dice “sì”, mentre il 48% non è d’accordo con questa affermazione.

Libertà, droghe, stranieri… Nella sede di Eurobarometro si cerca di comprendere l’opinione dei cittadini anche per aiutare l’Ue nella propria attività legislativa e decisionale. Ad esempio, all’affermazione se sia necessario “punire più severamente i criminali” (senza specificare il tipo di reato) l’85% delle persone si dice d’accordo e il 12% contrario; la differenza è dovuta agli indecisi. Il 64% è invece dell’avviso che servano più libertà e giustizia in Europa, anche a scapito di una minor libertà individuale. Il 26% è favorevole a legalizzare il consumo di cannabis; i “no” raggiungono il 68%. Sulla presenza di immigrati nell’Ue l’opinione pubblica è divisa, ma in genere continua a prevalere la diffidenza verso gli stranieri. All’affermazione secondo cui gli immigrati “portano vantaggi ai nostri paesi”, il 40% del campione è d’accordo, mentre il 52% è contrario.

(06 marzo 2009)