MALTA
“Smascherare la povertà a Malta rivelandone il volto”. Questo l’incarico affidato dall’arcivescovo di Malta e presidente della Conferenza episcopale maltese, mons. Paul Cremona, alla Caritas nazionale che nei giorni scorsi ha tenuto un Forum per lanciare il suo programma di attività nel 2010, proclamato dalla Commissione europea “Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale” (EY2010).
Umanesimo cristiano. “Caritas Malta è la voce ufficiale della Chiesa sulla realtà sociale” del Paese, ha affermato mons. Cremona, esprimendo apprezzamento per l’analisi e le proposte per fronteggiare la povertà e l’esclusione nell’isola, esposti poco prima dal direttore Caritas, mons. Victor Grech. Nel richiamare la “Caritas in Veritate”, l’arcivescovo di Malta ha quindi ribadito la necessità di affrontare “l’attuale situazione socio-economica con l’umanesimo cristiano” e ha sottolineato l’importanza che “le famiglie sostengano le famiglie bisognose, in particolare quelle che hanno difficoltà a chiedere aiuto”. Di qui il compito di “portare alla luce” le povertà nascoste, soprattutto dopo il “fallimento dell’obiettivo della Strategia di Lisbona di eliminare la povertà in Europa entro il 2010” ha evidenziato mons. Victor Grech, rammentando gli 80 milioni di poveri attualmente residenti nel continente. Per il direttore di Caritas Malta “il nuovo approccio per conseguire questi obiettivi deve fondarsi sulla forte volontà politica degli Stati Ue e sulla collocazione della persona umana al centro delle nostre strategie”. In particolare Caritas Malta incoraggia “l’adozione di misure volte a rafforzare la sostenibilità economica della famiglia”.
Otto raccomandazioni. Secondo l’Ufficio statistico nazionale, nel 2007 il 14% della popolazione maltese era a rischio povertà, e i più colpiti erano i bambini sotto i 17 anni e gli over 65. “Una fascia sociale – ha commentato mons. Grech – che ha iniziato ad allargarsi a seguito dell’aumento del costo della vita e in particolare del prezzo dei medicinali e di servizi come gas, acqua, elettricità, e dei canoni d’affitto. Di qui le otto raccomandazioni della Caritas. Prima fra tutte, spiega il direttore, una “ridefinizione della povertà nazionale che tenga conto dei cambiamenti degli ultimi tre anni”. Ma sono indispensabili anche “l’adeguamento del salario minimo”, la revisione dei benefici sociali, “in particolare per chi, a causa di speciali disabilità e malattie croniche non è in grado di lavorare”, e la creazione di cooperative “all’interno delle quali i disoccupati possano lavorare a vantaggio della società”. Mons. Grech invita inoltre a prestare attenzione agli abbandoni scolastici che riguardano il 42% degli studenti di scuola secondaria, chiede misure a sostegno delle famiglie povere e, più in generale, garanzie di “protezione legale, economica e sociale per la famiglia”, e “azioni immediate” a favore di chi è “ai margini della società”.
I “nuovi” poveri. “Oggi sono i lavoratori poveri i nuovi clienti della Caritas – aggiunge il segretario generale di Caritas Europa, Marius Wanders, rilevando che in tutto il continente “la povertà sta aumentando, mentre cambia il suo volto”. Sempre più numerose le persone che “pur avendo un lavoro non possono più permettersi le spese per l’affitto, per il riscaldamento o per il vitto”. “Ci stiamo rendendo conto – ha spiegato Wanders – che parte della tradizionale middle class si sta progressivamente impoverendo”, e “questa crisi è il risultato delle sistematiche ingiustizie e delle politiche deboli degli ultimi vent’anni”. Nel definire “scandalose” le risposte di alcuni politici alla crisi, che finiscono per penalizzare ulteriormente i più deboli, Wanders ha affermato che la Caritas deve “lottare vigorosamente contro ogni tentativo di risolvere i deficit di bilancio con tagli alla spesa sociale”. Perplessità dal segretario generale di Caritas Europa anche per “le modeste ambizioni della nuova strategia Ue per i prossimi dieci anni mirante ad una società europea più prospera e socialmente inclusiva”. Anche in caso di successo, sottolinea, “alla fine del decennio lascerà l’Europa con lo stesso numero di poveri del 2007, prima dell’inizio della crisi”, mentre “l’ambizione di Caritas Europa era il traguardo Zero Poverty” . Un ulteriore richiamo alla necessità di un impegno per rafforzare la famiglia e contro l’esclusione sociale dei bambini maltesi, “il 21% dei quali vive attualmente in condizioni di povertà relativa”, è stato espresso da Edwin Vassallo, presidente della Commissione parlamentare Affari sociali, convinto che la povertà debba essere combattuta soprattutto “attraverso l’istruzione e l’educazione alla responsabilità sociale”.
(24 marzo 2010)