Essere capaci di futuro

Elezioni europee

“Determinare insieme il cammino futuro degli Stati dell’Europa”: questo il titolo dell’appello congiunto diffuso il 13 maggio dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dal Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd) per le imminenti elezioni europee, le prime per l’Europa allargata dei 27 Paesi membri. In Germania si voterà solo il 7 giugno. Gli elettori tedeschi eleggeranno 99 europarlamentari. Le Chiese tedesche, consapevoli dell’importanza dell’appuntamento, invitano i cittadini a votare, ricordando i vantaggi e le sfide di essere Europa. Riportiamo il documento in versione integrale.

Partecipare attivamente per essere capaci di futuro. “Le settime elezioni dirette del Parlamento europeo, che si svolgeranno il 7 giugno 2009 aprono alle cittadine e ai cittadini la possibilità di partecipare attivamente alla realizzazione della politica europea per i prossimi cinque anni. Noi, la Conferenza episcopale tedesca e il Consiglio della Chiesa evangelica in Germania, invitiamo pertanto tutti gli aventi diritto al voto a partecipare alle elezioni del 7 giugno. Come comunità di 27 Stati con quasi mezzo miliardo di abitanti, l’Unione europea è oggi garante della pace, della libertà, del benessere e della sicurezza. Particolarmente in tempi di crisi globale dei mercati finanziari e d’incertezza economica, l’Ue dimostra la sua importanza quale fattore di stabilità. Ma l’Ue può essere capace di futuro solo qualora sia sostenuta dalla fiducia delle persone e venga appoggiata attivamente a tutte le forse sociali. Perciò è fondamentale che si parli in modo onesto e si lavori in modo costruttivo agli aspetti critici, quali le critiche sul deficit di democrazia, le richieste di trasparenza delle modalità decisionali e l’impressione di una burocrazia ancora crescente. Se sostenuta da una volontà politica comune, l’Ue ha l’opportunità di determinare il futuro in Europa e nel mondo”.

Nuove sfide. “L’Ue opera già oggi su numerosi campi politici: pertanto, la sua legislazione influisce in modo significativo sul diritto nazionale e si riflette su quasi tutti i settori della vita dei cittadini. In particolare, dalle prime elezioni dirette del 1979, il Parlamento europeo ha dato un importante contributo al processo di democratizzazione dell’Ue. Inoltre, gli europarlamentari danno un volto all’Ue e si impegnano per le necessità delle cittadine e dei cittadini. In considerazione delle ampie competenze e della rilevanza politica dell’Ue e del Parlamento europeo, le elezioni europee sono di grande importanza per il cammino futuro degli Stati dell’Europa. Garantire la pace, dare una struttura equa alla globalizzazione, circoscrivere le mutazioni climatiche, ottenere un approccio giusto e solidale con rifugiati e immigrati, così come superare i problemi economici e sociali dell’attuale crisi sono alcune delle sfide che il nuovo Parlamento europeo si troverà a dover affrontare. I criteri fondamentali per qualsivoglia politica europea dovranno essere il rispetto della dignità umana, la tutela della vita umana, la libertà del singolo, la promozione del matrimonio e della famiglia, la responsabilità verso il creato, la solidarietà verso le persone svantaggiate nella società, l’impegno nei confronti dei più poveri del mondo, così come l’impegno per un ordinamento globale al servizio della pace e della giustizia”.

Il contributo delle Chiese. “Per questi criteri esiste in particolare anche il contributo delle Chiesa. L’Europa non è storicamente pensabile senza il Cristianesimo e anche in futuro avrà bisogno dell’impegno delle Chiesa per una politica orientata alla dignità della persona. Le Chiese hanno costantemente contribuito alla riconciliazione tra Stati e popoli dell’Europa, facendosi portavoci di un pensiero di integrazione. Pertanto è da valutare positivamente il fatto che l’Ue voglia riconoscere espressamente nel trattato di Lisbona questo particolare contributo delle Chiese. Nel nostro documento comune del novembre 2006 “La democrazia ha bisogno delle virtù”, abbiamo sottolineato: “Tutte le cittadine e i cittadini sono responsabili, ciascuno a suo modo, per questa società e per la comunità democratica”. In quel contesto abbiamo sottolineato come il diritto di voto rappresenti “il diritto più importante delle cittadine e dei cittadini”. Per poter continuare a contribuire in questo senso allo sviluppo dell’Europa, invitiamo le cittadine e i cittadini a dare il proprio voto il 7 giugno 2009″.

(20 maggio 2009)