SETTIMANA SOCIALE
Si svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2010, a Regio Calabria, la 46ª Settimana Sociale dei cattolici italiani. Ad annunciarlo il 17 aprile ai giornalisti è stato mons. Arrigo Miglio, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. La scelta del luogo, ha spiegato il vescovo, "non è solo di alternanza obbligata" tra città del Nord e città del Sud, ma è dettata anche dalla ricorrenza dei 20 anni dal documento dei vescovi italiani su "Chiesa italiana e Mezzogiorno", in cui veniva messa in evidenza "la necessità che il Paese cresca insieme", ribadita anche dal recente convegno delle Chiese del Sud a Napoli. "In continuità" con il tema dell’ultima edizione, svoltasi a Pistoia-Pisa nel 2007 e dedicata al bene comune, "si è voluto declinare quel tema su alcuni punti concreti e urgenti per il nostro Paese, traducendoli in un’agenda di speranza". "Un’agenda ha precisato mons. Miglio non ancora scritta ma da scrivere, con due attenzioni particolari: scegliere pochi punti, ma prioritari, e sceglierli non da soli, ma coinvolgendo tutto il mondo dell’associazionismo cattolico, le Chiese locali, le diocesi, e tutte quelle persone che vorranno collaborare in un’azione di discernimento comunitario".
Tre parole-chiave. "Speranza, responsabilità, agenda". Sono queste le tre parole-chiave del "biglietto di invito" rivolto a tutto il mondo cattolico, e non solo, in vista della prossima Settimana Sociale. "Non siamo partiti da un’analisi, ma da una convinzione sperimentata", ha spiegato Luca Diotallevi, vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore: "Nel nostro Paese c’è un numero sufficiente, e sufficientemente vivace, di soggetti sociali per guadagnare una nuova stagione di futuro". La prima parola-chiave, ha detto il sociologo, "è speranza, non ottimismo: la nostra speranza relativa alla città si fonda sull’esistenza di soggetti capaci di concorrere al futuro, con cui noi entriamo in dialogo. Non chiudiamo gli occhi di fronte alla grave crisi che stiamo attraversando, non partecipiamo al confronto tra ottimisti e pessimisti: vediamo le cose nuove che, pur nella crisi, animano la società, grazie ad una speranza che è capacità di discernimento, fatta di scelte, quindi eticamente non neutra". La seconda parola-chiave è "responsabilità", partendo dalla consapevolezza espressa da Benedetto XVI a Cagliari: "Serve una nuova generazione di cattolici capaci di assumersi responsabilità pubbliche".
Una città aperta e abitabile. La terza parola-chiave è "agenda", che però ha precisato Diotallevi "non è un programma politico, economico, culturale, ma un sommesso e umile invito ad uno sforzo di discernimento per dare un ordine ai problemi gravissimi del Paese, tralasciando quelli gravi". "Il discernimento ha assicurato Edoardo Patriarca, segretario del Comitato non sarà opera di pochi, ma di persone ed espressioni organizzate del cattolicesimo italiano, per arrivare a delineare il volto di una città più aperta e abitabile". "L’intento ha aggiunto Diotallevi è quello di assumerci, come cattolici, la grandissima responsabilità di dare un ordine ad una serie di problemi, che sarà limitata ai problemi gravissimi, in modo assolutamente non imparziale", a partire dalla consapevolezza che attualmente "manca una gerarchizzazione dei problemi del Paese, e continua l’abitudine a seguire la casualità del momento politico". "Chiederemo, anche alla politica, collaborazioni a costruire l’agenda", ha detto Patriarca, annunciando che nel cammino preparatorio verso la Settima Sociale sono in programma audizioni, seminari di approfondimento a livello locale e convegni preparatori; un sito (www.settimanesociali.it) e una newsletter mensili saranno altri strumenti "per arrivare ad un documento di tanti".
Alcune domande. "Qual è la condizione reale della cittadinanza nel nostro Paese e dei fondamenti e delle forme di democrazia? Qual è lo stato del processo di trasmissione dei valori e della cultura che dovrebbero fare della nostra una città aperta e solidale?". Sono alcune domande contenute nel "biglietto di invito" a partecipare al cammino di preparazione verso la Settimana Sociale dell’ottobre 2010. Tra le altre domande "corrispondenti a dimensioni cruciali della vita civile e insieme a momenti concreti e decisivi della vita personale", figurano quelle sulla "condizione della vita economica" del Paese, sull’atteggiamento di quest’ultimo nei confronti delle "fragilità e differenze di ciascuna persona umana", sul "riconoscimento pubblico, rispetto e cura" della vita umana. Il punto di partenza del testo, l’"ineludibile responsabilità" dei cattolici "per le prospettive del Paese", quello d’arrivo "un discernimento opera non di pochi, ma di tanti", in dialogo anche "con le espressioni di altre culture e di altre esperienze presenti nella comunità nazionale", in modo da "contribuire alla formazione di una nuova generazione di uomini e di donne capaci di assumere in modo rinnovato le responsabilità pubbliche". Dopo il "biglietto di invito", le altre tappe saranno lo strumento di lavoro e il documento preparatorio, "base" dei lavori della Settimana Sociale.
Scheda
Le Settimane Sociali dei cattolici italiani nascono nel 1907 per iniziativa di Giuseppe Toniolo. La prima si tenne a Pistoia nel 1907. Si svolsero ogni anno fino alla Prima Guerra mondiale. I temi affrontati furono soprattutto il lavoro, la scuola, la condizione della donna, la famiglia. Dal 1927, un ruolo importante nell’organizzazione delle Settimane Sociali fu assunto dall’Università Cattolica, poi nel 1955 arrivò la prima sospensione a causa degli attriti con il regime fascista. Ripresero dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, nel 1945; continuarono fino al 1970, poi fu la volta di una seconda e lunga sospensione. A seguito delle sollecitazioni provenienti dal Convegno ecclesiale di Loreto (1985) e con la pubblicazione di una Nota pastorale della Cei dal titolo “Ripristino e rinnovamento delle Settimane Sociali dei cattolici italiani” (1988) si riprende la loro celebrazione. Le prime edizioni rinnovate sono quella del 1991 a Roma (“I cattolici italiani e la nuova giovinezza dell’Europa”), quella del 1993 a Torino (“Identità nazionale, democrazia e bene comune”) e quella del 1999 a Napoli (“Quale società civile per l’Italia di domani?”). Le ultime due edizioni si sono svolte a Bologna, nel 2004, su “Democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri” e a Pistoia-Pisa (edizione del centenario), sul tema: “Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano”.
(22 aprile 2009)