Confronto e impegno

SETTIMANA SOCIALE

Dal lavoro alla partecipazione politica, dalla cittadinanza all’educazione, dall’istruzione alla famiglia. Questi i nodi cruciali su cui si concentra l’attenzione dei giovani italiani che hanno a cuore il “bene comune” e il futuro del Paese. Lo hanno ribadito i partecipanti al Forum nazionale tenutosi a Roma il 10 e 11 aprile per iniziativa della pastorale giovanile della Cei e del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, culmine di una serie di forum dei giovani condotti – tra novembre 2009 e marzo 2010 – nelle singole regioni ecclesiastiche per contribuire alla preparazione della prossima Settimana Sociale (Reggio Calabria, 14-17 ottobre 2010). L’assise, alla quale hanno partecipato i 200 delegati “giovani” di diocesi e associazioni che, a ottobre, saranno a Reggio Calabria, si è posta l’obiettivo di definire “un’agenda giovane di speranza per il futuro del Paese”. Proprio ai giovani il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, si è rivolto nell’omelia della messa domenicale rilevando “quanto è significativa la vostra presenza e quanto è importante che questa circolarità” tra la dimensione locale e quella nazionale “continui e si rafforzi, in riferimento alla Settimana Sociale e oltre”.

Più spazio ai giovani. “Fin dall’inizio del cammino verso Reggio Calabria abbiamo avvertito l’importanza di dare maggiore spazio ai giovani”, ha esordito mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, aprendo i lavori. Dalla prossima Settimana Sociale uscirà un'”Agenda di speranza per il futuro del Paese”, laddove “speranza” e “futuro” richiamano, ad avviso del vescovo, proprio “la necessità e l’urgenza di coinvolgere in maniera particolare i giovani”. Una presenza che si vuole “numerosa” sia in termini numerici – saranno 200 sui circa 900 delegati – sia relativamente “allo spazio che verrà loro dato”. “Fonte della nostra speranza – ha aggiunto il vescovo parlando ai presenti – è Gesù risorto e la prospettiva che lui ci apre”. Tuttavia “la speranza cristiana non può assolutamente diventare un alibi per disinteressarci del mondo presente, ma anzi è un motivo in più per ‘portare speranza’ in ogni situazione”. E ha individuato motivi di speranza, mons. Miglio, nell’epoca presente, definendola “stagione privilegiata” poiché, nonostante gli attacchi alla vita umana ai quali quotidianamente assistiamo, “mai come oggi l’insegnamento della Chiesa è stato così forte su temi come la vita e la famiglia, nel riaffermare la centralità dell’uomo”.

Un’Agenda giovane di speranza. Dal confronto tra i giovani sono emerse alcune priorità, che confluiranno in un documento, l'”Agenda giovane di speranza”. È stata evidenziata in particolare l’esigenza di dare voce a una “cultura di dialogo, di relazione, d’incontro”: la comunità cristiana, in questo, può avere un ruolo importante, consapevole che “è necessario oggi agire per la ricomposizione, a tutti i livelli, di una rete di relazioni fra le persone e fra i vari soggetti sociali”. Poi, l’importanza di perseguire la legalità e la giustizia “nelle piccole cose di ogni giorno”, una passione per la vita sociale e politica che preveda formazione e partecipazione, la cura della responsabilità educativa. “Mi sembra che sia emersa molta concretezza”, ha affermato don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, presentando una bozza di documento poi sottoposta al vaglio dei presenti. Andando alle radici dell’impegno sociale dei cattolici, il responsabile della Pastorale giovanile ha ricordato che la Settimana Sociale s’inserisce “in una storia fatta da persone che hanno voluto tradurre il Vangelo in termini sociali”. “L’impegno sociale nasce con il Vangelo e servire l’uomo in tutte le sue dimensioni non è un dovere disgiunto dalla preghiera”, ha aggiunto, vedendo in esso una “chiamata alla santità e alla nostra felicità”.

Esperienza di discernimento. In chiusura, dal Comitato che sta organizzando la Settimana Sociale è giunto, attraverso il suo segretario, Edoardo Patriarca, un “ringraziamento sincero” ai giovani “per il lavoro fatto, esperienza comunitaria di vero discernimento da apprezzare e prendere ad esempio”. “Voi – ha detto ai presenti il segretario del Comitato – avete già sperimentato, prima sul territorio e ora a livello nazionale, quello che sarà l’appuntamento di Reggio Calabria: un’occasione di confronto libero e aperto per definire un’Agenda di problemi concreti che attraversano il Paese, e per i quali sono possibili percorsi alternativi”. Patriarca ha quindi esortato fin da ora i giovani a guardare al di là del Forum, e pure della Settimana Sociale, tornando nei luoghi di provenienza “perché quest’Agenda venga condivisa e diventi occasione di dibattito pubblico”. “Il vostro lavoro – ha evidenziato – non è finito: impegnatevi nei territori, perché la speranza è legata alle piccole opere”. Infine, l’auspicio di realizzare, il prossimo anno, “una verifica per vedere se quest’Agenda sarà stata in grado di attivare percorsi di speranza vera e concreta sul territorio”.

(14 aprile 2010)